<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506</id><updated>2011-10-03T17:12:36.121+02:00</updated><title type='text'>Trattative di mezzanotte</title><subtitle type='html'>ogni cosa, tra due punti generici, è (stata) un titolo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>148</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4452273233965297268</id><published>2010-10-02T08:19:00.012+02:00</published><updated>2010-10-02T12:39:15.896+02:00</updated><title type='text'>[...]</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;la tosse, in estate, non esiste.&lt;br /&gt;questo giorno. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;che non può più giocare a nascondersi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;il presente indicativo che non mi appartiene. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;questo mio 18 agosto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;tutto. tutto l'amore non fatto &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;in un'estate indiana.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4452273233965297268?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4452273233965297268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4452273233965297268' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4452273233965297268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4452273233965297268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/10/la-tosse-destate-non-esiste.html' title='[...]'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8302871662842448848</id><published>2010-08-27T11:53:00.008+02:00</published><updated>2010-08-27T13:26:07.912+02:00</updated><title type='text'>dacriocistorinostomia</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;la pioggia era solo una mezza calamità per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;riconoscersi&lt;/span&gt;. in ogni giorno meno sano. che nemmeno una volta abbiamo liberato qualcuno. siamo palazzi e complessi da demolire. ala per ala. atterrare all'ospedale senza imprecare al proprio viso divelto. la mano fredda sulle fabbriche esportabili. la mente meno fredda sulle nostre voci incrociate. che non si toccano ogni volta che continuo a non guarire e non c'entro più. l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;amministrare&lt;/span&gt; ogni guerra senza rimpatrio ma è meglio fare senza. "poi sarà tutto di nuovo nostro". senza evadere. che di carcere ormai si vuole morire. colossi e collaudi lenti che corrodono. che concorrono alle derive che si svegliano senza un tesoro. e non ritorna più la voce. le mie domande rapite. che le strade sembrano sempre più piccole dentro una mano. che le canzoni stonano. i giorni ribaltati che fioriscono ma non ti piace il profumo. dentro gli occhi infiltrati ci sono bambini posseduti dal demonio parentale. la neve che si scioglie dentro il letto ma non ci fa male. che ancora si parla di padroni. "tu non c'entri". e i giornali non ne parlano. ogni libro che vorrei leggere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;abbracciandoti&lt;/span&gt;. le derive che si svendono senza decoro. e morire andrà meno di moda. dicendolo dopo. quando torni a casa cerchi sempre qualcosa da portare fuori. e poi diritti a rate e occhi chiusi in gola. cosa ci indigna? cosa ci segna? sentimenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;delegittimati&lt;/span&gt; con un manganello coperto. nascosto in mani &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;disinfettate&lt;/span&gt; e ritorno. in voci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;disincantate.&lt;/span&gt; e ricordo la vita che va indietro. ricordo niente e mi faccio del sano male. ricordo niente e mi sento meno. il miglior modo per non tornare. che poi non ti ho detto di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;roma&lt;/span&gt;. non ti ho detto delle balene. non ti ho detto di tutti i concerti e le spinte, le cose scucite e i sogni muti a metà. "vado al largo". poi tutto quello che aspettiamo resisterà fino a vedere almeno i nostri occhi. un attentato sostenibile. che la voce non torna più. ma non ne facciamo a meno. e se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;gabriele&lt;/span&gt; esce dove va a dimenticarsi?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8302871662842448848?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8302871662842448848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8302871662842448848' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8302871662842448848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8302871662842448848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/08/dacriocistorinostomia.html' title='dacriocistorinostomia'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3112181518082773166</id><published>2010-06-10T23:38:00.006+02:00</published><updated>2010-06-11T01:20:09.526+02:00</updated><title type='text'>ciclo idle</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;tra "cielo e sabbia" hanno montato nuove leggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;atmosferiche&lt;/span&gt;. con luci colorate. senti che ridono forte senza di noi. mentre aspettiamo dentro una fragola imbottita di polvere. senti che corrono lontano tutti quei passi già sciolti che avevamo liberato in discesa. noi siamo ancora armati ma senza più pudore da vendere. ci offrono nuove leggi per uno stato di necessità. su licenze prosaiche e canzoni pestate. che non ci si oppone nemmeno più la seta chimica. tutti i libri di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;cubby&lt;/span&gt;. ancora intorno ai graffi che non s'infettano più. e ridiamo senza cadere nel mare. con il fuoco già acceso. senza nessuna spiegazione. capelli gialli da spremere e ti porto a ballare in silenzio sotto una casa. mentre il cielo ha deciso di perdere ritmo. tutto quello che si poteva dimenticare presto, al sicuro dentro di noi. tappeti strumentali che si colorano di bianco. in agitazioni e distensioni. incatenati in licenziamenti improvvisati con storie americane licenziose. titoli conservati per credere che le cose si possono ripetere. ricami in nessun posto caldo. le fughe contrappuntistiche collaudate in serie. "maggio prova ad essere giugno". controsoggetto canonico filtrato nelle parti libere&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3112181518082773166?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3112181518082773166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3112181518082773166' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3112181518082773166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3112181518082773166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/06/ciclo-idle.html' title='ciclo idle'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7123459719673460016</id><published>2010-04-16T12:26:00.011+02:00</published><updated>2010-04-18T01:12:21.410+02:00</updated><title type='text'>hanno tolto tutti i semafori lungo la strada nascosta che porta a casa tua</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;e non riesco ad attraversare. la conferma di recapito. tutti i partigiani del mondo. la felicità di sentirci uguali ci ucciderà.  in un sonno che dura dalla nascita. i suoi incubi restano a bagnare il silenzio del torto. nel sole irriconoscibile che raffredda questo deserto di carta bianca e muri ogni giorno più alti. il colore della speranza stempera ogni partenza. in tutte le cose che già sono state dette ma che comunque non sapremo mai. giù nel fondo degli occhi chiari, con un unico riflesso di sete rabbiosa. il colore della gioia di un nome ritrovato. perché ogni somiglianza diventerà una colpa che solo inizialmente sarà sconosciuta. con un ronzio continuo e umido di interi apparati di nuvole. "la fine assoluta del mondo". dove ci ricordano di essere vivi e non vivificati, come dice tutta la pubblicità colorata. le città che si legano in abbracci sulla tua schiena. così si profumano. "ma solo la rivoluzione salva il passato". le pallottole che escono dalla televisione. ma dove. le malattie incurabili che tagliano le reti nere sopra la testa. il prato viola che muore ad ovest dietro la fabbrica. il mare sempre più blu ottiene dei favori sorprendenti. il ronzio metallico dentro il braccio. il ronzio metallico dentro la testa. una canzone piena di mostri e fantasmi in bianco e nero. la felicità di sentirci uguali ci ha già ucciso. tutti i colori che ti resteranno addosso domani nonostante la pioggia. meriti sempre le ultime parole prima di un ciao&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;°°°&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;ogni casa è un prodotto industriale conforme alla terapia primaverile. "è la mia droga, non - ti - può far male". scoprendo che si può cancellare anche il futuro&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7123459719673460016?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7123459719673460016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7123459719673460016' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7123459719673460016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7123459719673460016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/04/hanno-tolto-tutti-i-semafori-lungo-la.html' title='hanno tolto tutti i semafori lungo la strada nascosta che porta a casa tua'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3931669109474878762</id><published>2010-04-10T04:20:00.003+02:00</published><updated>2010-04-10T04:26:00.464+02:00</updated><title type='text'>nuovo posto yocto</title><content type='html'>le notti boreali stirate sui muri. ci sono giorni in cui vince l'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ossessione&lt;/span&gt; di una risposta. per il resto allungo l'attesa e la distendo. il nuovo nome americano che ha &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;bologna&lt;/span&gt;. sono riuscito a non piangere quella sera senza macchina. le cartoline possono di nuovo avere una faccia. in televisione sempre più "cause concorrenti del quadro clinico". ci sono molte cose che dovrebbero finire almeno in una sola stanza. contando finestre accese. scegli di guarire senza le forbici. rosa suona bene. l'infelicità manifesta e mai svelata del fratello vivo. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;dimostrazioni&lt;/span&gt; di difetto. la matematica ha svuotato anche i libri e non ho il passaporto per cercarti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3931669109474878762?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3931669109474878762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3931669109474878762' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3931669109474878762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3931669109474878762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/04/nuovo-posto-yocto.html' title='nuovo posto yocto'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-1293185749888273798</id><published>2010-03-07T17:46:00.004+01:00</published><updated>2010-03-14T20:14:34.217+01:00</updated><title type='text'>la dieta kilometrica di una domanda, favola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di tutte le tue mani, ognuna colorata in modo diverso. ferisco la tua spalla e dentro trovo un parco ad agosto. pieno solo di caldo. e di milioni di ombre dense e umide. apro l'altra ferita sul tuo ventre e trovo una stanza bianca, vuota e fredda. lo spazio che non può più essere matematico ci consola. dentro il mio silenzio da raccogliere in mille pezzi. pensi ad un arresto e ai suoi visi taglienti. le costole delle frasi. lo spazio quindi può essere non necessario. quando ti metti in un angolo per sentire almeno una cosa vicina come l'america. le falsità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;stereotipate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che si sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;radicalizzate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. eserciti disegnati sulle colline nude e bagnate. le foto da geometri interiori. l'orrore come prova essenziale. il caldo artificiale allarga le navi. il vento spaziale le ricicla. onda su onda. "quello non sembra più nemmeno il tuo viso". mi leggo le speranze umide, le calmo. i grazie smisurati e senza morale. i mostri che si aprono la porta a vicenda per uscire presto la sera. come in una canzone di cui non ricordiamo più il titolo. ricacciamo il cielo in tasca per tutto il giorno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;preventivato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. la colpa disumana dei ricordi sterminati. fino a dove non vedo la rinuncia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;fluorescente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; dei perché senza sconti. che sappiamo come si mette in piedi il costo della vita emancipata dalla vita stessa. le lettere luterane come un rinvio. il sospetto dell'attesa come risposta non può essere credibile.  cosa rimane di non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;autopunitivo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;celebrazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; della propria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;indipendenza&lt;/span&gt;? un unico discorso del cazzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;°°°&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;siamo sempre stati soli in famiglia. e ce n'è sempre stato bisogno. per sentirsi meno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;indispensabili&lt;/span&gt; della realtà. della rinuncia immediata. le persone che non urlano hanno sempre un certo fascino per le patologie della cronaca immolata. eravamo in alto, oltre ogni più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;commestibile&lt;/span&gt; aspettativa, e avevi paura del nuoto. la divisa ti rende più simpatico o almeno così avresti voluto dire. ti vesto dentro una città di vetro rosa. la luce accesa sulle tue gambe che corrono nel letto. la pioggia rampicante e ottobre senza cornice. la nuvola che bisogna mettere attorno al sole. l'odore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;industrializzato&lt;/span&gt; della domenica mattina. il petrolio accogliente che ci lasciamo dietro per non tornare a casa. il passato posticipato di un qualsiasi bagno acceso. bisanzio e una domanda calda. gomitoli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;grammaticali&lt;/span&gt; legati attorno ad un tuo vestito. le volte che ti vorrei dire come fai. e anche quando dovrei farlo davvero non ci riesco. caldo stretto alle tue motivazioni senza nessun appello. sorridi dentro la voce insana delle cose senza nome. ottobre e mi sveglio presto. siamo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;diversamente&lt;/span&gt; uguali&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-1293185749888273798?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/1293185749888273798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=1293185749888273798' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1293185749888273798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1293185749888273798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/03/la-dieta-kilometrica-di-una-domanda.html' title='la dieta kilometrica di una domanda, favola'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3168464448657461625</id><published>2010-02-14T14:07:00.004+01:00</published><updated>2010-03-07T18:01:06.881+01:00</updated><title type='text'>bianca, l'apparente apatia di un gruppo elettrogeno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;ti ho accarezzato in silenzio, quando il mare ti voleva uscire dallo stomaco. e già dormivi nel freddo che senti solo tu. è stato come strappare dalla neve un fiore colorato. che mentre trema sembra aver bagnato con il suo colore il ghiaccio soppresso. mi sono cambiato i vestiti e le rivoluzioni finivano comunque nel sudore freddo dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;impossibilità&lt;/span&gt;. non avevano il mio nome proprio perché ho aspettato le nuove pulizie per le cose in più da dire. ma non ho dimenticato dove piangi, anche se rimane invisibile. mi dai un nuovo ritmo vergine nel silenzio dei tre colori del sole. tutti i giorni finiscono il cioccolato. vorrebbero vederti non smettere mai. vorrebbero colorarti loro senza il prezzo di una motivazione. la tua foto da bambina si muove in qualche canzone disegnata appena. un giorno intero con questa stessa canzone, per bruciare la tentazione di una sorta di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;permeabilità&lt;/span&gt;. per far passare il tempo con il rosso. per aiutarti a dire qualcosa di vero senza far respirare gli occhi. che desertici si prendono per mano. ogni cosa fatta è una parte della casa. ti ho vestito. e ho aperto le troppe partenze che rimandano indietro. tutto quello che hai sentito sull'attesa rinuncia ad essere una scusa. perché compro statue ogni giorno senza pensare al discutibile profitto. hai sempre parlato per fiori stanchi di essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;desiderabili&lt;/span&gt; solo per principio. così ho spento ogni tipo di cera. ho spedito silenzi preziosi e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;indivisibili&lt;/span&gt; verso le nuove isole &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;imperdonabili&lt;/span&gt;. le rinunce passive, che non lasciano decidere, hanno debellato tutte le ricerche. il nome che ti ho dato non coincide con il tuo vero. a volte si scambiano come per gioco, senza avvisare. metto punti prima e dopo per essere sicuro di tornare a casa. ma da solo. capisco che abita lontano per ogni oggi che è un nuovo anno. per decidere dove dormire con un peso diverso. hai mescolato ogni tipo di pane con la biologia. rimanendo attenta a non far bruciare niente. e già ferivi nel tempo che spendi solo tu. possibilità veneree che fioriscono dentro senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;diagnosticare&lt;/span&gt; nessun appello. un paesaggio strumentale ha visto il tuo sonno invincibile. non sai mai come potrei perdere. "vorrei nascere e indossare il vestito migliore prima di crescere". come prendi spazio spostando musica nuova nel buio. muscoli dentro la strada di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sara&lt;/span&gt;. diamanti con linee potenti che trafiggono le onde, ci disegnano con gli avanzi sulla sabbia e poi volano via dentro la neve. tutte le tue valigie scelte che non dividono più il caldo in due stagioni. il posto che avanza per noi e aspetta poco, perché &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ingenuamente&lt;/span&gt; il sistema impassibile si sceglie l'ombra più larga. per decidere i coltelli buoni dentro casa. e si colorerà per prima quando ti vestirò di nuovo. "siamo tutti morti e non ci salveremo più da niente, di quello che ci aspetta. non basta la volontà o l'apparente possibilità di decidere." le canzoni piene ancora di manganelli e sugo di ferro. gli sputi contro il muro che formavano delle nuvole. solo lì potevi scappare. e non avevi paura di cadere di nuovo dentro una nazione conquistata da un pensiero. il vero che continua a perdere onore dentro di noi. i "dopo" che si traducono in "troppo tardi". i necessari "forse" scuciti dalle frasi. le uniche cose che ricordi non esserti dispiaciute. sembrava quasi vero, da come me lo hanno detto. i lager &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;costituzionali&lt;/span&gt;."sei sottile dentro il tuo sonno. dentro una stanza che sembra un ghiacciaio. che è nuovo e fermo. e tutto di te, ancora più sottile." e continuano a pulire tutto per farci stare meglio. continuano a volerci migliori, ci mettono dentro ancora ancore. pietre caldissime come i tuoi baci pieni d'odio. frasi di formaldeide. istinti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;promare&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;già&lt;/span&gt; smentiti. il teorema dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;autoperpetuazione&lt;/span&gt; ci solleva ma per poco, e male. sfregiamo il problema della felicità. è zucchero di poco prezzo. le uniche strade sono tutte in discesa. non volevi tornare a casa e volevi sapere cosa si prova ad essere un fachiro. i mostri normali che pregano per noi. l'anemia che ci chiama per numero. la pace praticabile. "il mondo pieno di vittime". torneremo ancora distanti in cimiteri atmosferici pieni di perplessità. il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;menefreghismo&lt;/span&gt; della strada sotto casa tua, piena di sogni bruciati, come cassonetti di traverso. urlare per una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;tako&lt;/span&gt;-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;tsubo&lt;/span&gt; migliore a colazione, perché non basta mai. sembrava quasi vero, da come me lo hai detto. davvero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3168464448657461625?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3168464448657461625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3168464448657461625' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3168464448657461625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3168464448657461625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/02/bianca-lapparente-apatia-di-un-gruppo.html' title='bianca, l&apos;apparente apatia di un gruppo elettrogeno'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5401523148335155846</id><published>2010-02-03T10:51:00.002+01:00</published><updated>2010-02-03T10:52:17.609+01:00</updated><title type='text'>"un po' di febbre"</title><content type='html'>c'è sempre una carezza-assente ad asciugarmi in silenzio la testa quando arrivo al letto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5401523148335155846?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5401523148335155846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5401523148335155846' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5401523148335155846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5401523148335155846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/02/un-po-di-febbre.html' title='&quot;un po&apos; di febbre&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6007728473267651973</id><published>2010-01-29T13:30:00.001+01:00</published><updated>2010-01-29T13:33:12.921+01:00</updated><title type='text'>per il battesimo</title><content type='html'>gli arcobaleni di gennaio sono alieni industriali. le autopsie subite con ancora le manette. con i polsi uniti da un lungo respiro. il trauma da carta igienica. "hai i tuoi anni, ma non li hai mai posseduti davvero". il disonore del vero nell'ultimo aprile colorato. la finestra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sudamericana&lt;/span&gt; e le sue malattie. anidride sui tetti licenziati. un'altra finestra che insegna colori per ore. e poi ancora l'odore della polvere che può essere solo che fresca, se abita da te. parole ritagliate dai tuoi vestiti di carta bagnata. parole deragliate dai tuoi destini da danza sprecata. e poi respiri meno allungati. abbiamo aspettato un viaggio breve. sfocato dalla polvere che entra bagnata nei corridoi della città. e non ho finito di dimenticare&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6007728473267651973?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6007728473267651973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6007728473267651973' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6007728473267651973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6007728473267651973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/01/per-il-battesimo.html' title='per il battesimo'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4426862217473744756</id><published>2010-01-16T23:08:00.016+01:00</published><updated>2010-01-29T13:30:45.414+01:00</updated><title type='text'>"- non", in the atmosphere</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;sento piano. l'avere ancora un letto sulla testa. mentre guardavamo il sole salire facilmente. le carezze &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;nottambule&lt;/span&gt;, ma di melatonina. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;semplificando&lt;/span&gt; il silenzio in strati colorati. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;diversamente&lt;/span&gt; dal modo di pesare. meno strappi impossibili. le mancanze di natale. uscendo dalla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;rianimazione&lt;/span&gt; e aspettare il bus. tutto rimane là dentro. lampioni meno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;intermittenti&lt;/span&gt; degli arresti. le lucide espressioni matematiche senza toccare la dimensione interna. nuove parole e depressioni salvate. indossando calcare stretto al collo. salite da eccezione che non scaldano più. fiumi atmosferici che sentono una reazione. le vie abbottonate. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;mahnmal&lt;/span&gt;. colazioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;imbarazzanti&lt;/span&gt; e opere eroiche. mille cannoni sfibrati che raggiungono equilibri sprecati. mirando &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;occultamente&lt;/span&gt; alla nota giusta. ferite &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;intercettate&lt;/span&gt; sulle mani. le cose succedute. "lontani piaceri sconosciuti". delle cose sedicenti. messaggi greci di profilo. minime &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;impressionanti&lt;/span&gt;. sulla conduzione assestata delle vibrazioni elementari. che alimentano la tua fame elettiva. le fughe esteriori. cani sciolti e cantanti. senza combattere il ritorno che ci ha esiliato. tavoli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;convenzionali&lt;/span&gt;. fuori suonano urla di cosmonauti sani. risaliti odiando in volo. ma mantenendo fede ai giudizi senza frontiere. la scala abbandonata in piazza di corsa. l'ufficio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;collocamento&lt;/span&gt; senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;lucia&lt;/span&gt;. tutto quello che non ho detto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;aspettandoti&lt;/span&gt; fuori dal circo. due bugie. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;francesca&lt;/span&gt; non è tornata viva. cosa resterà dei nomi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;irriconoscibili&lt;/span&gt;. dei rumori randagi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;sensibilmente&lt;/span&gt; rischiosi. degli ami fruttiferi dentro di noi. mirando oscuramente alla notte giustiziata. nelle urla per altre favole in fila. le lacrime meno familiari. le risposte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;confortevoli&lt;/span&gt;. mi richiami a casa. cosa risponde all'appello? quando non piangi per il vuoto d'aria. c'è una strana nuvola fortunata, senza spunti, che non sa dove sei &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4426862217473744756?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4426862217473744756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4426862217473744756' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4426862217473744756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4426862217473744756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2010/01/non-in-atmoshpere.html' title='&quot;- non&quot;, in the atmosphere'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-517694964974588035</id><published>2009-12-06T10:40:00.011+01:00</published><updated>2009-12-06T23:30:20.920+01:00</updated><title type='text'>con l'età dell'oro di chi non risponde più al silenzio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;il disegno spontaneo per correre intorno al cielo. il film silenzioso di te che mi farebbe compagnia. con il mare nel sole. ripulendoci dal freddo spento delle retate. contro l'opportuna possibilità di trovarti prosciugata. il labirinto rosso delle braccia. con il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;pregiudicato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;inadeguatezza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che mi lega al soffitto. mentre non parlo. con gli occhi stretti ad un "si" sconfinato. abbiamo risolto le guerre più sottili. senza più vestiti per uscirne vivi. abbiamo riscritto le stragi più disarmate. con le morti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;indifferenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. per le tue spalle sempre più piccole. tu invece puoi distrarre le mie parti rotte. mentre tutto scende dentro i nostri elastici cavi che non ci trattengono più. che certe cose le puoi decidere solo dopo la fine. le "dieci costole spezzate" in 815 giorni in mare. che quando parliamo non abbiamo fumetti per rileggerci. così non sono più solamente i gesti a non avere bisogno di parole per colorarsi. di nero&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;e non ti copri mai abbastanza, per sentire freddo e quindi sentire qualcosa che ti renda perlomeno non trasparente nella stanza. la casa riscritta con gli occhiali da sole. il biglietto singolo con i suoi titoli originali . cosa hai dentro il mare. hai imparato che se vuoi andare da qualche parte è sempre meglio farlo da sola. quei giorni interi in cui hai sempre il viso scolorito di chi ha appena pianto. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ridisegnando&lt;/span&gt; la città con un destino migliore. con la musica che ci illudeva &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;sistematicamente&lt;/span&gt;. le cose &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;preservative&lt;/span&gt; che costruivamo senza sudare. ma correndo comunque via da tutto. che quando ti ascolto e non parlo è per me, che mi devo cancellare senza troppe frontiere. con le mani lucide e veloci nel cuore del cervello che non trovo più. le trazioni posteriori di venerdì. con l'età di chi alza la voce per morire d'estate. correndo via da tutti fino al buio. perché mi vestivi con cura, tanto che sembrava che sorridessi anche se in realtà non lo facevo mai davvero. ma non era per colpa tua. "ne abbiamo una e pensiamo a star bene, ma non ci combattiamo mica con quella. non potremmo. anche volendo". perchè non mi soffocassi con il viso dentro un angolo e con tutto il resto della stanza assonometricamente in ordine. dietro. il nostro mese &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;profondamente&lt;/span&gt; diverso dal vapore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;densoerosa&lt;/span&gt;. quando penseremo meno dell'insolito benessere che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;strumentalizza&lt;/span&gt; le favole. che ci governa l'economica essenza di un prezzo. i nostri nastri &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;evidenziatori&lt;/span&gt; che snaturano tutti. qualcosa che ti renda perlomeno traspirante nelle mie concavità. perché basta non farsi troppo male. perché i giorni non ci scelgono per caso, proprio come oggi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-517694964974588035?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/517694964974588035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=517694964974588035' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/517694964974588035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/517694964974588035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/12/con-leta-di-chi-non-risponde-piu-al.html' title='con l&apos;età dell&apos;oro di chi non risponde più al silenzio'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2675603467028730626</id><published>2009-11-28T11:32:00.011+01:00</published><updated>2009-12-06T15:29:21.982+01:00</updated><title type='text'>per "non avere paura di avere un cuore" (ancora)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;[fino a quando riusciremo a non vincerci]&lt;/span&gt; perché non riesco mai a finire nemmeno un libro di quelli che mi dici di leggere. non ci sono più padri nella città domesticabile. il "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;meraviglioso&lt;/span&gt; diritto all'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;interiorizzazione&lt;/span&gt;". ma senza saperlo dire. senza le parole riscaldate nell'inerzia del ricordo. mai perdonato. senza la tragica memoria di un avanzo di tempo lungo tre anni. che vorrei incontrarti per caso. e non mi rispondo più per caso. con infime operazioni a cielo aperto. con le rimozioni rafforzate. dentro di te non rimango a galla. e mi limito a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;disconoscere&lt;/span&gt; le  discariche. dentro quel pezzo di cenere e il tuo viso sciolto dietro la finestra spenta. dentro quella frase&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2675603467028730626?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2675603467028730626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2675603467028730626' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2675603467028730626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2675603467028730626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/11/per-non-avere-paura-di-avere-un-cuore.html' title='per &quot;non avere paura di avere un cuore&quot; (ancora)'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-1362253079344217853</id><published>2009-11-16T00:51:00.005+01:00</published><updated>2009-11-16T01:13:32.743+01:00</updated><title type='text'>il ricovero delle balene autunnali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;l'igiene &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;personalizzata&lt;/span&gt;. mentale. la temperatura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;superficiale&lt;/span&gt; dei giorni a nuoto. in mezzo alla città rasata. preludi lontani nelle tue perplessità oceaniche. prendi le strade vuote per me. conservale per il sole spontaneo. per il laborioso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;cementificarsi&lt;/span&gt; del parco nelle notti protette con padri spirituali in provetta. per il filo condotto. con la zona industriale che ci distrae. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;attentamente&lt;/span&gt;. il silenzio mediato per il nostro rinvio meditato. le mani vuote e fredde che parlavano male di ieri. allora compreremo argento finto da mettere sul cuore. in carceri usate. in carceri causate. il vento più forte delle tue parole sottili. con la loro nostalgia. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;andrea&lt;/span&gt; non ha più pazienza. la tensione non troppo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;superficiale&lt;/span&gt; della nebbia da portare fuori, di testa. in carceri inopportune. come muoiono i marinai&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-1362253079344217853?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/1362253079344217853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=1362253079344217853' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1362253079344217853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1362253079344217853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/11/il-ricovero-delle-balene-autunnali.html' title='il ricovero delle balene autunnali'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-1369577671433039738</id><published>2009-11-01T13:02:00.006+01:00</published><updated>2009-11-01T14:21:30.300+01:00</updated><title type='text'>della tachicardia come espediente retorico</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;"i treni arrivano solo quando c'è silenzio". il passato non restituisce i corpi di chi ci cade dentro. e preferivi il tuo seno per piangere. mi diresti che bologna doveva avere una risposta. ma non c'è stato nulla da rifare. "nessuno può più dormire in spiaggia". che le cose si scambiano. e non tornano nei colori distesi della prosa. poi la notte desertica ci sorprenderà dopo un giorno afasico e staremo ancora peggio. per il dimenticarsi con il fiato accorciato. con il tuo fiore in testa che non si bagna mai. mostrami un giorno con il pasto fisso. senza morire in carcere. così cullandoti in mano ti parlerò dei baci del cemento. dei giorni raffinati nelle teorie russe. della nausea dolciastra e della mirtazapina. così mi diresti che bologna doveva avere una riscossa. ma non c'è stato nulla da bruciare. "vuoi morire?". e non smetti mai di uccidere gente. il cielocrakingviola scappa senza di noi. poi la notte desertica ci salverà dopo un anno asfittico. da longbeach con i fiori ossigenati. dopo un anno inesatto. perchè ci appartiene solo la vista e la fantasia concreta della sopra-vivenza che c'è dietro. il resto che brulica e piove è solo deiezione. ma me ne accorgo solo dopo che hai pianto sete. e poi rate felici. per riuscire anche solo a parlarti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-1369577671433039738?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/1369577671433039738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=1369577671433039738' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1369577671433039738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1369577671433039738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/11/della-tachicardia-come-espediente.html' title='della tachicardia come espediente retorico'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5075919201423654389</id><published>2009-10-25T02:42:00.021+02:00</published><updated>2009-10-25T03:06:08.101+01:00</updated><title type='text'>an extinguishing agent midst in our</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;non sai cosa voglia dire respirare a malapena ancora ferire i giorni sbagliati e inventarsi un nuovo contorno alle ombre che non ci sono più diradarsi senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accorgersene&lt;/span&gt; avere magari un po' di tempo per assecondare l'impressione di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;correggersi&lt;/span&gt; in fondo per poi tornare nudi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;commestibili&lt;/span&gt; diventano le piccole voglie e tutte le nostre licenze l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ingratitudine&lt;/span&gt; dello sporco inaugurare questi nuovi giorni almeno un po' &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;apostrofare&lt;/span&gt; domande sospendersi la tua bocca che diventa cenere con me le trasparenze rotte sotto i vestiti la testa con la febbre e le inevitabili carezze la loro ruggine ruvida le ore che si fanno davvero piccole sempre più spesso la tua voce stanca che mi chiama da troppo lontano io mi metto ad inventare il silenzio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;scucirsi&lt;/span&gt; nel quadro che ci mostra nudi e poi darci un bacio allo specchio senza risorgere d'invidia alberi elettrici come se fosse reale perdere ancora spazio e sangue che non esiste più in eclissi ordinate e composte non ricordo il significato fra noi senza sapere nemmeno quando sia successo (senza ammettere nemmeno&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt; gradevolmente&lt;/span&gt; umide evasioni) scucirsi io mi mento inventandomi il silenzio non ricalco più la distanza fra noi e la nostra giustificazione attentamente nascosta in un urlo bianco ormai pulito&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5075919201423654389?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5075919201423654389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5075919201423654389' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5075919201423654389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5075919201423654389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/10/extinguishing-agent-midst-in-our.html' title='an extinguishing agent midst in our'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-250633347971749698</id><published>2009-10-23T16:10:00.012+02:00</published><updated>2009-10-25T03:07:46.918+01:00</updated><title type='text'>"for a season"</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;il sole torna a casa presto mentre il muro arrossisce e i fiori rimangono a terra. tu volevi uccidere un dio per il colore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;verdefalso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; della primavera che non ha sangue. in mezzo ad un giorno, tanto al largo da non vedere. tu rinunci ad essere un dio ma poi non smentisci i sogni che tornano come persone scolorite. convinci che le storie raccontate finiscono prima di iniziare. il bordo scucito delle cose mentre piove ti porta di nuovo a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;lisbona&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. ma non ti basta l'autunno bugiardo per restare. dove non smentivi i segni che tornano come nuvole cattoliche. così la vita non ti portava via morta e legata in viso. pomeriggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;inotropici&lt;/span&gt;. e allora costringi un dio codardo ad essere futuro. mentre la prudenza è umida e buia a casa. la geografia della fuga scende con noi. pomeriggi amniotici. con la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;disperazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; del sudore elegante. compri sorrisi pericolosi ma non sai perché. nella mano ferma e limpida davanti alla bocca. i tuoi occhi sotto la luce arancione della sveglia restano caldi. e ripidamente bassi. che chiamano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;fosfeni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; migliori dalle mie mani. pensieri vestiti. "l'invernobrillante morto" e altri "regali bruciati". spine assetate in sillabe. occhi nudi fra eversioni periferiche. quando ci guardiamo, ma fermi. e il tempo che si lascia prendere. un'intera settimana sul punto di vomitare. forse riesci a guarire un dio ma quando è solo. per una stagione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;presumibilmente cosciente&lt;/span&gt;. in una finestra sconfinata. per una ragione&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-250633347971749698?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/250633347971749698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=250633347971749698' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/250633347971749698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/250633347971749698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/10/for-season.html' title='&quot;for a season&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7647050902295956779</id><published>2009-10-04T09:16:00.005+02:00</published><updated>2009-10-04T09:55:17.352+02:00</updated><title type='text'>certe notti lasci le ferite ad asciugare e in altre tieni in caldo anche quel sangue</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;"conosco i tuoi occhi profondi senza un fondo. pieni di pietre come monete in una fontana. quelle sperano di far tornare le persone. da te non è tornato mai nessuno."&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;("where he at", "once again a fond farewell")&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7647050902295956779?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7647050902295956779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7647050902295956779' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7647050902295956779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7647050902295956779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/10/certe-notti-lasci-le-ferite-ad.html' title='certe notti lasci le ferite ad asciugare e in altre tieni in caldo anche quel sangue'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-753805810660850611</id><published>2009-10-02T13:46:00.006+02:00</published><updated>2009-10-02T14:46:39.036+02:00</updated><title type='text'>"ho piantato dei fiori qui, per te"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;ci sono interi giorni distesi sui tuoi occhi. sulle mie mani sporche. sulle nostre parole stanche. le stagioni straniere che si prendono anche la nostra sete. quel giorno poi i tuoi piedi nudi di ottobre hanno accorciato la distanza del mio perdono. il tuo slancio edilizio ti fa costruire nuove case e nuove scuole colorate. dentro di me. lo scorso inverno doveva essere caldo. le mani nude come in quella domenica in cui cedevano anche le gambe. eccedevano parole di scarsa farmacia. siamo morti mille volte. come il parco poi ingiallivo anche io. che ero avvolto nella tua coperta stretta. che ero morto nella tua fretta. le stagioni arrugginite sempre a parlarsi meglio. sempre a scavarsi dentro cercando un rosso vivo. l'esilio delle nostre compassioni militanti. che vanno di merda anche le attese convinte. interi capitoli caduti in un giorno. giorni salvi. bruciandone altri interi per consumare tutto il caldo. lo scarto di un sogno e le tue previsioni dense. il mio brulicare. il mio silenzio eccessivo anche per te. quando perdo i tuoi ami neri e raccolti. quando entri dentro una frase oscena e arredi di nuovo le convinzioni. siamo morti dentro la sabbia grigia delle demolizioni. quando penso ai tuoi vestiti ordinati e alla mia voce colorata. quando sogno una risposta che parla di una fila lunghissima. l'unica persona viva dentro quella stanza con il mare. giorni distanti sui tuoi occhi. come province inopportune per la tua auto da città. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;allontanando&lt;/span&gt; cieli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;amezzapensione&lt;/span&gt;. con un dito.  e poi tutte le voci che sembravano cariche di piombo. tutte le tue città spente. le nuove canzoni che mi scaldano e sono anche un po' stronzo. come mi hai detto tu. fingendo ghiaccio accarezzo il pomeriggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;emicranioso&lt;/span&gt;. rimango di notte. ma non cambia il nome. scendono stanze vuote e libri bagnati. scendono sale e neve per restare in equilibrio. e poi riscrivo tutta la pubblicità nervosa dei miei sbagli. risparmio spazio alla nostra religione edulcorata ma non mi fa sentire meglio. giorni sommersi senza una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;destinazione&lt;/span&gt;. mi è rimasto solo un pezzo opaco di te che non mi basta più. piccole assunzioni che ti rendono partecipe di un giorno sociale. intanto io parlo di altri suicidi più o meno consapevoli. le mie figure di merda dopo due minuti che parlavamo. e poi mi ubriaco la seconda volta riuscendo solo a non farti parlare troppo. poi rimango muto io quando tu mi guardavi da lontano. malattie assordanti che scendono dai tuoi timidi ritardi. pieno di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; resisto. c'è un po' di disordine e deserto grigio. c'è un po' di digestione e fughe senza discolpe. altre onde reduci dal mondo. altre passioni equiparate a quelle dei giorni passanti. persone nude e quelle spogliate. il tuo sorriso che sembra un vestito leggero. ma non riesce a rincuorarmi. muri e mari di gomma. baci di stoffa e derisioni. "qui, dove non c'è ombra"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-753805810660850611?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/753805810660850611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=753805810660850611' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/753805810660850611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/753805810660850611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/10/ho-piantato-dei-fiori-qui-per-te.html' title='&quot;ho piantato dei fiori qui, per te&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-1530374604766504311</id><published>2009-09-18T16:14:00.003+02:00</published><updated>2009-09-19T17:22:13.497+02:00</updated><title type='text'>quel giorno in cui non mi riconoscerai</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;sarà di cioccolato. nonostante fossimo ad un metro da terra ci piaceva resistere ai viaggi nel vento. le navi che ci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;attraversano&lt;/span&gt;. tua madre che fuma da sola. sarà di sole. e ti farò spazio sul mio braccio pieno di nodi. come quando pensiamo ai tappeti distesi nei nostri boschi di carta. il debito che possiamo permetterci. spostando i temporali fuori dai tuoi occhi e fuori dai tuoi calci. per una volta puoi disegnare tu. per una volta sarà mattino. secoli a parlare dell'amore che demolisce. la sera che ritardava ma non come me. l'aria diversa da noi, tanto per cominciare. le guerre giornaliere quasi sempre senza contratto. perso tra i tuoi capelli che mi portavano a casa. le ambulanze che non piangono. quando moriremo dal vivere. le cose in comune per tutti quelli che si mettono in ordine. già il sentir affrontare certi discorsi ci fa capire che uscita prenderemo. tutto quello che paghiamo. spostando i temporali fuori dai tuoi stati emotivi. e non era più indecente guardarsi negli occhi. non era più deprimente. mi chiedi dove viviamo. ma non so cosa dirti. ormai. la nostra ombra che riscalda. niente migliora e inizi a convincere. le favole bruciate e solo per decenza di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;risparmiarle&lt;/span&gt;. "nemmeno la voglia di cercarmi". e ci sarà un tempo necessario anche per aspettare. diverse distanze che non temono il freddo. ti sei persa ne "la casa delle bambole"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-1530374604766504311?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/1530374604766504311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=1530374604766504311' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1530374604766504311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1530374604766504311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/09/quel-giorno-in-cui-non-mi-riconoscerai.html' title='quel giorno in cui non mi riconoscerai'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7451597613761408698</id><published>2009-09-12T22:52:00.010+02:00</published><updated>2009-10-03T11:48:38.407+02:00</updated><title type='text'>gli ultimi amori dei cosmonauti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;tutto. dovrebbe essere più bello. "magari parliamo dopo". senza rincorrere nemmeno una nave. senza ricordarci dove siamo stati. anche se era solo ieri. poi camminando lenti, con gli occhi sempre in piedi. i cieli a strati. volevi sembrare meno buona. il rumore in difetto, delle foglie mancanti. poi senza tradire i propri passi. le persone che non vengono restituite. mi fermi. per parlare. quando non capisci il disarmo degli occhi che guardano. ed era solo neve indifesa. quindi non pensare alla luna che cade a pezzi. il posto del fragore indistinto dei tuoi occhi. così dorme anche il crollo di luglio. poi io. dormivo vicino a te e alle tue vittime sapienti. ai nostri vestiti estivi dentro i fiori. al letto scomposto. e non avrei mai voluto sapere così bene quanto ti somigliasse lo stupore del tuo stesso pianto. del  ricordo che ancora durava e piangeva abbiamo solo l'autunno degli alberi in affitto. quello che cercava più tempo per stendersi e morire contento di sera. non respiri più. e no. non riesco a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;concentrarmi&lt;/span&gt; sul cielo, ma solo su un rettangolo di cemento. quell'autunno che ci cercava e dimenticava la sobrietà che dà l'aria. allora io provo a pensare al disarmo degli occhi che guadano i tuoi. e mi viene in mente solo una fabbrica. ogni suo pezzo. che ha il suo posto. quell'ordine che svuota interi giorni e che comunque rimane. poi le mani sciolte sulla sera. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;spezzandogiorniatintaunita&lt;/span&gt;. il mio affanno. e non riesco a parlarti dormendo a terra. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;perdutamente&lt;/span&gt;. poi le mani sciolte sulla sete.  i vestiti astratti. che coprivano a stento le regole strappate. la politicità organizzata. non so nemmeno dove sei stasera. e neanche un solo cosmonauta si è mai buttato. nè è stato sconfitto dal buio. senza ricordarsi dove siamo nati&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7451597613761408698?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7451597613761408698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7451597613761408698' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7451597613761408698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7451597613761408698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/09/lultimo-amore-di-un-astronauta.html' title='gli ultimi amori dei cosmonauti'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-751541561070824975</id><published>2009-09-07T03:09:00.007+02:00</published><updated>2009-10-02T12:17:27.251+02:00</updated><title type='text'>il cielo è fragile come il tuo slancio edilizio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;crederci. nel nulla che torna sul posto. quando smonti il mondo con un silenzio estasiato dalla sorpresa, e poi avanzano pezzi. che rimetti con cura fra di noi. e allora. prendendomi per mano un giorno sembrava più che migliore. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sorvolandoci&lt;/span&gt; senza fare attenzione. allarmi fuori soccorso. e vorrei imparare a nuotarti. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;senzapiùvolermicurare&lt;/span&gt;. da te. nelle nostre albe del giorno prima. il mio stomaco stanco di sopportare tutti quei rasoi senza nemmeno un filo d'argento. ma con occhi felici. con l'odore fresco di quando non dormo. e sto fermo a sfiorare. e se ne stanno a rasentare il tempo. con gli occhi gonfi e gonfiati dall'arte di emergere dal miele. quasi mai abbastanza dolce. né docile. raschiando sul fondo. rischiando sul fondo. crederci. sul nulla che torna al suo posto. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;senzamairiuscire&lt;/span&gt;. in fondo. sorrisi esplosi per caso come effetti collaterali. le coordinate. le lettere che fanno differenza e diffidenza. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;senzarime&lt;/span&gt;. la neve di noia. stanca di aspettare una stanza. e forse sei davvero abbastanza capovolta da non litigare con tua madre. in silenzio e con sentimenti estraibili. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;masenzaautocontrollo&lt;/span&gt;. buttandosi che poi metti le mani sul gas e muori. metti le mani sul gas e poi ti muovi. fatti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;letteralmente&lt;/span&gt; viva, con tutti i traslochi del caso. infortunato o fortuito. scoprendo nuovi pomeriggi. che li puoi prendere tenendoli per mano. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;senzacheiltemposiaunsopravvissuto&lt;/span&gt;. perché non insorgono i partigiani. perché non risorgono i partigiani. tra la violenza e il sacro. di passaggio o del paesaggio. sbattendo la porta ne aprivi altre cento. e non parlo con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;giorgia&lt;/span&gt; finché non cambia il tempo. graffiando poesie. che certi giorni diventi un'isola. parlando di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;call&lt;/span&gt; center con novità migliori, con una guerra che non vuole finire in giornata. partendo con le lame nuove. nessuno che parli mai dei nemici. nel momento del bisogno. il passato trapassato da parte a parte. gioia non parla più del disgusto della vita. e infatti non hai più paura. i tuoni spenti. mille mani sulle nostre possibilità. appunto. con un tono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;diversificato&lt;/span&gt;. non ti piace volere. che le strade che portano al mattino siano troppe a volte. come se niente fosse. instabile. che poi diventano parole a fare la differenza. come se niente fosse. invidiabile. non ti piace volare. la sindrome del dissenso. alla fine non c'erano segreti né segregati. con un cielo scaduto ma mai scontato. che a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;napoli&lt;/span&gt; io credevo di essere risorto. e poi tu mi anticipi sempre senza appoggiarti. le repubbliche infondate. le storie in pianura. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;francesco&lt;/span&gt; che suona, remo e checca poi puliscono. legarsi. crederci. nel nulla che forse torna supposto. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;senzadireniente&lt;/span&gt;. e allora? no. la tregua non è qui&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-751541561070824975?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/751541561070824975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=751541561070824975' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/751541561070824975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/751541561070824975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/09/il-cielo-e-fragile.html' title='il cielo è fragile come il tuo slancio edilizio'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-316938853989571317</id><published>2009-08-30T20:48:00.002+02:00</published><updated>2009-08-30T21:12:45.661+02:00</updated><title type='text'>dimmi cosa vuoi che succeda dopo che ci siamo dati fuoco al cinema</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;la religione non c'è mai stata per tutte quelle ferite lasciate aperte sul comodino prima di dormire. andandotene in silenzio. perché non hanno le porte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;antipanico&lt;/span&gt; all'obitorio. due possibilità diverse, come se una non me ne bastasse. e pensavo solo alla neve straniera. a noi che non abbiamo mai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;addomesticato&lt;/span&gt; abbastanza il ghiaccio sui vetri, tutte le sue nuvole di fumo e le luci spente. e allora non potevi dirmi cosa pensavo. non potevi rendere innocue le malattie di settembre. un prezzo senza rate. come se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sterilizzando&lt;/span&gt; le mani tu riuscissi a ballare sugli ultimi accordi, senza cadere con quel silenzio ferito. senza che quindi ne avessimo mai parlato con gli occhi slegati. tanto che allora non potevi dirmi cosa pesavo. non potevi rendere altrettanto inopportune le mattine di settembre. la pioggia che stenta a scendere e che stenta a crederci caldi. coltivando la sobria fiducia senza pensare al ritorno. perché poi non chiudevi gli occhi. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perché poi non chiedevi gli occhi&lt;/span&gt;. un prato senza pietre. un petto senza rete. coltivando la sfiducia senza pensare al ritorno di fiamma. come se il tuo  di diaframma potesse rendersi conto dell'aria sempre più spessa. sazia di noi e degli occhi accesi e chiari. altrui. densi di aspettative mai appagate. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;avventurieri&lt;/span&gt; senza sera. avventure senza sete. senza che ciò significhi un sorriso, vorrei passare a prenderti. senza dovermi più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;accontentare&lt;/span&gt; di sognare i tuoi capelli. e svegliarmi poi come un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sopravvissuto&lt;/span&gt; con le labbra spezzate. vorrei passare al pretenderti. ma poi torneresti a parlare senza più demolire la camera. a sederti senza più chiederti perché nessuno faccia ormai certe domande. e allora ci penso anche io. poi trovavamo quei ricordi senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;riabilitazione&lt;/span&gt;, che ancora non camminavano. smetto di urlarmi addosso visto che tu sai dove venire a cercarmi. e lo fai sempre senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;preoccuparti&lt;/span&gt; di dovermi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;necessariamente&lt;/span&gt; trovare cosciente. e allora inizi a pensare, forse, che vivere nel frigo non sia poi così stimolante. che i tagli non servono per respirare&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-316938853989571317?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/316938853989571317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=316938853989571317' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/316938853989571317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/316938853989571317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/08/dimmi-cosa-vuoi-che-succeda-dopo-che-ci.html' title='dimmi cosa vuoi che succeda dopo che ci siamo dati fuoco al cinema'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4387743859561883796</id><published>2009-08-29T14:37:00.002+02:00</published><updated>2009-08-29T14:54:34.991+02:00</updated><title type='text'>l'altra pace della sete</title><content type='html'>pretendere dolcemente che le ore diurne dell'inverno siano più clementi con le nostre aspettative. qua quanto è larga una stanza? &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; non ho le tue distanze di seta. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt; hai vissuto un giorno solo come le farfalle. le mani e gli occhi consumati in questa impazienza tesa e drastica. pensando al mare calmo di sera. pensando a qualche strada stanca. pensando alla nostalgia di scegliere con lentezza le nuvole di carta disegnata. i tuoi occhi come recinti di fusi orari. come quasi recisi dai fusi orari. il centro diventava una spiaggia con il suo mare buio e il continuo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;confondersi&lt;/span&gt; di giorni e regolarità. i tuoi salti sulle mie incertezze&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4387743859561883796?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4387743859561883796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4387743859561883796' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4387743859561883796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4387743859561883796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/08/laltra-pace-della-sete.html' title='l&apos;altra pace della sete'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6422991725841645</id><published>2009-08-23T19:58:00.008+02:00</published><updated>2009-08-27T21:56:37.812+02:00</updated><title type='text'>quello che è rimasto invenduto e una canzone per laura</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;non possono esistere motivi anche solo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;lessicalmente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; "buoni" per dimenticare. e sopravvivi al traffico d'organi. anche solo andando nel senso contrario delle cose, senza abusare di mezzi termini. mezzi termini pubblici. o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;pubblicizzati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; insieme ad una prospettiva migliore e migliorata della nostra infedeltà alla linea. pur andandotene via uscivi dal comune concetto di corsa. e anche da quello della rincorsa. la tua eleganza mattutina presa al volo più volte. abusando quindi del silenzio costituito mi confidavi eterne luci e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;schiavitù&lt;/span&gt; represse nel sangue. la de-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;purazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; nelle "incidenze fuori percorso". fuori dal tempo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;massmedializzato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; disegneremo cornici migliori. letti che sono davvero una piazza. anche andando nel senso contrario delle case dopo la crisi. di nervi. la crisi delle nevi perenni coincide abbastanza. le mani strette e cucirmi. per scoprire il colore del sonno. le mani strette ai cuscini. "sei pollici" lo trovi divertente. dove rimangono stese le tue gambe. dove possono rimanere le stesse, anche le tue gambe. ritorsioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;estemporanee&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. gli occhi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;lampedusa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; senza ritorno&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;la nuova congiuntura. quando a settembre ti tufferai di nuovo.  in me &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;starless&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. l'edilizia impopolare. il sonno pregresso che torna a galla. che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;laura&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; legge sempre ad alta voce. e piano, come per chiarire e non perdersi ancora. quando rimanevi sola anche tu volevi scappare. i fantasmi che affogavano finalmente nei tuoi occhi. di notte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;quando&lt;/span&gt; le tue gambe portavano un fiore e io mi innamoravo in silenzio. la vita facile dei nemici legali. la forza di un pugno. rimanere in equilibrio tra te ed il freddo degli oceani aperti. sempre di notte ti svegliavi. tra poesie senza il burrone di neve. il corsivo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;fotografato&lt;/span&gt; male. il treno che sorpassa. mille baci ancora. rimanere in equilibrio tra te ed il freddo degli oceani scoperti e più larghi del loro sale. "dai vita alle carezze"/"prima che ti riduca a più miti consigli". i fantasmi che non affogavano più dentro il mio letto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6422991725841645?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6422991725841645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6422991725841645' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6422991725841645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6422991725841645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/08/quello-che-e-rimasto-invenduto.html' title='quello che è rimasto invenduto e una canzone per laura'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7539928104127871326</id><published>2009-08-18T19:26:00.005+02:00</published><updated>2009-08-18T23:36:52.714+02:00</updated><title type='text'>"annebbierò anche i guai"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;non ci sono note o tempi da rispettare. la neve cade sul prato nudo. le mosche muoiono avvolte da uno strano veleno rosa. il fumo scolpito nella stanza. il silenzio urbano fatto di macchine e frasi sceniche ma mutuate da muri spessi. che le assorbono come se fossero fatti di catrame fresco. i tuoi occhi fissi sulle nostre domande e io che mi divincolo dentro. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ostinatamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; freno la mia corsa violentando le dita sul tavolo. l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;aspirapolvere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; non si muove da un mese e sembra ieri. non funziona con questa nostra nebbia umida e densa. con le nostre passeggiate diradate. non si chiede perché, non aspetta. rimane a fissarci come i tuoi occhi stretti in un abbraccio profumato di addio. e penso che nemmeno il freddo potrà fermarti. e penso che forse nemmeno l'estate di due anni fa potrà &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sorriderci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; più. e penso che stanno riuscendo ad aprirci come hanno promesso da anni. la nostra vivisezione reiterata. la nostra licenza ritirata. il fresco &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;soccorrerci&lt;/span&gt; per mano. ma senza toccarti. senza sfiorare le tue passive calamità che durano due minuti. il traffico delle ambulanze e i letti troppo stretti si rincorrono nei tuoi occhi. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;accavallando&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; la tua gamba sopra la mia. il brivido di un pomeriggio con gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;straordinari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. mi manca il silenzio disarmato. come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;enrico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e gianna ci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;confrontiamo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. un centro del mondo relativo. un centro del mondo reattivo alla nostre domande. un centro del mondo reazionario. un centro di primavera temporanea non lascia in bocca sorrisi. domenica non é sempre domenica. il fruscio dei gabbiani. e ricordami quello che hai detto. il gas blu delle sirene ripiegate. ma non abbastanza per guarire. seduto sulle ore rimaste a dieta da ieri. l'angolo giusto per sorprendere un sonno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;anestetizzato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. le schegge della forza di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;daniele&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. il disordine che puzza e la sua umidità. questa nebbia fatta comunque da parole disidratate. "voglio e posso perdere". sveglie appostate. nato dentro di noi. là, nato dentro di noi. la nato dentro di noi. con le ossa rotte. con le ossa rade. le mani appese ad un filo. nati prima degli esami. salvagenti troppo apprensivi sulle nostre piccole scale. sentimenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;prefabbricati&lt;/span&gt; che però &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;mettono&lt;/span&gt; radici. mani arrese davanti ad un tiro senza passare dal via. le nostre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;emoattività&lt;/span&gt; con cautela. a basso prezzo. con l'album di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;pier&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; paolo sorridi dolcemente, mentre vorrei parlarti anche solo per caso. almeno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7539928104127871326?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7539928104127871326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7539928104127871326' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7539928104127871326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7539928104127871326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/08/annebbiero-anche-i-guai.html' title='&quot;annebbierò anche i guai&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5598315232765977488</id><published>2009-08-13T12:11:00.010+02:00</published><updated>2009-08-18T19:25:52.731+02:00</updated><title type='text'>"mi assordi come fai"</title><content type='html'>"tirando calci al vento". un dizionario visuale. perché una delle poche cose che colpiscono di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;berlino&lt;/span&gt; secondo lui, è quel quartiere dove hanno messo le luci blu. anche nelle cabine telefoniche. aveva sempre pensato che fosse una peculiarità dei bagni delle aule studio bolognesi. la spesa sempre in ritardo. e la telefonata di un anno fa. mostrando un certo disappunto verso uno stato emotivo cosciente. consapevole della propria esteriorità sfrenata. il cielo rimaneva in panne. per una sfida persa con i fumetti sopravissuti. e nessuno veniva bocciato nel tuo salotto. nessuno. "senza perdono", "non torneremo più". trovavo finalmente il sonno dentro l'ombra del tuo parlare. le luci blu per non trovarsi in vena e andare alle hawaii&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5598315232765977488?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5598315232765977488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5598315232765977488' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5598315232765977488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5598315232765977488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/08/dizionario-visuale.html' title='&quot;mi assordi come fai&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2984859970487846934</id><published>2009-08-09T17:46:00.013+02:00</published><updated>2009-11-01T14:38:19.468+01:00</updated><title type='text'>zoe senza sete</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: right"&gt;le tue frasi minuscole mi tengono per mano. i tuoi silenzi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ricostituenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. la pioggia lenta e certi profumi che sembravano migliori. il futuro ostinato e i pomeriggi randagi. vorrei comprarti un vestito pieno di margherite. che quando facevamo colazione non c'era mai nessuno a casa. mi ricordo di quando ho scoperto come si colorano le persone. e vorrei dirti mille altre cose. l'esodo delle mancanze resisterà più di noi. mi sembra evidenziata ed evidente la tua costola. ti è bastata una sola sera per sentire il vento sotto la pioggia. disegneremo nuvole rosa e persone blu. il tramonto a testa in giù ci sembrava raffreddato. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;americhe&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; rinnovate dentro la tua borsa. tre volte senza una parola con le capriole negli occhi rossi dalla vergogna. la bicicletta della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;polfer&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; ha un tono diverso, meno severo. le case ammorbidite la scorsa notte. che prima la città era tutta arancione. nonostante i turni di guardia. che lo stato emotivo di cristiano era assordante. distinguere tra le carezze ammaestrate e quelle rifugiate. i calci senza epidurale che rivedevi in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;tv&lt;/span&gt;. per dormire poi alla stazione sulle panchine brevettate per impedirlo. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;rassicurazioni&lt;/span&gt; nelle solitudini con troppi vestiti e le loro sfortune. ogni volta che leggi c'è come uno specchio opaco davanti agli occhi. aspettando sotto la pioggia in svendita il tuo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ciddì&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt; anche se non c'è niente a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;ricordarmelo&lt;/span&gt;. almeno mi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ricordavo&lt;/span&gt; di settembre e di come fosse stato possibile distinguere (solo poi) le mareggiate meno tristi. le case costruite solo per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;esssere&lt;/span&gt; affittate. lo stoccaggio dei limiti nonostante un febbraio insano e le foto strappate con cura. "almeno se svieni la smetti di credere alla neve". domeniche anestetiche dopo l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;assuzione&lt;/span&gt;. tutte quelle passeggiate inscatolate con cura. un abbraccio riscaldato per la cena non basterà&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;quella lentezza che andava oltre l'impressione. certi momenti salvavita venduti a caro prezzo. ma&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;ncavano&lt;/span&gt; solo le foglie secche per l'autunno del corridoio. di quando la vita valeva più di un lavoro. cosa fa la gente quando muore. sempre l'estate che bussa e non aprono mai, che è presto. allunghi la mano dentro la mia testa. quelli che sorridono sempre, anche a stento. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;settembre non ci ha portato via&lt;/span&gt;. scritto in un metro di cemento. fresco. le frasi che assumono possibilità solo a tempo determinato. non ti sprecare mai. non ti sprecare mai. non ti sprecare mai. mentre torni subito anche se non sei fuori di te. periodi marinai. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;perché&lt;/span&gt; domani ti fai dimenticare dentro una scatola. i treni con un ritardo tiepido. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;perché&lt;/span&gt; domani ti dimentichi di svegliarti. rimango seduto &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;finché&lt;/span&gt; non esci. che poi non piove nemmeno l'acido &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2984859970487846934?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2984859970487846934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2984859970487846934' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2984859970487846934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2984859970487846934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/08/zoe-senza-sete.html' title='zoe senza sete'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5719199734823355715</id><published>2009-07-13T12:53:00.026+02:00</published><updated>2009-07-14T11:41:55.880+02:00</updated><title type='text'>"se parti adesso potrebbe esserci ancora il sole per quando arrivi" rimaniamo in piedi come due strade senza sbocco</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"ogni angelo è terribile", anche se mi paragoni a tutte le finestre chiuse. l'inizio del cielo estinto che esce dalla cornice di lana colorata ancora di colla. il meno male possibile. le bugie che evadono verso una stagione migliore con il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;preservativo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. mentre qua arrivi tu a ridere della generazione degenerata nel silenzio suicida dei condoni redditizi. la costante &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;manomissione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; delle tue &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;combinazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. chiusa in camera tanto che non bastano le mani. continui a cancellare colori con le forbici rimanendo fedele solo alla liturgia del sabato di cera che forse ti salva davvero, aspettando in silenzio che ogni luce torni ad essere plastica nella sua infermità. come ogni falsa poesia svenduta che accende i tuoi capelli chiusi, si sciolgono al sole le foglie blu che scalciano via i test anatomici. le notti desertiche senza il loro freddo. le nostre elezioni e la pena che ci invade. gli scudi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;antisommossa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che ti si &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;stropicciano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; in borsa, ma tanto ci sono le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;rassicurazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; pubbliche. e quelle &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;pubblicizzate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. con i nostri reciproci confini che si spostano. ogni mattina svegli e perplessi in cima al ghiacciaio. forse ancora deviati su un altro binario, concludiamo che la comunità dei mali ha ereditato ingenuità e presunzione non presunta. anche se non capisci sotto quale corrente respirino e volino via le strade. nonostante un trasloco. la retromarcia di un punto scoperto con una bassa tensione ci taglia le spinte emotive. chiedendosi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; una persona voglia morire lontano. la coscienza più vestita anche se non fa festa. l'abisso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Jacque&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; non è mai stato così illuminato e calpestato. e non ho mai avuto voglia di coprire. aspetto insolente che ogni mia voce torni ad essere di plastica. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;under&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;our&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;doors&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. gli inverni a metà prezzo hanno molte ragioni per non essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;ricovertiti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. e non doveva esserci nessuno a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;controbattere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; a questa guerra piena di turisti invasivi. l'inizio del cielo estivo si scolora negli addii &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;programmatici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. le risposte che sono state debellate, il sole che ultimamente si trucca in un modo strano. se torno adesso potrebbe esserci del sale ad asciugarti il mare. e non ho mai avuto voglia di capire l'ostinatezza che attacca i quadri, come se fosse possibile fissarci o confessarci in qualche modo o buona maniera. le parole sbattezzate che non pregano più. come ho detto, "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;disinfestarsi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;", ma solo le ferite. gli effetti collaterali dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;bombardamenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; hanno sempre un nome. e non abbiamo mai colto l'inganno di un qualsiasi soffitto come se fosse un fiore. ed è davvero possibile scambiare p. con due pesci rossi, come nel libro. il falso piano della memoria ti ha indebolito il fegato. come fai a sopportare in silenzio, come fai a supportare in silenzio. tutte le cose avanzate non sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;materialmente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;condivisibili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. le pistole in faccia al mattino per non dimostrare. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;manifestazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; del difetto. il sonno, solo lui scarcerato permette di sentire il freddo. altre persone semestrali resistono, per esempio alla benzina con meno sillabe. "anche se abiti sotto di me". hanno comprato il porto dove prima potevi nuotare. non ci puoi nemmeno più vomitare con gli occhi tutto quello che volevi dirmi sui cieli in affitto. sulle lezioni silenziose delle discariche. che sul nostro cielo hanno steso un velo impietoso anche se non era morto. e aveva ancora la tuta da lavoro. che hanno steso sul nostro giudizio un veto impietoso &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5719199734823355715?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5719199734823355715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5719199734823355715' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5719199734823355715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5719199734823355715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/07/se-parti-adesso-potrebbe-esserci-ancora.html' title='&quot;se parti adesso potrebbe esserci ancora il sole per quando arrivi&quot; rimaniamo in piedi come due strade senza sbocco'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2022198997400599206</id><published>2009-07-07T02:14:00.009+02:00</published><updated>2009-07-09T09:59:01.295+02:00</updated><title type='text'>245 giorni liofilizzati incrementeranno le guerre dei nostri  sorrisi immotivati</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;nemmeno ricordo il colore di ogni scheggia tolta. il viso esploso in un tempo terso. il senso dissestato e dissennato delle cose. i sogni con gli occhi occupati. domani non dormirò. "con una profonda sfiducia e una più profonda speranza". compreso me. un giorno che ho tradito anche le bugie. quello che fai per non arrenderti alla nostra &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;asincronia&lt;/span&gt;. rileggersi prima di te. le stagioni al buio che scendono le scale. come passeggiare in quel vicolo che non era altro che un cantiere sperduto dentro di noi. la tua paura di credere un po' meno alle favole scadenti. gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;investimenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; amichevoli per correre via in bicicletta sotto la pioggia avida. fino ad i&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;stanbul&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; per bere acqua pulita. le bugie in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;metropolitana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che hanno meno eco. ripetersi prima di te in ostinate paure. le ossidate misure del contorno. concedersi qualche taglio in meno anche se fuori c'è il sole che si stira. le città impugnate dalla parte del manico. per tutto quello che ho dimenticato di correggere. ho strappato il fantasma di luigi e così non piangi più per una settimana intera. gli appelli nel deserto. forse è una rinuncia alla malattia. come se fosse possibile. come se fosse plausibile dentro questo condono. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;considerazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che si scartano anche se non è natale. anche se non è vitale riuscire a &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;demolire&lt;/span&gt; quella nudità. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;imperfezioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sulle nostre radure. le chiavi chiuse. le tue vacanze di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sincerità&lt;/span&gt; che non vuoi evadere. tutte le sere al mare per vedere se cadevano le bombe davanti al sole meschino. il giorno arrestato. il vero destino bagnato di nuovo. il senso dissetato. il senso disertato delle cose. voleva vivere dentro una scatola ma è morto cercando di volare. il senso del volere. il dissenso del cadere come quando mi hai parlato l'ultima volta. di un cielo bianco che non aspettava abbastanza. il tuo sorriso eretico. compreso me anche se sembro mio padre. le nuove ritorsioni che s'abbracciano dentro un ago che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;finalmente&lt;/span&gt; ha un punto. non basta la febbre per salutarti. le cartine rotte a metà strada. i giorni presi in affitto senza troppa democrazia. la luna che scende fino a bucarsi. l'empatia di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;carlo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che mi urlavi con gli occhi chiusi e sfrattati da giorni ormai. il regime approvato senza troppa economia politica. le misure di insicurezza. e forse mi sono perso dentro di me. e forse mi sono sparso lungo i nostri occhi oscurati. e credevano che fosse un film. nemmeno avesse cambiato frequenza. mi hai toccato dietro le radiografie. tutte le stronzate che non bastano a quanto pare e non si lavano. le nostre mutazioni generiche danno aria al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;condizionale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sfitto della nostra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;degenerazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. è meno lento e ancor meno denso. che ora le giornate sembrano appena lavate e stirate, ripiegate con cura dentro la mia testa. anche se non c'è ancora il profumo del tuo ammorbidente. perchè il carcere è ancora immaturo. perchè forse è giusto credere ancora in quella piccola canzone che si distingue da noi. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;costellazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; attendibili. la foto di quella stella che non espatrierà più i nostri occhi chissà &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;dov&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;'è. nei nostri sorrisi immobili che hanno deportato. per tutto quello che ho dimenticato e basta. perchè forse davvero "ripeness is all", compresa la dedica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2022198997400599206?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2022198997400599206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2022198997400599206' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2022198997400599206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2022198997400599206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/07/245-giorni.html' title='245 giorni liofilizzati incrementeranno le guerre dei nostri  sorrisi immotivati'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5413781653154574790</id><published>2009-07-03T10:42:00.006+02:00</published><updated>2009-07-03T11:58:16.777+02:00</updated><title type='text'>il contorno del vento depurato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;quando allaccio il cielo al tuo fianco. e la sera che sale dentro ad un colore viola. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;assicurazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; precoci per le nostre infermità essenziali. la notte che si coagula non solo dietro al vetro. quando dici sempre di no o comunque smetti di dire si. il senso di discolpa. e la notte scorsa hanno colorato di nuovo tutta la città mentre dormivamo. il buio smette di essere timido mentre un gradino di scioglie. il profondo profumo della carezza. di quanto ci scansano le nuvole. fermavi anche le macchine per le conferenze prestampate della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;assicurazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; feroci. intanto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;perquisiscono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di mattina e dormi sepolta in un campo di grano. il cielo di cenere al tuo fianco sembra quello di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;milano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di mattina, ma in silenzio. quello che ti sorpassa nella testa. il tempo notturno e quello teatrale a ridere meno. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ritrovandoci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; a non fumare fuori dell'ospedale. non ci possiamo correggere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;nè&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sequestrare in altri occhi più scivolosi. le canzoni di plastica e le mani disegnate addosso agli anni che corrono. la sabbia nella testa mentre cerco di non guardarti. hanno riciclato di tutto in banca. il sogno di bambina che non ha mai voluto dormire. il tetto di pioggia per quando torni a casa. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ritrovandoci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; a spiegare ancora ma senza avere gli occhi per le mani. e non c'è nostalgia per le rissose calamità. s'abbandona senza colore la promiscuità elettorale. niente letto per cena e nemmeno per schivare altre nuvole di cera. è che siamo peggio dell'aria, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;burocraticamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; diversi da un film in affitto forse. l'epilessia rimane una vegetazione spontanea. mentre adoro guardarti il blu ti fa smettere prima. il nostro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;condizionale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; riguardo alla cronaca. e chiamale se vuoi estorsioni, sempre per il vento deputato. la data di scadenza. in sogno mi chiedi sorridendo la strada per arrivare alla stazione. sei felice di andare come se non fosse successo niente &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5413781653154574790?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5413781653154574790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5413781653154574790' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5413781653154574790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5413781653154574790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/07/quando-allaccio-il-cielo-al-tuo-fianco.html' title='il contorno del vento depurato'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8494926825365248607</id><published>2009-06-20T04:52:00.003+02:00</published><updated>2009-06-20T05:03:52.924+02:00</updated><title type='text'>"almeno svegliami prima di andartene"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;risposte che arrivano quando hai finito di aspettarle. le cose in vena. di rivivere c'è sempre il contrattempo. e rileggo le istruzioni per il nostro disuso. cadere altrove, lontano dagli occhi guasti almeno. bersi il sangue con tutto l'ordine intorno. con certe prospettive &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;antipanico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; nell'osservare nuvole cocainomani sopra i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;silos&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. gli anestetici sospesi fanno scoprire ridicole realtà sensibili. e quelle insostenibili? alcuni organi di dissenso che non si vogliono trapiantare. con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;emma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che indica la luna e gli aerei impazziti appena esce di casa. perso nella sensazione artificiale di credere nel tempo liberato e nell'oceano che non ci ha salvati in tempo. a noi che non facciamo rumore. quando ti disperdi nell'ambiente anche se così, fino in fondo, non si potrebbe. le case sempre più chiuse nelle città spogliate che volano laggiù verso un paese strano. le notti americane nella città più svogliata di noi. con i nostri anni a piombo. che ce li hanno sequestrati. le radure indifferenziate e i condoni esaustivi che sono già maturi. saluti l'estate come anni fa. la madre che corre anche se così, fino in fondo, non si potrebbe. il silenzio retroattivo. il vapore delle lacrime che macchia il soffitto. quanto si perde nella rappresentazione. e senti ancora il peso sul petto del cuore di tenebra usato e non buttato. il tuo corpo contundente. e saluti l'estate come anni fa quando ancora profumava di polvere e noi che ridevamo più forte. il silenzio umido di quando ti senti nuda ma ridi. con le disintossicazioni &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;elementari&lt;/span&gt; lontano dal perdono. e dalle insicure commozioni di giugno. quando ci chiudiamo dentro la macchina per non perderci. con una calma che diventa contundente come il tuo ultimo corpo che ascolto in silenzio. di quanto si perde nella rappresentazione&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8494926825365248607?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8494926825365248607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8494926825365248607' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8494926825365248607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8494926825365248607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/06/almeno-svegliami-prima-di-andartene.html' title='&quot;almeno svegliami prima di andartene&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2223966237789094396</id><published>2009-06-12T00:23:00.007+02:00</published><updated>2009-06-12T14:29:47.806+02:00</updated><title type='text'>incidenze di percorso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;gli inverni difesi dentro le nostre incompatibilità. ti ho vista increspare dentro un giorno disinfettato male. la tua "faccia di vento". le perle di vetro dentro le luci accese. le distanze organiche e gli anni oceanici. mentre fuori tutto piove nelle nostre braccia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;disadorne&lt;/span&gt;. l'autunno inalienabile della televisione. le frasi plastificate. decidono di approvare ogni tipo di estinzione tranne quella dei nostri debiti morali. schiena a schiena ci guardiamo negli occhi. l'amplesso diradato di un tramonto. le facce piene di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;conforto&lt;/span&gt; che chiedono se dentro piove ancora. raccontare della fiducia ricambiata che vorrei avere con la cenere. del sottomarino e dei giornali gialli. ma non abbastanza. le nuvole di litio. il pensare senza affanno. contare male per crederci ancora in questa notte. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;disinfestarsi&lt;/span&gt;. il muro troppo liscio che scivola dentro la nostra gola. la ruggine che colora almeno. l'ufficio del collocarsi dentro una risposta. parole tagliate male. la strada troppo lunga che non ci porta più a casa. la sua luce al contrario che sbianca tutto. l'eco delle destrezze economiche nel campo dei sentimenti. incolto. sentieri e minuti di sabbia densa e aspra. candele di risposte. il bello del peggiorare che trovi dentro una bottiglia rotta ma non abbastanza. le bollette che spariscono dentro la nostra sala d'attesa. schivare responsabilità contromano. urlare contro responsabilità contromano. luce dominante. ore incognite. l'irriducibilità dei nostri controsensi unici che a stento sopravvivono dentro questa meschina paura di uscire. dentro un fiore troppo denso mi hai abbracciato e intercettato. le canzoni cantavano meglio di noi la paura di risponderci. le scale che salivano dove gli occhi dei nostri organi non potevano arrivare. nemmeno i sogni collassavano più al mattino. svenivano solo sicurezze e amenità sentimentali. i deserti che si aprono con il telecomando. le sorprese scostanti. gli occhi lucidati. le persone usate e poi svendute ad un prezzo troppo caro. il tuo silenzio che mi spoglia. la paura di leggere il libro che non ho letto. teoremi e rimproveri. tappeti di nuvole e cemento azzurro. il cielo d'ottobre sorride come te mentre ti perdi&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;per un gesto automatico spegno una luce già spenta. sfiguro il letto rincorrendo una voce. il vento scalcia l'aria alcalina. con un filtro fatto male ti chiedi cosa ci sia sotto di te e intanto ti rompi la testa contro quello in cui credi. e rischi si svenire pensando alle persone senza antifurto. il silenzioso che hanno da sempre e sempre fitto di palpitazioni e brividi sudati in fronte. frasi R e frasi S.&lt;br /&gt;la bolletta del gas della polizia romana&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2223966237789094396?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2223966237789094396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2223966237789094396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2223966237789094396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2223966237789094396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/06/incidenze-di-percorso.html' title='incidenze di percorso'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8336424684769101862</id><published>2009-06-06T12:38:00.012+02:00</published><updated>2009-06-07T23:26:26.991+02:00</updated><title type='text'>lasciarsi stare sotto il ghiaccio di Bentley</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ogni volta che usciamo ci serve la scatola nera. incendi dolorosi dentro le nostre paure di carta straccia. parli meno. la matematica di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cesare&lt;/span&gt; non ci solleva nemmeno da una delle tante responsabilità. gatti morti prima che passassimo. reduci dalle novità senza stipendio. le nostre scritte in rosso. cani randagi che sorridono. scappano i giorni che non hai visto bene. le ammissioni e poi fissarci per ore. come credendo che il muro sia più forte di noi. la cena senza letto. parli meno di me. il risultato di costanza ci brucia anche se il meglio si è estinto dentro la macchina fredda. le prime parole con te davanti. il silenzio dei container usati e calpestati. che si tengono per mano con la dolcezza che non abbiamo più noi. le impressioni che sono in ostaggio da troppo tempo ormai. case &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;destrutturate&lt;/span&gt;. le esplosioni chimiche nelle fabbriche dove giocavi da bambina. i fiori lanciati. scappare dietro il treno che ci nasconde dentro. una vita avvitata troppo stretta a quella sete. fughe estetiche. antidoto estatico preso dopo la primavera che accende tutte le sigarette&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;quella volta che mi hai accarezzato i capelli come fossero aria fresca e non quella colorata. hai sorriso senza avere le vertigini. le lampadine rosse sui grattacieli perse nella traduzione. i fiumi di tokio nel silenzio dei tuoi vecchi poster. tutte quelle cartine per non farmi perdere dentro di me&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8336424684769101862?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8336424684769101862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8336424684769101862' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8336424684769101862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8336424684769101862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/06/lasciarsi-stare.html' title='lasciarsi stare sotto il ghiaccio di Bentley'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6070120561898497050</id><published>2009-06-02T10:59:00.010+02:00</published><updated>2009-06-02T19:27:34.373+02:00</updated><title type='text'>mi è sembrato di sentire il tuo profumo per tutto il giorno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tu non sei tu. e io non sono mai riuscito a parlare con la tua porta chiusa. e poi ci sono tagli. tagli profondi nei nostri occhi chiusi. in tre giorni milioni di input condensati che colonizzano il mio stomaco vuoto. e sono acido per "non morire". e il profumo che adoro da mesi ho scoperto che in realtà è il tuo. ma non ho mai potuto saperlo. le farfalle di notte, in ritardo, che sopravvivono al loro giorno. i mille pezzi del petto che non hanno uno specchio. le meduse "dopo agosto" sopra il nostro tappeto&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;letti d'ospedale matrimoniali non ce ne sono stati mai. non credo nelle nostre ambulanze, non ci ho creduto mai. ho stuprato le metafore. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;e mi fa schifo solo pensarlo. ma angie&lt;/span&gt; che dorme sul tetto. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;angie&lt;/span&gt; che non muore soffocata. mi sono sempre mancate le parole con te e anche questo non te l'ho detto mai. non siamo amici noi. nemici forse ma solo con certe coperte. ma non lo sai. vorrei che quella notte promessa sia oggi, non sai quanto. credo ancora nei 28 anni. che forse non avevamo sbagliato anno per non ucciderci come ieri&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6070120561898497050?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6070120561898497050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6070120561898497050' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6070120561898497050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6070120561898497050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/06/mi-e-sembrato-di-sentire-il-tuo-profumo.html' title='mi è sembrato di sentire il tuo profumo per tutto il giorno'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7046719829635804020</id><published>2009-05-30T00:47:00.008+02:00</published><updated>2009-05-31T02:22:04.434+02:00</updated><title type='text'>la tua camicia rossa che urla più di me</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;i giorni falsificati camminando sulle mie dita e tu che parli dei cieli rari. quelli rarefatti che puzzano ancora di vernice anche se non è più fresca. i libri che non finiscono con altri test atomici.  l'immaginazione industrializzata ci permette a stento di lasciare fiori sulle panchine e sulle mani chiuse delle statue senza ombra. le nostre braccia tese che s'intrecciano nel bianco. entrando di corsa nel silenzio ghiacciato di certe &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;rinnegazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. ascoltare degli allagamenti pedonali in testa. degli allontanamenti sorpresi in cattività.  di quelli espressi senza soluzione di continuità. del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;ri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;-uscire senza tornare indietro. il detersivo per togliere il grigio dalle nuvole. la gravità non fa parte del giorno limpido. e poi il tempo non è morto, il tempo non è mosso come tutte le nostre fotografie. da troppo tempo decontestualizzare è diventato ruggine. scorri via dalla pubblicità e strappi poesie con petali di cemento. "strappi via tutti i punti". anche quelli interrogativi. i giorni falsificati per benedire tutte le guerre da sopravvivere. l'aria profumata di ieri. le attese per evidenziare le malattie con altre cure inutili. la tua soggettività denuclearizzata. il vento che diventa blu quando mi guardi sorridendo. il cielo rosso come te che si scioglie. per non affogarci in discorsi sterilizzati. le trasparenze emotive. dentro tutte quelle discariche con sopra un cielo terso. trasferirci in una data da destinarsi. ritrovare quelle idee che sanno ancora camminare tra i cento tappi spaiati delle tue &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;bic&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7046719829635804020?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7046719829635804020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7046719829635804020' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7046719829635804020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7046719829635804020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/05/la-tua-camicia-rossa-che-urla-piu-di-me.html' title='la tua camicia rossa che urla più di me'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5681067118278866830</id><published>2009-05-15T19:43:00.005+02:00</published><updated>2009-05-17T17:15:15.521+02:00</updated><title type='text'>"che cosa non so"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;in anticipo &lt;/span&gt;ti bevi anche di mattina dentro tutte le diapositive sporche e poi sbiadite. e colorerò ancora male pensando di sapermi ancora perdere. sperando di sapermi ancora perso per strada come una sete fa. palloncini che scoppiano dentro la bocca come dolci non mangiati. come un &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; organico. farsi per poi far combaciare le tue fantasie con gli adesivi bianchi per terra. i brevi periodi colmi di nostalgia per la sicurezza indotta. condotta per mano dentro quella decina di canzoni che sembrano essere state scritte per te. "poi specchiati". pretendere che almeno le farfalle possano sopravvivere. digerire il cielo bianco passato e apparso dietro alla finestra di carta che non ci chiama più per nome. la lucida speranza che il giallo torni presto bianco, prima ancora di guardarci dentro in un attimo di operosità infettiva. l'aria dello smog elettorale. con la sete e gli occhi lucidi e il tuo umore condensato. le sabbie che avrebbero dovuto essere immobili. arriverà un giorno in cui anche i tramonti s'arrenderanno per sorprenderci. le parole diventeranno portanti. il tempo delle pere. di te perchè di te mi manca l'aria rarefatta di minuta compagnia, di consigli straordinari che arrestavano anche la pioggia. scoprendo poi il significato positivo di costringersi. è rimasta solo la muffa di mille parole a dormirti sopra. disegnando arcobaleni che non profumavano di benzina come tutti gli altri che si vedono solo a settembre dal balcone. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt; a settembre il sole tramonta dietro la raffineria. spiegarsi in mille ferite dopo un anno di silenziosa terapia. se ti chiamo da sotto nemmeno mi puoi sentire. il tuo corpo linguistico e muto e nudo non mi permette di reagire. a che cosa non so, e la cosa più tremenda è che non mi riguarda. la tua vita non mi riflette. quello che ti bruciava dentro non si è spento mai. le rianimazioni semestrali non riuscite. tutte quelle regole disabitate. compri solo minuti scontati, densi di sguardi interrogativi e sconfinate perplessità desertiche. somministrare aride bugie con tanta cura da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;disarticolare&lt;/span&gt; anche la mia malinconia. non si può risorgere come i fiori di casa tua. raccontarmi le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;overdosi&lt;/span&gt; del tuo giardino. rendi ogni parola emostatica ma non lo vuoi nemmeno sapere. e forse sei tornata a dormire sopra la luce abbagliante di mille colori. che non si sono mai arrugginiti. il valore politico dei sonniferi si sta consolidando nel tempo. nel frattempo penso che in fondo era meglio guarire, forse. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;auguri&lt;/span&gt;, anche questi bevuti in anticipo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5681067118278866830?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5681067118278866830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5681067118278866830' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5681067118278866830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5681067118278866830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/05/che-cosa-non-so.html' title='&quot;che cosa non so&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6122180266793863598</id><published>2009-04-24T19:45:00.004+02:00</published><updated>2009-04-25T03:40:52.595+02:00</updated><title type='text'>uno stupore che feriva gli occhi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;questa città si sta rovinando anche se questa notte tutto durerà un attimo. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;nullatendente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. sorvolare le stagioni morte e quelle mortificate. i colori li senti ad occhi chiusi, soprattutto quelli che sono di Petrolio, chiusi nella mia untuosità affettiva. ho dovuto smettere di piangere le parole tra noi pesanti. quel discorso che non troppo indirettamente si libera di noi. anche ridere poco è riflettere. tutta quella prosa ancorata. snodarsi farsi disfarsi rovesciarsi baciarsi annodarsi di nuovo per paura del Cauto. assiduo disertore dei nostri temporanei tagli. attaccarsi senza difendersi. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;coprirsi&lt;/span&gt; di titoli sbiaditi, recuperarli come le scarpe della scorsa primavera. la scarsa primavera morta e mortificata. il mare &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;grigio&lt;/span&gt; che sembra armato di cemento. che non riflette quella luce che ci attacca al muro. che poi non esalta. che esala. che nemmeno esula troppo dal fuggirci. la matematica che non mi ha mai interessato. le indebite addizioni e le generose sottrazioni. i pensieri e le considerazioni prepagate che attraversano un passato spedito. senza sopportare il senso. senza supportare il dissenso della nostra vita. "puoi mangiare solo al fast-food e ti metti là a pensione". "puoi bere ormai solo in quel cazzo di fast-food e ti cali la tua tensione". la rabbia fitta e umida. e Nova è un po' come &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;fare&lt;/span&gt; l'amore con il proprio passato bruciato o messo a fuoco. che poi non è proprio la stessa cosa. tre tiri ancora alla finestra ti fanno addormentare. stretti come siamo. nascosti nella rete dietro casa con una matita colorata. ogni volta ci accoglieva&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6122180266793863598?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6122180266793863598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6122180266793863598' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6122180266793863598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6122180266793863598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/04/uno-stupore-che-feriva-gli-occhi.html' title='uno stupore che feriva gli occhi'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-237530616199708040</id><published>2009-04-17T21:37:00.008+02:00</published><updated>2009-04-18T03:22:07.257+02:00</updated><title type='text'>un collasso in venti minuti disteso sul letto senza nemmeno troppe coseditraverso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;mi fai più male così, nonostante tutto quello di cui ti sei convinta. guadagni tempo, tanto da poterti permettere un mutuo di stabilità. sequestrano le navi al porto e ci mettono me a fare la guardia. come se certi segni potessero avere ancora un permesso di soggiorno senza data di scadenza. mille aurore boreali di fumo che si raccolgono attorno alle lampadine accese. le bugie sulla cena. i regali andati a male. l'ostinatezza di raccogliere ancora petali abbastanza colorati per parlarne un po'. ancora. monterò ancora mille cartelli stradali inutilmente. ancore arrugginite come panchine ci sembravano un degno sfondo per lanciarci ancora urla taglienti. ritagliate dentro una cartolina di un posto che non abbiamo mai visto. la rima di livore. contorsioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sentimentalizzabili&lt;/span&gt;. sorprendermi sotto un tir. ancora a pensarci. nonostante tutto quello di cui ti sei convinta. nonostante le ombre fertili. il senso umano e unanime di felicità. mi hanno detto che anche i cani hanno un dio. le frasi che non finiscono con il sonno. lasci perdere. e mi lasci perdere dentro un foglio bianco senza allungare la mano. ancora. mi fai più mare così, nonostante tutto quello da cui sei stata vinta. p&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;u&lt;/span&gt;ò cambiare tutto. le cose che &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;n&lt;/span&gt;on dici si &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;c&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;ostru&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;scono&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;umentan&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;o&lt;/span&gt; di cubatura. se&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;m&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;pre&lt;/span&gt; più salde. gli &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;o&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;cchi&lt;/span&gt; in piena si prosciugano. g&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;l&lt;/span&gt;i occhi lucidi come in un film in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;biancoenero&lt;/span&gt;. l'unico posto al mondo dove non metto nemmeno un puntino di sospensione. un cero&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;t&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;to&lt;/span&gt;. un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;preservativ&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;o&lt;/span&gt;. ecco cosa sono. che ti vieni a disintossicare per nemmeno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;mezz&lt;/span&gt;'ora con me. che poi scappi appena senti troppa aria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;pu&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;l&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;ita&lt;/span&gt;. troppa aria p&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;u&lt;/span&gt;nita. &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;emmeno&lt;/span&gt; un puntino in sospensione nei nostri discorsi è stato mai messo. forse è altro, molto altro, ad avere una data di scadenza. ma ancora non lo sai. e non te lo dico &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;né&lt;/span&gt; al contrario &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;né&lt;/span&gt; nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;sensounico&lt;/span&gt; della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;lin&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;g&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;ua&lt;/span&gt;. un autotreno australiano ha una carezza soffice. ma forse per te il col&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;o&lt;/span&gt;re non sarà mai abbastanza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-237530616199708040?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/237530616199708040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=237530616199708040' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/237530616199708040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/237530616199708040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/04/squadra-catena.html' title='un collasso in venti minuti disteso sul letto senza nemmeno troppe coseditraverso'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8445018001009702227</id><published>2009-04-11T18:40:00.015+02:00</published><updated>2009-04-14T02:01:20.856+02:00</updated><title type='text'>respirare a Bhopal scoprendo che l'aria non è cambiata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sto bene solo con le braccia vuote. solo come il mondo con certi pensieri pieni di muco. il porto pieno di nebbia. il porto pieno di sabbia. cemento umido. aggrapparsi l'uno sull'altro. con le braccia vuote e svuotate. dal vomitare tutto quello che non ti ho detto mai. 510milioni di bugie tagliate male. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sara&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; così, domani. senza accenti. sporcarsi insieme dopo aver fatto la doccia. tutti quelli che vanno in vacanza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;fascizzandosi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; la testa prima di cadere in depressione. non dobbiamo più prestarci i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;cd&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. e per noi non c'è altro che l'estate. non metti mai l'antifurto se siamo insieme. non riesco a far staccare nemmeno un pensiero da te.  e per noi non c'è altro che l'estate per accoglierci e poi sarà necessariamente l'inverno a farci riscaldare insieme. la pioggia che parla di tutta questa follia. con il mare che si perde. i tuoi occhi che non sono mai colorati. inciampare nella notte. tornare a vomitare. tornare a scoprire al mattino che non tutte le mimose sono ematiche. a ripensare a tutte le volte che sei scappata per paura di violentarmi la testa. a raccogliere di corsa dentro di te l'ultima miosi piena di empatia, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;perché&lt;/span&gt; slegare la luna per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;pietro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; ci sembrava l'unica cosa da poter finire per quella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;nottesfinita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. non parlare era lucidamente rivelatore. come se tutto questo silenzio avanzato fosse una confessione profonda. approfondita in queste canzoni senza musica che troviamo. lo stomaco profondo, i tuoi reni &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;inconfessabili&lt;/span&gt;. "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;perchè&lt;/span&gt; stare con te fondamentalmente è come stare al largo". disperata e felice. tanto che ci addormenteremo anche noi sul tetto di una macchina in una nuova città, accarezzati da una neve che non sarà acido per le nostre  incurabili perplessità&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;che non basterà nemmeno il primo delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;cocorosie&lt;/span&gt; per quando ci abbracceremo. che l'acqua di casa è servita tutta. penso al dopocena di questa nuova estate. penso agli incidenti che toccheremo. privo di elettrostatica. l'aritmia. la giusta metà che dovremo incidere. il treno sotto casa che vediamo partire senza di noi. il vuoto onnicomprensivo del palazzo bianco che ci sfida con una canzone d'amore "tekno"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8445018001009702227?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8445018001009702227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8445018001009702227' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8445018001009702227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8445018001009702227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/04/respirare-bhopal.html' title='respirare a Bhopal scoprendo che l&apos;aria non è cambiata'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-9216669140800009684</id><published>2009-04-10T03:29:00.004+02:00</published><updated>2009-07-09T10:06:29.625+02:00</updated><title type='text'>dentro questa verità</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;forse ti ricordi di quando camminavamo scalzi sulle nostre identità. senza la paura di sporcarci. e già credevamo che le fratture scomposte fossero solo racconti dell'orrore. che gli occhi di vetro esistono e si rompono se gli chiudi troppo spesso. rincorrerti senza che tu ne veda il motivo. senza che la logica ci metta dentro un contratto. ma per vivere e farci anche un po' male. ma sempre essere trasparenti. ridere della nostra crescita senza codici postali e condoni. piena di debiti. senza residenza di responsabilità. piangere per i giorni che ancora si ostinano a suicidarsi. segni le mie guance seguendo la linea delle mie lacrime come se davvero portassero da qualche parte. astenersi da ogni &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;imprevedibile&lt;/span&gt; censura. capendo che il momento giusto lo si sceglie. con tanta sabbia sulla schiena. sentire tutti gli uccellacci e uccellini prima di andare a dormire. ridere mentre piango, che ti penso senza anarchia. che penso a tutti quei desideri espresso. a tutte le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;sconsiderazioni&lt;/span&gt; vaganti che ci inseguono fin dentro lo stomaco celebrale. andremo a raccogliere tutte le nostre barche di carta piene di pensieri migranti. che vogliono vivere fuori dei nostri confini. con un traffico illimitato di silenzi. forzati. rinforzati e barricati. le parole che escono da tutti quei buchi pieni di ragni. il mio ridere ha poco peso specifico. forse il nostro silenzio espugnerà una qualche verosimile considerazione &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-9216669140800009684?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/9216669140800009684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=9216669140800009684' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/9216669140800009684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/9216669140800009684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/04/dentro-questa-verita.html' title='dentro questa verità'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-877399668955373997</id><published>2009-04-03T17:45:00.013+02:00</published><updated>2009-04-08T18:36:36.722+02:00</updated><title type='text'>"scura era la notte", riesci a farmi sorridere come piace a te</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;le nuvole s'appannano e niente passa come un decreto legge. tu che succedi come le grida per la strada. la strana strada sotto casa. rilassato duramente. nell'attesa del silenzio sindacale. o forse insindacabile. aspramente in gola. piangi frasi rotte e sottratte alla nostra credibilità. arrivata con un volo intercontinentale. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;low&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;cost&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. e ci si spegne una sola volta nella foga del cadere. o dell'accadere.  sputando dalla finestra tutte quelle lacrime. addormentati in un messaggio di fumo. suscettibili come in tutti quei sogni scritti. per ricordarsi con lettere scomposte e tutti i nostri multipli di due. i messaggi del fumo. spenti insomma due volte con questa nebbia che prima era solo edificabile e ora ci grattiamo il cielo. anche noi. e molto ubriachi diciamo che tanto non lo saprà nessuno.&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt; tu&lt;/span&gt; che parli delle mie cose. che poi perderò senza nemmeno troppo impegno. i libri che crollano dopo una giornata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;tuttaintera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che piove. i postumi di noi. i postumi di ieri e apparteniamo a quella famosa rivoluzione all'ombra. che un'altra estate ci parlerà. che passa un anno e non lo  vedi se non nelle cicatrici delle case. e c'è chi chiude la porta per tutti. senza di me. senza di te. "pensiamo a star bene". tu che parli delle mie cose con tutte queste nuvole. dissipate. con il paradiso che può scendere. con la voce. tu che parli un po' meno bene delle mie cose sporcate da tutta questa pazienza. del cinismo postindustriale. della futura idiozia  &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;calcificataecancerogena&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;nonpiù&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; nostro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;paesee&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;postberlusconiano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. delle nazioni rase al suolo. delle mie cose sporcate da tutto quello che dice &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;andrea&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. che fa sempre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;andrea&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. e quando piangi non piangi, sembra più che ti stia sciogliendo. come quella notte ancora. molto vana. molto vaga e svagata. le fornaci alcoliche e i loro fumi. risorgere come il sole. e leggersi. e reggersi a tutte quelle parole che mi leggi. che metti in pari tutti i miei punti. "Qui dentro è proprio come nei film. Anche le sbarre." e non mi alzo dal letto neanche per vedere se sia giorno o notte. che non lo voglio sapere come in quel film. che tanto un'altra estate mi porterà via. da te o da me, ancora non hanno finito di pubblicarlo. almeno questo. con tutta questa carovana di petroliere che si è fermata davanti casa. che passano dubbi e debiti. condoni ematici sotto le nostre carezze. tutti quei tagli. tutti quei tagli che ancora non sbiadiscono. sulla mia pelle che sembra esser stata attraversata da quelle stesse petroliere che ci danno il buon giorno. "vuole". raggiungermi come se fossi ancora vivo sotto il profumo del mattino da raffinare. "che non ce lo dice nessuno dove dobbiamo scappare, ed è questa la cosa che forse ci salverà". hai un modo tutto tuo di riempire i miei abbracci. sento questo sole nuovo che muore solo per te, sento il mancato incremento della nostra vertigine emotiva e ancora quella puzza apatica di bruciato che non mi fa dormire dentro il tuo cassetto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-877399668955373997?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/877399668955373997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=877399668955373997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/877399668955373997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/877399668955373997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/04/dark-was-night-riesci-farmi-sorridere.html' title='&quot;scura era la notte&quot;, riesci a farmi sorridere come piace a te'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-989304927533285226</id><published>2009-03-28T12:04:00.013+01:00</published><updated>2009-03-28T12:38:29.987+01:00</updated><title type='text'>solo un treno con le mille sfumature del grigioversoilnero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;che sarebbe stata tutta un'altra musica stasera. che non sarebbe capitato più. non venirti a prendere. non avere la febbre di salire. non crederci ancora nonostante tutte le scommesse sullo sbancare lo schermo bianco. "che a noi è rimasto solo quello". "che a noi è rimasto solo questo". &lt;strong&gt;di-scorrere&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;dis&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;-correre&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;discorrere&lt;/strong&gt;. e poi allentarsi in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;millenovecentottantamila&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; capriole. nei capricci della dolcezza. nello svuotarsi senza usare troppi articoli e occhiali. co-stringersi poi come se la complessità fosse solo una vile apparenza del bianco. quello attaccato sul cuore, bombardato dal regime. senza dirci nulla di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;inverosimilmente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; plausibile, &lt;em&gt;al-meno&lt;/em&gt;, anche questa volta. anche questa notte. anche in queste lotte dissanguate in periferia a due passi dalla salita invisibile ma sensibile del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;cimiterointerioredeiricordiricordati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. senza più saliva per spiegarci e legarci. con i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;ricordidimenticati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; dentro o fuori. non sai cosa è peggio. senza sciacquare via &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;birraindistinta&lt;/span&gt; dallo stomaco. senza fermarsi per andare in trasferta da te. ma rimane. tutto. rimane tutto nel fondo. o a galla. ma rimane. come un odore di compiutezza. &lt;em&gt;al-meno&lt;/em&gt; plausibile, &lt;em&gt;al-meno&lt;/em&gt; questa. con la fantasia di dire che &lt;em&gt;al-meno&lt;/em&gt; qualcosa c'è di vero. e io con un viaggio a metà senza il biglietto, "senza" usare troppe articolazioni e occhiaie. senza "usare" troppe articolazioni e occhiaie. senza usare "troppe" articolazioni e occhiaie. &lt;strong&gt;di scorrere&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-989304927533285226?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/989304927533285226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=989304927533285226' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/989304927533285226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/989304927533285226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/solo-un-treno.html' title='solo un treno con le mille sfumature del grigioversoilnero'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6457021069400581963</id><published>2009-03-26T23:25:00.021+01:00</published><updated>2009-10-23T18:15:03.081+02:00</updated><title type='text'>"un'altra volta" anche se non è mai "ende"</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;consumarsi di fretta. ed è già mattino. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;giorgia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; è bellissima anche solo per come ti guarda. e tu che non mi aspettavi mai. l'ordine anche nelle rivoluzioni. "dormire con i fantasmi". i miei primi disegni e scoprire i colori. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;accostando&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; solo ora i dolori. gli angoli di vista e le percezioni insensibili e insensate. conoscersi la prima volta senza guardarsi nemmeno che non era importante. lasci le finestre aperte anche se piove. anche se ci sono io fuori. fisicamente diversi. avrei voluto andare a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;bologna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. andare a pranzo per non pensare. diventare strani. diventare estranei. sapere dove portano, in quale corsia d'ospedale. ma comunque fare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;considerazioni&lt;/span&gt; sul fatto che anche le sigarette per la nostra generazione sono un bene di lusso. per salvarci o affondarci prima. affogandoci con altro. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;sottosvalutarsi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; rivedendo i film di dieci anni fa. senza di te. la consistenza dello scoprire cose nuove o quelle rinnovate senza nessun condono. almeno esteriore. sperando che alla fine ci sia almeno qualcosa da mangiare. che ti verrei a prendere anche a piedi solo per farti sentire come s'accelera il polso. le non-risposte. e ancora tremi ma non so per cosa. ballare per entrare in casa prima di precipitare ancora opachi a letto. e s'apriva anche quello oltre al cielo boicottato. i giorni fecondi. quelli fecondati &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;artificialmente&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;have&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;good&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;trip&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;ricordandosi&lt;/span&gt; del reato di suicidio. libri per terra. libri da sotterrare meglio. senza aspettarsi nessun fiore buono per concimarci le idee. il colore dell'errore che si trascina dietro. il pericolo di non morire? e allora usa altre parole. e i sacchi neri si riempiono sempre troppo facilmente. troppo comodamente. nonostante una giusta e razionale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;differenzazzione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. almeno una sigaretta nell'altra stanza. le conferme. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;mono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;-dosi e le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;mono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;-domande. milioni di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;mono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;-domande. e la pelle alla fine mi ha salvato. scoprire che, come sempre è stato, una persona è stata più "veloce" di me. sempre in silenzio. e ora sorride di gusto. e anche io. "I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;dont&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;' care.. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;is&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; "the &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;dream&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;" &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;dead&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;? I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;can&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;'t &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;understand&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;because&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; all &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;aroud&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;is&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;dark&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. I'm &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;too&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;much&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;white&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;but&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;can&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;'t &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;see&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;myself&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;just&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;can&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;fell&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;and&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;read&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;my&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;sunshine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;" troppo di me e di te. perdendo comunque parole. in dieci anni lungo una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;manutenzione&lt;/span&gt; nemmeno troppo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;straordinaria&lt;/span&gt;, perdendo molto altro ancora. perdonando ancora in silenzio. e noi che non paghiamo mai il coperto. e non posso lasciare niente di intentato. con tutte quelle luci accese delle case alle 4 di notte. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;specificando&lt;/span&gt; bene che tra accese e non-spente c'è una spessa differenza. tutti quei laghi esterni e non mari. anche se siamo a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;kilometri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. "I don't care" e non poteva esserci migliore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;xxxxxxxxx&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; per provare, per esercitarsi. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;manifestando&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_45"&gt;nonbuone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; intenzioni contro le domande stupide. che alla fine non si può dire che colori vedi o che aria respiri o che necessità ti manda fuoristrada. o razionata. fissarci ancora per un po'&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;"sono sicuro che almeno una volta hai avuto qualcosa di buono in cambio da una persona. e se altre volte non è successo è per loro ma anche per te. sono venuto per portarti via da te. che non si è risolto niente tra di noi. quel concetto di nudo che va oltre la pelle. la realtà che fa cagare a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_46"&gt;suondigravità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. i giorni perfetti esistono. anche senza morire. senza fare la pace tra di noi. che non c'entra un cazzo la guerra. io che sbaglio a definire i miraggi, soprattuto quelli usati senza filtro. e tu che mi insegni a stare zitto molte volte. perché siamo noi che siamo finiti. è freddo davvero. la metà intera che non era una metà. ma non lo volevi sapere. le risposte invece delle gioie. toccarti dentro e fuori. pensarmi quando ti spogli. e quando ti vesti. i punti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_47"&gt;interrogativi&lt;/span&gt; ingestibili. tutti gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_48"&gt;spettacolimandatiamonte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. strappare i petali. ma farlo prima della primavera. con troppe stagioni rincorse dentro di te. ma che non saranno mai abbastanza "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_49"&gt;sappy&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;". che dobbiamo ancora andare a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_50"&gt;milano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_51"&gt;collezionare&lt;/span&gt; baci lenti. scoprire che non ci scade niente dentro al frigo, sotto gli occhi. aiuole di sorrisi senza pensieri, senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_52"&gt;preoccupazioni&lt;/span&gt; né ricordi. o ricorsi. mi pregavi di pensare. capendo anche le cose importanti non mi hai mai derubato. ti tengo la mano. e non solo per diventare trasparenti. ancora la paura di non crederci ancora. essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_53"&gt;senzafiltro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. essere corpo e ansia in certi momenti. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_54"&gt;strappandoci&lt;/span&gt; gli occhi. cazzo, ancora esiste il tempo. scappare per non deludere. scappare per non uccidere con ancora le mani tese. ma solo con le mani issate ad aspettare. almeno spero che tu mi aspetti. e io che voglio solo te. essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_55"&gt;senzafiltro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;" &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6457021069400581963?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6457021069400581963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6457021069400581963' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6457021069400581963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6457021069400581963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/unaltra-volta.html' title='&quot;un&apos;altra volta&quot; anche se non è mai &quot;ende&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2764432944472937469</id><published>2009-03-23T15:45:00.018+01:00</published><updated>2009-03-26T22:24:02.275+01:00</updated><title type='text'>perchè l'aria non è ferma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e pensa un po' se fosse colorata. te lo dimostrerò senza nessuna magia. cerco il coraggio di uscire per affrontare il sole e le lettere sparse per strada. i fiori scoloriti e quelli immangiabili. non mi puoi più riordinare. senza abbassare la testa per evitare le mani tese. le tue invece nervose dentro la mia bocca per non farmi parlare. operazioni a cuore aperto h 24. non ho più capelli né altro di speciale per salutarti con un sorriso che sia almeno decente. i treni non-stop per non venire da te mi passano dentro la schiena. la sensazione di colpa. l'insensibilità della colpa. le tue maglie. le tue mani. le tue maglie con le mie mani. distesi dove non doveva capitare. distesi dove ora c'è solo un mare da colorare. evitando di sbiadire le linee di petrolio che ti scendono dagli occhi e poi cadono su tutte quelle voglie e quelle spiagge. e quelle spoglie spiagge dove non sai di esser stata portata mille volte. e forse succederà davvero ma senza ammazzare il campanello&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;per come ti tratti. io che sto male. scrivere invece dopo un sogno. mentre ti prendi una doccia e ridi del perché e del passato appassito. per la tua sete che è sempre generosa. per quello che non dico e che rimane nel bianco del muro. rimane nel blu del tuo soffitto pieno di puntine con le tue canzoni. per come ti tratti e ridi. per come mi tratti. per quello che dice giorgia e i suoi svenimenti. per come sarò condito. per come sarò candito. con te. per tutto quello che penso e che non piove mai abbastanza per lavarmi la testa. per tutto quell'alcool per disinfettarmi. per disincantarmi. per le malattie improvvise e quelle improvvisate. per le nuvole rade che ci colorano via. per i sogni a metà. per le frasi che non riesco a dirmi senza piangere. per tutto quello che rende una soglia illegale, prima dell'armistizio. perché l'aria  non si ferma. e non sta zitta come me. bollire dentro. scappare dentro un respiro senza inseguirsi. deridermi. distruggermi con la coda dell'occhio. tra le gambe. le tue gambe. avendo molto da fuggire. saldarsi al fumo del porto. che chissà se i disegni resistono al vento surgelato. scegliere un posto per scongelarsi. il ricordo dei tuoi occhi che mordevano. come demolire la voglia di sorridere davvero e non per pubblicità. la pubblicità dei miei discorsi. messi di traverso a bloccarti la strada. e la febbre che mi morde le caviglie e mi ferma ad un passo da te. ad un passo dalla finestra aperta sulla tua testa. sulla tua faccia. l'acido. inacidito. il colore dell'arcobaleno. sulle sciarpe e sulle altalene. la musica pronta. passa. after the crash. after us. after a lonely rebellious song without music. è ancora non c'è lo stato. le cazzate governative che ci vengono vendute ad un prezzo molto caro. sfidami. per parlare di un cielo solo. del cielo isolato. anche telefonicamente. anche telepaticamente. con le carezza di anna e le sue mille sigarette spente dentro la bottiglie svuotate. tutti i suoi segreti. i bambini che occuperanno anche gli scuolabus. e non solo. per me ci sarà molto da urlare. che non mi si sente in molte cose che dico. in molte cose che allargherò. nel male socchiuso che allagherò dalle mie prigionie. e proprio loro ci vengono a parlare dell'essere "contro ogni principio nazionale e internazionale di diritto". le indagini e le invenzioni. lo scrivere dentro una finestra finta. stringere. congedare. congelare. prendere il mondo prima degli altri. e metterselo in bocca. quando tutto diventò buio. e io che mi intossico. viaggi sulla luna con la duna. viaggi sotto al mare senza bombole e senza nessun bacio di addio. i labirinti troppo stretti senza i colpi d'aria delle tue novità allettanti. allentanti. i labirinti sin troppo saturi delle mie coincidenze con le tue ferite mai chiuse per ferie. delle mie parole abbozzate. dei miei tentativi di rimanere a galla nonostante il peso della mia risposta alla vita senza un nome corto. e facile da ricordare. ti avrei portato al concerto dopodomani. peccato che però i petali ancora trabocchino dalla gola. spalare la neve. lattice. lattice dentro e dietro alla parole. prima di ascoltare e raggiungere il senso. parlandone mi metti sul binario di un treno, ma senza il treno. giusto ad aspettare il dolore di essere attraversati. un bracciale per vedere quante sono le mie trecce nella testa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2764432944472937469?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2764432944472937469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2764432944472937469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2764432944472937469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2764432944472937469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/perche-laria-non-e-ferma.html' title='perchè l&apos;aria non è ferma'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5813296979682810443</id><published>2009-03-22T18:41:00.004+01:00</published><updated>2009-03-22T19:12:57.109+01:00</updated><title type='text'>in astinenza senza stare poi così male fisicamente</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;stesi affianco come due cieli chiusi. stretti al fianco. con quella serenità panoramica comprata al bar per la poca voglia di andar via. come due piani intesi e poi bruciati. come due cieli confusamente scuri che non si riesce bene a capire da cosa. se dal nostro smog o quello altrui. ubriaco al lavoro. con la voglia di scoprire la resistenza delle motivazioni. delle tue lucide commissioni. una città di capannoni e puzza di ruggine. dove tira il vento. dove tira il tempo. dove mi tira il lento imbrunire di una sensazione. che non tramonta mai dietro al cavalcavia che abbiamo fatto a piedi l'altro giorno, di notte. che non fiorisce niente e comunque era meglio prima. gli "effettivamente" consumati mentre forse verremo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cementificati&lt;/span&gt; liberamente anche noi e i nostri &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt;. per conservarci senza deperire quello che guardiamo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5813296979682810443?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5813296979682810443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5813296979682810443' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5813296979682810443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5813296979682810443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/in-astinenza-senza-stare-poi-cosi-male.html' title='in astinenza senza stare poi così male fisicamente'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2315498020636910253</id><published>2009-03-19T17:04:00.009+01:00</published><updated>2009-03-21T15:40:49.630+01:00</updated><title type='text'>"con un cielo così bianco non si può fare altrimenti"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ma non lo puoi sapere. non lo puoi volere davvero. tenendo i piedi per terra mi si sono addormentate le gambe. quando volevi guarire. quando volevi morire ma non di noia. attraversando le regioni più desolanti si festeggiava ad ogni confine. le estreme intuizioni. lo stare "in sospeso". non arrivare a dire quello che vorresti. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; starei zitto solo per farti vedere quanto mare è trapassato. gettare l'aria. riconosci chi conosci ma non me. le foto segnaletiche delle nostre complicità. domani capirò. vorrei ascoltare il tuo cuore senza aprire la porta per venire a cercare coraggio. vorrei aspettare. arrampicarsi su tutte quelle montagne. le cose non riuscite. quelle riuscite d'emergenza. tutte quelle parole che non so trovare se non dentro quello che sei. viverti senza tutte quelle rate. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;sorridersi&lt;/span&gt; con quintali di macerie sotto le spalle. con gli occhi aperti. che ce li hanno squarciati. le cose non protette. come era bella casa tua e le tue parti nascoste. e tu che credevi di essere in una discarica. ma non c'è niente di speciale in queste scatole svuotate. mai lavate. come credo, come cedo, come vedo. chiamare ma per sbaglio. francesca  che riesce a prendere il treno per arrivare presto o comunque non troppo tardi. morire dal piangere in silenzio. nel mare aperto nel petto ogni volta che mi vuoi. un po' meno male. e non so come riuscirò a mettermi a letto dopodomani, di mattina presto. o a notte affondata,  ma già so che avrò paura&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;e poi starsene lì a desolare il mare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2315498020636910253?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2315498020636910253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2315498020636910253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2315498020636910253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2315498020636910253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/con-un-cielo-cosi-bianco-non-si-puo.html' title='&quot;con un cielo così bianco non si può fare altrimenti&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-1523540961750465257</id><published>2009-03-15T19:57:00.006+01:00</published><updated>2009-03-19T17:39:49.174+01:00</updated><title type='text'>la circolazione allentata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e c'è un laccio di tempo dove solo una cosa è &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;certa&lt;/span&gt;, ma è così tanta la confusione dei ricordi indistinti, che anche quella cosa sfuma. nei vecchi titoli dei giornali. la tua onda sul mio letto. come conoscersi dentro questa battaglia. per un cazzo gentile. un gioco facile da dire, come l'aspettarsi di meglio. oggi. come quel ballo che tremava con quella musica stupenda. tremavo da solo senza la tua mano. due viziati dal caso e dalla tua semplice allusione. la tua dolce illusione che mi culla sotto pressione. come una bambina che scappa per strada inseguita dai suoi peluche, fatti da altri bambini. non parli mai sul serio. per quei cinque minuti in cui ti ho "parlato" mi si è passato il mal di testa. senza impostarsi. sarà per la circolazione alternata. con te che seduta al bar perdi i tuoi occhi dentro i miei che si perdono da soli nel sonno arredato. con tratti e lineamenti arretrati. senza nessun confortevole autoritratto con una bottiglia di birra. abissi e spedizioni alle nostre rapine. che dovresti vedere la mia faccia ogni volta che penso ad una cosa. quella corda specifica. l'insicurezza non proprio economica di quest'anno. con i ritratti speculativi fatti male e i quadri. che arrivi a capire una cosa, la base che ti forma. almeno un po'. per la buona parte. sorridi solo con gli occhi in piena di cose da dirmi. sorridi così anche se ti vergogni e cerchi di trattenerti dietro le sbarre. con l'ansia consumata di questa stanza sottovuoto. sotto il nostro vuoto che puzza di chiuso residenziale. anche se questo paradiso artificiale non ci riempie. tu sei in ogni parola salvavita, con un depuratore dentro questa raffineria davanti casa. che chiuderà sotto una pioggia di tempo e cinica, concreta, realtà. è stato asfaltato tanto tempo. per ridere. con il trattamento dei nostri reciproci rifiuti, senza mai rifiutare una pregevole autodistruzione. quando poi tutto è da rifare &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;come&lt;/span&gt; se davvero finora non fosse stato fatto nulla. come se non si fosse fatto nessuno di nulla. le nostre parole che non avevano alcun senso, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;apparteilgusto&lt;/span&gt;. di divorarsi da sole. di divorarci. le vite allentate. quelle allagate. quelle allucinate. quelle uncinate. e vedo una città contorta e distorta dal suo silenzio coltivato, da un silenzio concimato ma comunque contaminato dalla sfiducia della tristezza. come le cartoline in mare aperto. in un male aperto nel petto ogni volta che vuoi. lavarsi gli occhi per le gocce. le malattie arenarie delle nostre spiagge mortali. immortali malinconie. i nostri buoni partiti. che s'allacciano in birre confusamente felici bevute da soli. senza nemmeno guardarsi con gli occhi chiusi. capannoni pieni di compleanni non festeggiati ma ricordati con un po' di fiori polivinili&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-1523540961750465257?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/1523540961750465257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=1523540961750465257' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1523540961750465257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1523540961750465257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/la-circolazione-allentata.html' title='la circolazione allentata'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2533806451545753438</id><published>2009-03-13T16:30:00.008+01:00</published><updated>2009-03-13T17:13:39.127+01:00</updated><title type='text'>e alle più livide aspettative</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;con la stessa matita sono partito dentro questo vento pazzo. nonostante ci sia gente che non deve dormire l'ho fatto con un qualcosa che assomiglia ad un sorriso. anche se fa piangere e piovere. le persone abbottonate e quelle abbandonate. nonostante qualcuno abiti in carceri disoccupate non ancora del tutto. e seduto di fronte ad un albero sembrava che ti stessi davanti casa. come una non opportuna opportunità e poi, e poi leggo male quanto mi dicono. di dire. di ridere. mi rimangono di traverso tutte quelle notti eclissabili. tutta la tua malattia piangente. come le tue mani sciolte al sole. i salti della luce riproducevano alla peggio i nostri profili arricciati. le nostre rincorse colorate dello stesso odore dei lividi. ci hanno riformati. per le nostre "spese". le nostre note, spose. pensavo fossi più disordinata e non così prudente come in un gioco. tutte quelle urla silenziose dal parco, fino ai quei pugni nell'aria malsana. vestiti di nero ci siamo addormentati sempre lì ogni pomeriggio per due o tre mesi. come se il tempo a noi non ci uccidesse. non cosa mi leggerà roma. non so cosa mi reggerà. con i bambini che giocando s'arrabbiano della nostra stessa noia. guardandoci intorno vedevamo solo mura nemmeno troppo colorate. e i nostri successivi salti sopra gli ostacoli di cera. di c'era una volta un mondo meno peggiore. e una vita senza maglia. un pasto a terra senza tutte quelle tovaglie rubate alla malinconia di un mobile. le lettere in valigia che non passano la dogana domestica. le penne rubate al lavoro e le piume opache prestate a tutti loro in cambio della tua pace esteriore. e vedi che Fuori tutto fiorisce, anche le erbacce più verdi. vedi che Fuori tutto bestemmia. i conti in fondo alle pagine. gli scontrini&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;°°°&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"...senza pensare al dopo, senza mai per un attimo accorgerci che quello era già un passato e un rito, un festeggiamento anticipato del tempo che ci avrebbe distaccati e di nuovo gettati ognuno nella propria storia separata, ma io lo sapevo, lo sapevo maledizione che era già tutto finito ma fingevo, non avevo via di scampo, mi dicevo sto bene, sono felice, devo ricordarmelo che qui, ora, stanotte sto bene, anche se in fondo ero molto malinconico quando mi specchiavo nei grandi occhi liquidi.." di te. perché Vittorio non è mai stato malato solo grazie a te.&lt;/div&gt;°°°&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;gli alcolizzati delle 15 e i loro quintali di sigarette. che ci si svegliavano affianco con tutta quella loro musica ondulatoria. nel loro massimo volume in percentuale. e non so se i libri che non ritrovo li ho regalati. rientrare nelle comunità d'intenti. fissati tutti nel tuo silenzio. nel mio pericolo solo a stare seduto. con te. smettere di fumarsi. smettere di fermarsi a parlare con tutti. gli appuntamenti d'emergenza con quelle mie storie di contrabbando. abbandonate contro le mura di questa intimità innata. di questa città. riaccendere le sigarette. dentro tutte quelle chiesechiuse che vogliono riaprire per farci stare peggio. spenti e ubriachi, mai asciutti. ti saluto in disparte mettendo ferro nel fuoco di questa nostra fugace e infernale, intimidita, città. ritrovando le tue ciglia fra queste pagine ingessate. sarà la prima volta che non mi metto a sudare, con i tappi nelle orecchie e solo un vento sieronegativo che ci consuma. senza alcun rischio presunto. impresentabile. e giusto quando il sole arriva ad abbracciare la panchina abbiamo davvero voglia di andare via. tornando forse solamente a casa, con le mani in tasca per non perdere tutto quello che abbiamo pagato a caro prezzo. e colorerò d'arancio le tue imposte e le tue imposizioni. insomma tutte quelle persiane sempre spalancate così da far sapere a tutti quei desideri sinceri, a tutte quelle canzoni urlate con gli occhi al vento, a tutti quei sorrisi, la via di casa tua. e della tua concreta leggerezza. senza la tua spesa officinale "non ho più pensato ai sogni"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2533806451545753438?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2533806451545753438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2533806451545753438' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2533806451545753438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2533806451545753438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/e-alle-piu-livide-aspettative.html' title='e alle più livide aspettative'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7010974842255049852</id><published>2009-03-11T10:23:00.008+01:00</published><updated>2009-03-13T12:55:25.020+01:00</updated><title type='text'>quelli che vengono omogeneizzati male</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e c'è chi si ferma alla meta &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; non soppesa niente. e finalmente nessuno mi brucia più gli occhi. e con il vento cadono le stelle che mi hai messo dentro il cuore. con il tempo cade tutto. getto ombre sui miei simili. su tutte le mie similitudine che mi fanno stare di merda, come assonnato, come assoldato da un esercito invincibile che non mi venderà più indietro. slegati da me se vuoi. e nessuno ci ha visti l'altra notte per strada. quando ci hanno abbandonato le nostre credenze impopolari. le nostre centrali nucleari. i sentimenti ritagliati. le persone addomesticate. l'amaro amore. "l'untuosità sociale" e le nostre armi affilate. la falsità delle &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;nostre&lt;/span&gt; armi biologiche. delle nostre pozzanghere scadenti. decadenti. ti appoggi dove capita nella stanza. con gli occhi scrivi parole al contrario su ogni mio tipo di muro. e te ne freghi delle calamite e delle calamità. di due visi accostati male su un letto pericolante. pericoloso. il radicalismo. il nichilismo non troppo emancipato. il mutismo. il movimento di due occhi diversi , di due colori diversi. di giochi diversificati ed era ora. con sentimenti che probabilmente sono permeabili. e la &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;perdita&lt;/span&gt; di calamità. le nostre scorie nucleari vendute. le nostre, che comunque le ripaghiamo. le nostre storie che sono nuove anche se sono ricalcate. ricadute. le strade che per una prima volta vengono disconosciute. le passeggiate in quelle sconosciute per liberarsi. gli antagonismi coscienti. gli antagonismi incoscienti. le mie cazzate che ti fanno incazzare. sottocosto. sotto il costo della pressione e della paura. sotto di noi che viviamo di impressione e radura. rivedersi nelle pagine senza casa. senza rate. senza tutta quella sete innocente. di bersi e di perdersi. &lt;span&gt;la&lt;span style="font-style: italic;"&gt;n&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ciami&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;span&gt;stare&lt;/span&gt;. noi che siamo narcotizzati in una magia di irragionevole viltà. i lega-mi. le persone addormentate. forse dipenderà da come ci siamo stesi e decapitati sul letto, ma abbiamo gli &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;occhi&lt;/span&gt; con due voltaggi diversi. con due volteggi diversi. il nostro Carnevale a 00&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;i disamori difficili con tu che mi insegni che esistono cure per i padri. con la tua semplice meraviglia di quando mi vedi ancora in piedi. senza tossire nero &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;né&lt;/span&gt; cadere nel vuoto. per spararsi idolatrie ad occhi chiusi. per chi si studia senza freni c'è la possibilità concreta di sorvolarsi. non ridiamo più. le nuove fotografie sul muro e quelle esplose nei due minuti di ieri pieni di innondazioni progressiste e progressive. gli attacchi della morte e del lasciarti andare via. le settimane più veloci e fameliche che ci vengono prolungate. disagiate e disadorne. "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;lastupidacoincidenzaconsestessi&lt;/span&gt;". i tuoi vestiti che oggi cambieranno colore quando li indosserai. strapperanno tutti i tramonti e le albe collassate e incollate sul balcone sporco. rincorreranno la tua allegria. il tuo trattare unilateralmente, distesa sul mio cuore. rigettato anche da me. ampie produzioni contemplative di segni e segnali abbozzati. di poesie indipendenti. indecenti. ti vengono lasciate dentro i libri e ai tuoi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;cassettimentali&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;perché&lt;/span&gt; tieni i sogni nel cassonetto. i nostri drammi classici. le interruzioni estemporanee negli isolamenti temporali. con le tue &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;perturbazioni&lt;/span&gt; arteriose e artigianali. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;autoincoscienze&lt;/span&gt;. ti alzi per fuggire quando senti che al piano di sopra ridono, che ti sembra minacciosa questa nostra festività acquisita. cassaintegrata. le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;verità&lt;/span&gt; complessive e quelle complessate. completamente slacciate da tutta quella polvere che la valanga ha spostato nella mia narcolessia. i giorni fuori stagione senza cantare. e quelli fuori, salvi, dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;danubio&lt;/span&gt;. con i ponti e i punti. sfuggendo dall'anonimato di ogni s-considerata carezza, da ogni contemplata confessione. tutte quelle penne in discarica, nella discarica cittadina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;chenonsappiamodovè&lt;/span&gt;. tutto quel caos temuto che abbiamo adottato. tutto quel caos ottenuto dalle nostre rissose perplessità. il nostro battesimo pagano e pagato. la nudità dell'invisibile. tutte quelle guerre che ci confondono e si calcificano nel cuore e in testa. infestando i nostri silenzi celebrati. i diritti doverosi e danarosi. una capriola di anonimia. i contenuti e le regole da esterno. sei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;lucifera&lt;/span&gt;. gli antagonismi speculari. che doveva essere la volta che ci svegliavamo insieme senza tirarci niente. che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;dovevamo&lt;/span&gt; ammarare senza farci del male. ostinato. "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quindi ti guardo ti guardo perché mi pare - dannazione - di non averlo fatto mai"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7010974842255049852?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7010974842255049852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7010974842255049852' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7010974842255049852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7010974842255049852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/quelli-che-vengono-omogeneizzati-male.html' title='quelli che vengono omogeneizzati male'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3900220516861517339</id><published>2009-03-09T10:19:00.010+01:00</published><updated>2009-03-09T11:46:46.298+01:00</updated><title type='text'>raggomitolarsi reciprocamente gli organi sul tetto nonostante il mal di festa rinnovato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ci fischiano contro anche i treni con le loro storie intestinali. con le loro storie accampate. le gravidanze coperte. le storie perenni, come lo erano le nevi, con il cervello cablato. e c'è chi elemosina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;autostima&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; vendendo la propria testa. e non sai cosa fumi con i tanti titoli lontani. con Remo che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;ventannifa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; ripuliva sempre queste scale con i suoi discorsi strani. come i suoi occhiali. e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;chissadovè&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. la pazienza assicurata come il silenzio. la pazienza oscurata. la pazzia eclissata. il freddo affacciato sui nostri panorami attuali. attuati. "e non posso più far finta di essere solo" è bellissima. come i nostri complici complicati. come la dichiarazione dei nostri redditi non redditizi. indipendenti come le opinioni stupefatte. tossicodipendenti con un contratto a tempo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;metereopatetico&lt;/span&gt;. ordinario con la borsa di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;tokio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. con il fuso orario opposto. e un fiume nuovo di vino inquinato. come le opposizioni deludenti. così sono gli echi delle vene. i dubbi sgrammaticati dei tuoi pianti in corsia. in vena come i tuoi avanzi. riciclati male alla nostra malafede. in vendita è il caldo delle tue vene, delle tue porte. delle tue partite giocate male. senza vincere le proprie radure. con le stazioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;disabitabili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;disarticolabili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; come a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;lisbona&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;fernando&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. con quel primo tiramisù che era una zuppa alcolica. come un'oasi. i documentari sul cinema dietro casa. sopra la testa. e i computer accesi per potersi addormentare con un sorriso davvero rilassato. addormentarsi senza nemmeno saperlo. come non è mai stata la primavera. la prima vera sete di te. la prima volta per un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;cd&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. invenduto come le nostre idee. con l'onore al merito per le rimosse leve cardiache. le rimozioni forzate della tua vita. dalla tua vita abbassata. le vite basse. e non puoi più parlare che stai male per una telefonata. tanto che vorresti vomitare dal dolore. dal colore che hai in viso. inviso. i treni con le loro storie parafrasate per tutti e non per i protagonisti a rendere, dispensatori di gioie inconfessate. di calamità attraenti e gelosie irragionevoli. come tutte le spiegazioni che si confondono dentro la mia malattia. dietro la mia [   ]. anche le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tue&lt;/span&gt; altalene rimangono ferme a metà. dove giochi a volare. dove giochi a volere. a volermi. ferme per lo sciopero della mia allegria interinale. per la mia allegria invernale. gli smottamenti per il viaggio dopo solo due giorni a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;perugia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. ingiusto.  giusto per dirti ciao e bere qualcosa di improprio. per bersi qualcosa di impassibile tanto da rimanere impossibili. iride-e-te. e scriverò un libro per chiederti scusa. con mille frasi affettive. infettive. i disegni del caso. e quelli dei nostri casini clandestini. con tutte queste frasi ossessive che dipingono ogni giorno i tuoi occhi e i miei che si perdono dentro casa, dentro la scatola con il cielo. dentro la mia rinuncia di peso. dietro la lasciva promessa di certezza e perplessa complicità. i modi aggressivi di vivere la vita. e i modi digressivi della tua intimità. i pochi momenti felici. la propria insinsibilità riconosciuta per strada. senza salutarla ma solo sputandole contro. le delusioni con le mattonelle staccate&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3900220516861517339?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3900220516861517339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3900220516861517339' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3900220516861517339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3900220516861517339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/raggomitolato-sul-tetto-con-il-mal-di.html' title='raggomitolarsi reciprocamente gli organi sul tetto nonostante il mal di festa rinnovato'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-1273579838538623134</id><published>2009-03-08T23:00:00.007+01:00</published><updated>2009-03-09T10:53:14.213+01:00</updated><title type='text'>"m-ai come-te" e "l'esame di realtà"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;conto tutti i nidi da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;vicenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; a casa. sugli alberi affianco all'autostrada. con quei segnali che non cambiano direzione e opinione. tutte le centinaia di migliaia di frasi e parole dimenticate. la neve e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;alles&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sehen&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. tutti quei sorrisi contraffatti. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;controfattuali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. quando dormiamo piano dentro la macchina. incidendo piano sui nostri profili e sulle nostre proprietà impersonali. come per disincanto. la periferia della campagna emiliana. il profilo delle fabbriche di domenica. il plausibile manipolato dalle tue mani sottili. &lt;span class="testo"&gt;c'era tutto un programma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fottuto&lt;/span&gt; che non abbiamo avverato&lt;/span&gt;.   viaggi negli stati che non sappiamo essere falliti.  portami a casa tra le tue braccia e fotografa l'atomo di quell'attimo. immersi nella nostra storia con un finale schizofrenico. gli assaggi e i massaggi interiori. integrali. i tempi lunghi. la messa a fuoco. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;tommaso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che non è più a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;new&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;york&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. i battiti irregolari, senza  il tuo permesso di soggiorno. ti ho mangiato piano e non hai detto niente di particolarmente casto. come quando fuori non piove e mi sfiori la bassa impressione di gennaio. con tutte quelle pagine strappate. tutti quei fiori decaduti anche se non li avevamo nemmeno colti con gli occhi. le urla. le nebbia silenziosa che si raggela dentro i nostri respiri. i colori tramontati e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;rimini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; abbandonata. i racconti di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;venticinqueannifa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; senza nostalgia. le cose che non saprò mai e non alzi nemmeno gli occhi. i battiti quotidiani. il trapano che mi hai messo sulla gola. senza farci girare a vuoto niente, nemmeno gli occhi. gli arcobaleni incatenati. che sono un po' come noi e [   ]. ma non mi rialzi mai quando mi anneghi. tutti quegli omicidi. gli occhi prefabbricati. le inopportunità. le righe false. le depressioni incurabili della nostra penisola interiore. i ritorni infiammabili&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-1273579838538623134?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/1273579838538623134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=1273579838538623134' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1273579838538623134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1273579838538623134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/03/mai-come-te.html' title='&quot;m-ai come-te&quot; e &quot;l&apos;esame di realtà&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2469162809033630270</id><published>2009-02-27T11:17:00.004+01:00</published><updated>2009-03-08T23:36:37.872+01:00</updated><title type='text'>l'egoismo stellare ed un caffè</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;parli con la bocca piena di bugie indolori. ed è inutile che cerci di riscaldarti, non vedi che ancora tremi? non vedi che ancora tenti di capire? e lasciavi che i granchi mi camminassero sul viso nonostante gli aquiloni suicidi sui fili del telefono. o della luce. e ti metti i &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;tappi&lt;/span&gt; nelle orecchie per leggere in corridoio, con i tuoi mille sorrisi. mi hai fatto aprire le finestre, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;hai&lt;/span&gt; posticipato le tende. le nostre notti americane senza ricordarsi il nome. con quell'idea precisa che è rimasta a nuotare nella mia stanza per una settimana. con gli &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;aeroplani&lt;/span&gt; di carta mi dicevi di non andare. vienimi a trovare, vienimi a ritrovare. mi piace non parlare con te, mi piace strapparti le parole con la bocca. senza che tu ti copra i lividi con le risate artefatte. con gli aiuti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;disumanitari&lt;/span&gt; dei dissidenti statali. le tue ali spezzate. i bambini sulla luna a giocare. tu che ti perdi nel mare dopo che si sono rotti i miei rami. le fiabe naufragate. sulle tue costole frastagliate a picco sul mare di nebbia che s'addormenta vicino a noi. l'erba secca nei modi ridicoli di chiedere ancora in prestito delle scuse. le settimane di marea e il tuo silenzio indivisibile nella tua semplicità. i sacchi svuotati del tempo. le radici strappate di corsa per cambiare le cose. per cambiare le case. per caso, di notte. l'amore fatto per un modo ridicolo di dire. l'amore strafatto. di notte a rigonfiare le nostre ammaccature. a riparare la mente. da tutta questa pioggia che ci distingue. da tutta questa pena con i vestiti puliti e disinfettati. senza le discariche elettriche. sono stato fuori. di bugie per non dirmi delle sorprese. di te che ti svegli con una clessidra. i vestiti nuovi con le vecchie canzoni della memoria. non mi hanno trattato. non hanno contrattato. non hanno &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;contrattaccato&lt;/span&gt;. svieni &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;dopo&lt;/span&gt; cena e ti svegli a pranzo. che tieni lo stereo in balcone. hai gli occhi ancora fuoristrada e mi chiedi di ballare. con quegli occhi incidentati. come i miei sogni letteralmente rincorrenti. le sorprese appese. con le nostre constatazioni amichevoli. e l'amore evaso, non dichiarato. baciato dalla sfortuna. ricordati. che non ti voglio male. e piango mentre ti bacio ma tu non lo vedi. ok, non gioco. il mio trapianto rigettato. non ti rivesti mai. non ti reinvesti mai. non ti rivedi alla prima mattina nei tuoi gruppi sanguinanti. i tuoi agenti patetici. e ti viene da vomitare di fronte a tutto questo sconfinato tacere. davanti a questo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sopravvivere&lt;/span&gt; delle nostre speranze. con le mani pulite. con i vetri che volano &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;dentro&lt;/span&gt; gli occhi. per vederci meglio, nel vapore di quest'aria vivibile con te. solo con te. per le tue manifestazioni offensive. per tutte quelle mie parole avanzate per cena. e te le do domani a colazione. l'esaurimento nervoso delle nostre scorte di antigelo. nei corti circuiti di questa vita dimezzata. dimenticata in una cella di massima insicurezza con il regime indurito. che proliferano le tue commiserate assenze. contate. scontate. da &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;scontare&lt;/span&gt; tra il buio delle coperte allentate dalla mia &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;evasione&lt;/span&gt; le assicurazioni troppo rassicuranti dei nostri convenevoli. non molto convincenti nelle nostre dissociazioni mentali. hai anticipato le stagioni con la bocca piena di appagate liturgie. le bombe prima del mattino non hanno svegliato nessuno, nemmeno i matti da rilegare. i tuoi occhi in bianco e nero. e c'è un solo tipo di vento nei vecchi film. e ci siamo visti tutti i 179 giorni di pioggia di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;lisbona&lt;/span&gt;, la sua freschezza e le sue identiche 12 ore. non le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;nostre&lt;/span&gt; 13 alla ricerca di quella carta che paradossalmente attestasse la nostra scarna identità commerciale. esportata. deportata all'ospedale che confinava con quel parco magnificamente innocente. senza nemmeno un'ombra. mentre noi le cercavamo. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Sugar&lt;/span&gt; è stata gentile, ci ha fatto concepire il fantastico. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Mittwoch&lt;/span&gt;, "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;winding&lt;/span&gt; up". e molte cose sono state finite di stampare oltre a noi in quel fottuto giorno allagato dai troppi ricordi macchiati di dentifricio. "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;live&lt;/span&gt; rock-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;like&lt;/span&gt;". dei nostri subaffitti alcolizzati cantano migliaia di persone. e mi andrò a perdere a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;roma&lt;/span&gt;. entrando dalla porta sbagliata. l'egoismo sterile delle nostre militanze ossidate. e delle &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;molte&lt;/span&gt; altre ossigenate. nella nostra stanza iperbarica senza il letto. le nostre fotografie coincidenti. con tanti incidenti. e poche confessioni. poche anime contraffatte. le ferite superficiali. e quelle ragionate. le ustioni all'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;ultimo&lt;/span&gt; grado di ingiustizia. le visioni insonni. i film che non sono abbastanza per non morire. quelli che muoiono dal ridere. i quaderni abbandonati per un'agenda scaduta. ma non scadente. la mia affermata inutilità. le nostre libertà &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;incondizionate&lt;/span&gt; ancora. e gennaio s'è portato via la sua raccolta indifferente di crampi e colori. e dolori. le miei paure stucchevoli. dentro una tazza nuova. rinnovata. rimossa. per le tue contraddizioni. le tue controindicazioni da chi sa cosa è meglio per tutti e non per sé&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2469162809033630270?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2469162809033630270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2469162809033630270' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2469162809033630270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2469162809033630270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/legoismo-stellare-ed-un-caffe.html' title='l&apos;egoismo stellare ed un caffè'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2417314307411654621</id><published>2009-02-25T11:37:00.005+01:00</published><updated>2009-02-25T16:31:00.582+01:00</updated><title type='text'>e l'inverno forzato, senza mai ritrovarsi ne "le spade vendute"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;con la bulimia interiore e la musica pronta per un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cd&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; senza destinatario. ti saresti tagliata anche tu con il mio rasoio. e cerco il vuoto che mi concedi ogni volta che parliamo dentro la mia casa senza specchi. né aghi. con il silenzio di quella musica da adottare ti scrivo che niente di questo è vero, ma tu non vuoi sentire questa radio spenta. "e così sempre sarà". fino al giorno in cui non pagherò la bolletta. ed è bello presentarsi di nuovo, conoscersi di nuovo come se non ci fossimo mai visti prima in faccia. e l'alienazione della nullafacenza che diventa una colpa. con i pugni aperti che chiudono molte strade in cui scappavamo ad occhi sbarrati. senza più il petrolio e le risate da dimenticare iniziano le ronde legalizzate nel cuore e nella testa. disarmati. e scappo io per non rincorrerti. cadere dalla finestra &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt; ti &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sei&lt;/span&gt; rilassato per un secondo di più. conoscerti come se non mi avessi mai sondato l'anima e tutte quelle guerre per i pozzi petroliferi nei nostri petti fossero state solo delle prove. delle brutte copie di noi. nonostante i prezzi del grigio precipitino come noi. l'abbraccio più caldo e grande l'ho ricevuto quando mi sono affacciato con un freddo che non è mia stato di casa mia. e non mi accorgevo nemmeno che le persone uscissero dalla stanza. i sensi di discolpa al centro della tavole, come fossero i fiori che abbiamo rubato a tutti. senza volerlo mi sono addormentato, finalmente. e giudicami senza mettere le mani dietro la schiena, senza chiudere gli occhi o urlare, solo per non sentirmi. chiusa sottochiave nel letto ancora freddo e nelle tue nuvole di cartapesta. e le tue finestre disegnate nel muro, come fossero poster &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;contro&lt;/span&gt; la cecità passiva. per noi, che da sempre siamo stati contro le bruciature. anche se ora abbiamo un po' più caldo. e ci siamo abbandonati mentre demolivano le nostre città invisibili. con la tosse mentre leggi piangendo. "Cattedrali e Allegorie si fondano...anche quando poi siano magmatiche, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;sproporzionate&lt;/span&gt; e abnormi", "non è un poema sulla dissociazione. al contrario questo è il poema sull'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;ossessione&lt;/span&gt; dell'identità e, insieme, della sua frantumazione", "non c'è niente di più 'allucinatorio' del 'verificarsi', in atto, di qualcosa che si era prevista e descritta come...possibilità". non c'è niente di nero nelle tue indocili carezze. da combattimento. da combattente sconfitta e sconfinata. per ridere ci dobbiamo trasferire senza affittarci reciprocamente&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2417314307411654621?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2417314307411654621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2417314307411654621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2417314307411654621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2417314307411654621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/e-linverno-forzato-senza-mai-ritrovarsi.html' title='e l&apos;inverno forzato, senza mai ritrovarsi ne &quot;le spade vendute&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-804276212154106279</id><published>2009-02-22T17:34:00.012+01:00</published><updated>2009-02-22T23:50:59.145+01:00</updated><title type='text'>ti sei sciolta nella notte più fredda dell'anno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;le chiamate senza risposta alle statue che hanno i tarli, gli stessi del tuo stomaco. le gomme consumate, come noi. e le modeste stesse sere. che deludono. i sentimenti razionati e la voglia che sorpassa. e quell'identico nodo scorsoio che vorrei ogni mattina per me. a voi lascio il coro. "per la sua dentro la mia fantasia". il fragore del nostro naufragare sulle spiagge aride degli specchi e la notte più fredda dell'anno. il vino versato in fondo a destra sulla pagina bianca come i tuoi occhi che si sono voltati. con un calcio. i tuoi amori e odori. nei discorsi impegnati, impregnati. le nostre riunioni per gli arcobaleni. i film vaporosi e appiattiti. sotto il tuo vuoto. sottovuoto dentro di te. disfare l'amore al mattino. evadi le tue frani reali. i brutti sogni condivisi. le varie dimostrazioni illogiche e le tante possibilità. nelle ombre non ci accompagna niente. ma si muove nel disordine ipocondriaco. e quando conoscerò la musica necessaria per partire. e fa paura fuori di casa tutto quel gelo. che la ragione di me sta in un titolo solo. dismessa nel primo posto inutile. i nostri anni senza regali. senza annegarli nella assolata bontà. l'apertura verso la fangosa morte dei desideri &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;biodegenerati&lt;/span&gt;. i premi delle critiche. le cose che non sono solo di una vita sperimentale. senza le impressioni del caso di cronaca ci siamo raccontati. e dieci minuti dopo la luce non era più la stessa. e piantarci nei posti più umidi. a far decrescere le considerazioni postdatate. le valigie estorte. le radure delle calamità. i freni demoliti per accarezzarci. mille fiori uguali in un solo minuto, ci si bagna i piedi. si confonde il cielo con te. con i nostri discount che sognano una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;california&lt;/span&gt; da derubare. e le andremo a violare. a volare sopra tutti quegli incendi esportabili. con gli appuntamenti in piscina a spiegarmi che esistono diversi tipi di omicidio. e molta gente non sa nemmeno di essere colpevole. l'effetto collaterale e &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;allora&lt;/span&gt; toccava regalarsi la noia incartata con le piume sporche. con i nostri teatri vuoti e le crisi dell'ecologia. dei nostri reparti di rianimazione. e l'eutanasia delle tue foglie strappate dal geloso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;freddo nei&lt;/span&gt; discorsi impiegati e spiegati. o ti fai o ci sei. ti fai aria  e sorpresa. nei quadri politico familiari della nostra età. affogati nei giardini  rotti e in discesa di mirò. della nostra artificiosità. che non c'è più la volontà di diventare reali come la tua assenza di ieri. come la tua artificiosità molesta, modesta, maldestra. come la tua maglietta finita e sfilata. le esigenze pubblicitarie di alcune scuse. nelle grandi firme di firmamenti nei tuoi occhi chiusi. la tua maglia di aspirina. il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;cd&lt;/span&gt; della nuova primavera consumata. consolidata nei nostri silenzi ostili anche se stilizzati. non ti sei mai avvistata. non ti hanno mai perquisito il cuore. una casa occupata per scopare. le malattie atmosferiche e dell'altro tempo perduto. le parole chiave del cuore. le parole senza risposta ma solo con l'eco sorda, assordante. ti sei sciolta, mi hai preso e sei andata via sulle scale appese. non sono tuoi quei fiori. e ci sono chiamate che non hanno risposte decenti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-804276212154106279?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/804276212154106279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=804276212154106279' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/804276212154106279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/804276212154106279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/ti-sei-sciolta-nella-notte-piu-fredda.html' title='ti sei sciolta nella notte più fredda dell&apos;anno'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2665681655251175124</id><published>2009-02-20T12:24:00.008+01:00</published><updated>2009-02-22T18:11:58.734+01:00</updated><title type='text'>una canzone alla fine ci ha salvati ( i pensieri sottoripagati )</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;non rimani sotto la valanga di grazia. e ci rimango io a pensare. a passare rassegnato ogni momento di nostalgia divincolata. le promesse e le bugie pesanti. le carezze sotto i sogni. ogni volta che tornavi fradicia di sete. ogni &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;volta&lt;/span&gt; che mi dividevi gli occhi a metà. e corri senza sapere e senza pensare. le giornate senza ore. come quando hai cercato di capire dove morissero le mie paure. come se avessi lasciato appesantite le tue riserve cardiache. l'innocenza delle mani sparse sul mio corsivo. e non "sei innocente quando sogni". quando segni ancora le pagine riciclate. e niente di tutto quello che è stato rimane sul tetto vicino&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;°°°&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ti osservi come se nessuno ti possa vedere dentro questa tua perplessità. scorrendo via tra i fili di questo prato sincero che abbiamo calpestato. perdi il tempo che avevi guadagnato e hai troppa fiducia nel vincere con il silenzio di crema e cenere. con le tue operazioni rassegnate e ostinate, insomma, che hanno gli stessi identici occhi e portano gli stessi vestiti da giorni. che sono stati molto sudati. con le parole e le paure tutte confusamente uguali. non credi più alla stabilità antisismica nel nostro abbraccio scavato. che andava e arrivava a sondare le nostre polveri più nascoste. sottili come te. con tutto quello che fuggiva alle nostre spietate radiografie settimanali. è che credere ancora che quello spazio disabitato potesse fiorire è stato superficiale. e non c'è la &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;colpa&lt;/span&gt; del vivere a metà con una precisa meta. come quando i nostri sogni ci licenziavano, che sono in crisi anche le nostre mediocrità. nonostante il contratto a tempo indeterminato. le tue bilance sentimentali e le mie manie si ritrovano ad essere solamente intercostali, nella calma apparente che questi giorni già sciolti preservano. nella mia impudicizia esistenziale. con il pessimismo che disegnava e colonizzava le galassie più &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;lontane&lt;/span&gt; che avevano già tutte la porta socchiusa. il principio dell'attendere invano. gli autori dei nostri richiami lontani. le fughe di caos e delle sue teorie soppesate. con la complicità della vita. nella sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;complicatezza&lt;/span&gt;. ti osservi e osservi tu, come se nessuno ti possa sfiorare. le nostre conversazioni con il reciproco credito esaurito. mente pensavi lentamente a quelle possibilità boicottate, barattate per un po' di fame. in quei luoghi che erano centri d'accoglienza e avevano già il fuoco, ma meno giustificato, delle nostre identificazioni. le onde anomale e animali. le osservazioni mai accolte. come noi che disertavamo le occupazioni esteriori. rasentandole e radendole in quel suolo fossilizzato nella nostra testa affittata. senza lavorarci nemmeno troppo abbiamo liberato tutti quei fiori cancerogeni che gli altri continuano a comprare nel giorno della morte dei nostri signori. dei nostri amori a rate, nella rete, nei reticolati, nei labirinti minati delle infinite colazioni insonorizzate &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2665681655251175124?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2665681655251175124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2665681655251175124' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2665681655251175124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2665681655251175124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/una-canzone-alla-fine-ci-ha-salvati.html' title='una canzone alla fine ci ha salvati ( i pensieri sottoripagati )'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2348872088093920080</id><published>2009-02-16T18:43:00.005+01:00</published><updated>2009-02-17T09:14:13.045+01:00</updated><title type='text'>"... perchè la tua felicità ha avuto un prezzo: la mia"</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;e non è crollato nessuno palazzo. non c'è stato bisogno dei rifugi. delle mie gomme. e ti copri la bocca ogni volta che ridi. ed è come un sabotaggio per il lago salato che ti gira nella testa. che è degenerato nella sabbia che piove da questo cielo coperto di gelato. e ti ricordi di partire e respirare contemporaneamente, mentre urlavi tutto quello che non avevo urtato. non oso piangere mentre tramonti e mi dici che tutte le pistole liguri non erano poi così male. e ti metti a ridere quando te lo racconto &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2348872088093920080?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2348872088093920080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2348872088093920080' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2348872088093920080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2348872088093920080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/perche-fondamentalmente-la-tua-felicita.html' title='&quot;... perchè la tua felicità ha avuto un prezzo: la mia&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3843680881934424682</id><published>2009-02-16T13:07:00.004+01:00</published><updated>2009-10-23T18:23:31.061+02:00</updated><title type='text'>mettere il segnalibro nell'atlante astronomico</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;perché i capitoli sono troppo profondi. e lunghi. come le corde dei tuoi pensieri e le catene di certe tue frasi. avrei voluto correrti incontro con i piedi ancora intorpiditi e infatti poi mi hai salutato solo per decenza. ma andrò ad espatriare tutto e tutti. pettinarsi il cervello. mi dai spazio solo per farmi incastrare ancora di più mentre parcheggio nella tua testa. la gravidanza sentimentale con uno stato decisamente disinteressato. ma poi prendi le pinze e inizi a smontare tutti i limiti invalicabili che hai sotto al petto, così, senza farmene nemmeno accorgere, in due minuti di silenzio. ma colloquiale. esci e vorresti passare dal tetto, anzi, se non si fosse trasferito l'artico sul balcone, vorresti anche cenare fuori. come due eschimesi. nonostante sia impossibile decifrare il freddo. dare un premio di sopravvivenza a quello più forte. se quello atmosferico o quello della nostra atmosfera. rincalzi sulle foto sparse sul muro. prendi tutte le linee aeree disegnate nel cielo e te le leghi al polso, una per colore. così non cadi. e non cedi alle tue pretese. alle mie ore spese a rincorrerti dentro questa idea che non riesce ad avere una rima. ma poi basta il vino in questa nostra&lt;em&gt;&lt;/em&gt; acciaieria. in una cascata del nostro centro siderurgico. in un tornado della nostra emotività in ricaduta. mi dai una mano a non dimagrire dentro. a non perdere la faccia per strada. abbiamo fatto un cesto nel letto. e poi non giri la pagina mentre stavamo leggendo, solo perché vedi le ombre dentro i miei occhi. ma sbagliavi. senza il sole e le cartoline non ci sono ombre. mi hai preso letteralmente in giro, per caso, per strada, per mano. ma poi alle 4 cadono le nuvole e cresce il bianco cotone sopra tutti i tetti e tu voli via prima ancora che finisca la canzone. non ti volti solo perché te lo chiedo io &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3843680881934424682?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3843680881934424682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3843680881934424682' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3843680881934424682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3843680881934424682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/mettere-il-segnalibro-nellaltante.html' title='mettere il segnalibro nell&apos;atlante astronomico'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3559408666254465412</id><published>2009-02-13T19:18:00.006+01:00</published><updated>2009-10-23T18:29:59.045+02:00</updated><title type='text'>la nemesi dell'inverno</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;la tua faccia trasfigurata dai colori mi sussurrava parole di carta. con le foglie secche che ci pettinavano i capelli. ballando senza la paura che ci portasse via il vento. nevica ma è come se non ci fossi. la solitudine matrimoniale con le lenzuola sporche. e il caldo lasciato nel letto per non dimenticarsi di dormire svegli. e siamo un po' come il cielo in quei due minuti, a metà nero e metà bianco. io da una parte e tu dall'altra del vetro. io che poi curiosamente avevo la mia faccia riflessa sul tuo corpo attraverso lo scuro della tua &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;camicetta&lt;/span&gt;. e poi ancor più curiosamente te la sei tolta. dicendo che mi odiavi, mi hai baciato in silenzio. solo il sole lottava seduto sul letto. solo qualcosa da dire per non credermi più. come una risata drogata. e tutti i quadri che leggo tra le pagine. di una vita nella vita, paradossalmente come quando mi chiamavi per dirmi che pioveva. solo nel tempo della tua bella calligrafia sentimentale. con le mie pagine strappate di corsa per non sporcare. e poi ritorno ad allungare il dito contro il vetro per chiedere il tuo. mentre dormono tutti e nessuno lo sa. mi telefoni come se non fossi io e suggerirmi qualche errore. con le tasche strappate e la nuova anima dominante. è solo che marceranno anche dentro casa e noi andremo a vivere un po' più lontano. con il cuore scaduto per poter sopportare ancora in silenzio seduto sul ponte. con le poesie del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;sudamerica&lt;/span&gt; e quelle della stazione. con la paure di reagire ad un ricordo mi aiuti a non affogare, senza nemmeno avere un nome. nel cielo, come un pomeriggio non mio, sei caduta senza volerlo. con la rabbia ancora nelle vene che ti si sono strette abbracciando il cuore. stesa sul trampolino d'argento nel parco sopra il centro. sei rimasta incastrata tra le nuvole e hai paura di cadere. accarezzando l'erba bagnata come te, hai cantato per tutta la notte e mi parlavi del tuo carcere di sconfitte. inconfessabili bugie e alterità. hai pianto quando hai saputo che non c'era bisogno di rimanere per scappare. hai strappato i miei occhi e ti sei lasciata andare a tutte le recriminazioni che raccoglievi per strada. e non erano le solite sere a mancarti. non erano i vecchi giochi con le farfalle. volevi solo correre dentro un orologio dove il latte non aveva scadenza. ma poi ti sei tagliata di nuovo con le stesse parole arrugginite. guardandomi sempre con gli stessi occhi persuasi di vivere. altrove. sempre stesa hai perso quella consapevolezza del tempo che ti rendeva immune alle risposte, che le vestivi come a natale, piene d'odio e di certezza. hai spento il telefono per non dirmelo, perché così mi sarebbe stato più semplice sopportarti. la casa era bianca dentro, di più con il sole sincero. di più se io ti vedevo. ridevamo delle risate ostacolando così i nostri ricordi scalzi. riscaldando così solo il tiepido bicchiere da cui ci bevevano dentro. con il fogli pieni di disegni alfabetici. con te che piangevi quando pioveva e così mi telefonavi per ricordarmelo. con le tue perplessità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;autocelebrative&lt;/span&gt; e non te ne rendevi conto. non mutavi ma non conservavi nulla. non immolavi nient'altro che petali s-canditi. avari di possibilità e canzoni. il vetro non l'ho ancora cambiato, anche se mi ci hai tirato contro tutta la scatola. è come vivere per la strada, morire né di caldo né di freddo. ma affogato in quelle cose ancora sperse dentro me e sul divano. non scappi nemmeno. come se tutto questo fosse vero. e non hai perso nemmeno le ultime due ossa. anche se ti è rimasto il vestito rosso sul tavolo. e i corridoi si stringevano pieni di quei giorni caldi e spogliati. ti rincorrevo nelle pene del paradiso solo per spezzarti ancora. impazzito in due voci che parlavano come una. e poi mi calmavo alla sera sotto l'alluvione. venivi con me camminando sul bordo della pagina. divertiti da quell'insonnia che ci aveva contagiato. e se non hai una casa io non abito più dentro quegli occhi bianchi e piccoli, sono rimasto nei tuoi vestiti in mezzo alle lenzuola pulite. anche se non sai niente di me mi hai stretto la mano forte, come se stessi cadendo dal tuo cuore. e poi sembrava che si fosse spostato il sole sul tuo viso. la tua voce come un mare splendido, tutto piatto. e pulito come il gesso attorno al cuore mio. dedicato e odiato, muto e ateo. e il tuo corpo come una sola carezza. e mi dispiace che alla fine non c'era nessuno dentro il soffitto crollato dell'inverno scarcerato. e allunghi invece la mano sul fiore che si è consumato sul davanzale e sulle parole che ormai sono sbocciate solo molti giorni fa. non dovevi piangere per quel muto tramonto bagnato, incastonato negli occhi di dicembre. non dovevi distinguere tra l'amore e un perché ben radicato. dovevi solo guardarmi mentre parlavo di giugno con nessuno. e mi ha riempito gli occhi di adesivi colorati prima di vendermi le mani in disgelo. " e non sarai mai un'emozione da poco" &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3559408666254465412?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3559408666254465412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3559408666254465412' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3559408666254465412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3559408666254465412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/la-nemesi-dellinverno.html' title='la nemesi dell&apos;inverno'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3307484246562481747</id><published>2009-02-08T17:16:00.003+01:00</published><updated>2009-02-08T17:26:37.638+01:00</updated><title type='text'>e aggiungevi altre nuvole</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;(sentire l'odore del sangue ancora tre volte. essere libero a casa. pochi i titoli seduti. come il 2 senza traslochi)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a quelle che già correvano sopra la luna quasi piena. seduta sull'altalena abbandonata impazzivi. con la ragione persa negli alberi secchi che facevano a rissa. il fiore della solitudine senza mezzi termini. le frasi scorrette da farti correre incontro. gli errori bocciati a settembre e non smettevano di suonare. sotto la tua spada. le parole di miele e la pubblicità sospesa. il senso perso nella discarica si sacrifica alla curiosità di ritrovare un nome. con poche parole affogate ancora, nel freddo che singhiozza in una rete. senza nemmeno la rottamazione&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3307484246562481747?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3307484246562481747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3307484246562481747' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3307484246562481747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3307484246562481747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/e-aggiungevi-altre-nuvole.html' title='e aggiungevi altre nuvole'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2250222776027808502</id><published>2009-02-06T17:20:00.006+01:00</published><updated>2009-02-07T03:30:01.547+01:00</updated><title type='text'>i sentimenti estradabili, leggero e profumato come il petalo suicida</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;l'unico bel ricordo rimasto. seduti di fronte alla nebbia che saliva e appassiva sulle case e nelle famiglie scolpite. le persone con gli occhi vuoti che escono di sera per perdersi dentro alle fogne. i tuoi pensieri disinfettanti che regalavano fiori chimici. senza le formule. i tuoi regali disinfettati che non si perdevano con il freddo dalla finestra. e le fughe anticipate e quelle postdatate. e ti asciughi le lacrime ogni volta dopo "Atti Impuri". con tutte le conseguenze non necessarie. le 11 torri gemelle giornaliere e silenziose. il ricordo spremuto fino al seme marcio. fino all'osso che è il tuo nuovo professore. il vento freddo che rapisce il tuo caldo parassitario. dentro le piume le rapine. il silenzio senza nome. il silenzio in fuga. e non si muore di domenica. e chi sa come sarebbero i pomeriggi sparsi in piazza. e poi che genere di domande fantastiche. senza senso contrario. demolire la giustizia delle lacrime. i capitoli sprovveduti e i giochi rotti. le nostre domande appese nel cielo terso. e margherita non ha smesso di avere paura del buio ma cammina a piedi scalzi. e parla mille lingue straniere con gli occhi. e scappano le formiche anche se non vuoi parlare e io mi ostino a non ricordare. con il detersivo di traverso. il mio bisnonno ci chiamava la mia bisnonna. e mio padre ci chiamava mia madre, speravo avesse fortuna migliore con noi. il profumo che merita. le nostre attenuanti che fanno solo ridere gli altri. sopravvivere e soprassedere. segnando le canzoni con il petrolio blu. e fantasmi della pioggia che rapinano i giorni. con quei regali che sono rimasti disinfettati ti cerco solo dentro, dove non piove come a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;padova&lt;/span&gt;. il silenzio della fuga di gas. mi metti di piacevole rumore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2250222776027808502?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2250222776027808502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2250222776027808502' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2250222776027808502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2250222776027808502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/02/i-sentimenti-estradabili.html' title='i sentimenti estradabili, leggero e profumato come il petalo suicida'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8932724897647499504</id><published>2009-01-31T18:29:00.008+01:00</published><updated>2009-01-31T22:46:36.286+01:00</updated><title type='text'>e impazzirò solo alla sera, dopo quella mattina in cui mi sarò svegliato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;da ora che mi addormento solo per te. i pensieri umidi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;enkefalina&lt;/span&gt;. dentro una stanza di libri ancora bianchi. con le dita rotte e la testa bollente. con la voce rauca e i quintali di stucco. fra anni. con i tuoi occhi silenziosi e chiari, morbidi come una poesia per bambini. la mia passione. finalmente accesi. non sarà un sonno profondo, ogni tanto litigherò con i vestiti che da anni indosso. non brucerò i vecchi libri. e tutte le volte che mi hai regalato una fetta di mondo confezionata e con il prezzo coperto. e ti sei coperta il prezzo anche sul cuore. le tue poche ricette. ma non sono mai andato così a fondo nel comprenderti, almeno fino ad ora. con degli occhi laici ti ho fatto un rosario con la corda nera e una matematica tutta nuova. e non uscirò da questa vita come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Giusy&lt;/span&gt; da quella del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;postoristoro&lt;/span&gt;.  almeno finché non sarà un po' meglio. nel mare di cera profumata lancerò tutti i sassi che trovo, fino a rendere il panorama della casa che non abbiamo mai avuto, un prato quasi finto. finto ma solo per tutti quelli che non lo credono possibile sbattendo e scarnificandosi gli occhi nel proprio orologio. scriverò solo "grazie", alla fine dell'ultimo. anche se non mi sembrerà ancora abbastanza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8932724897647499504?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8932724897647499504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8932724897647499504' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8932724897647499504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8932724897647499504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/e-impazziro-solo-alla-sera-dopo-quella.html' title='e impazzirò solo alla sera, dopo quella mattina in cui mi sarò svegliato'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5546342657753780272</id><published>2009-01-30T13:58:00.010+01:00</published><updated>2009-02-01T12:38:28.695+01:00</updated><title type='text'>182727 volte ancora senza la disumana debolezza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;con te che scappi a cercare l'ombra sotto l'albero secco della collina di fronte. che scappi da me che sono uno spacciatore di buone intenzioni. e sentenze. da noi che andavamo a sputare sulle valigie al porto con la testa rotta dall'aerosol delle cisterne. con le nostre valigie egoiste di venezia. il letto che si ribaltava dopo una camomilla. il vuoto apparente delle case che vedevi ti ruggiva negli occhi. "avremo solo quello che ci lasciano". e sorridi piano. con i pensieri asettici e la maleducazione urtata al parco. urlata contro l'assicurazione dell'emotività passiva. e appassita. i miei colori opachi della prima mattina. con la nebbia che sfumava il rosso in rosa e ti faceva cagare. le rincorse e gli armistizi interiori. rivalutare lo zoo con il cellulare spento. l'odio commisurato alla radio. il tempo che non torna nemmeno a deriderti. le ginocchia graffiate. con tante risposte. l'ordine dei tetti di tutte le altre case tranne quello del mio nel tuo stomaco. e mi dicono che  è possibile "fottersi per sempre senza prendersi a calci l'anima". il colore esterno ed esistenziale delle matite colorate he coincide con quello dei ricordi. il sole ostinato che ti faceva spogliare. il sale dolce che mi copriva in silenzio e non te ne accorgevi. con il mio mutismo abbagliante. non riesco ad aiutare la luna. il cielo tagliato male che mi faceva diventare cieco per una notte. il buio del ricordo appannato. e quando piangevi ti mettevo sotto le guance la borsa dell'acqua calda. le statue che puzzano. e chi sa chi sei. con il ghiaccio che si sporca se ci cammini sopra per un'ora. o per una vita intera. il ghiaccio sciolto che scola via dal petto fino al deserto dove sono approdato. approvato per quello che non sono e non dovrei essere. le nuvole che non sono nuvole, il caldo non caldo, il tempo indigeribile. dentro la claustrofobia sentimentale dell'amore ci siamo rotolati come se la primavera avesse conquistato tutte le stagioni e le tue ragioni. le stazioni. bello ma imperfetto con le file di alberi troppo dritte e i fiori troppo colorati di sventura. le mie visioni che sono rimaste ubriache nonostante tutto. con il mal di festa "lontano lontano" senza troppi lividi e brividi nella testa. tu che grattavi via il cielo dai ricordi troppi pesanti. dentro gli attacchi disarmati del panico. nella crisi, le spazzole in cassadisintegrazione. il mal di stomaco avvitato bene dall'insonnia. i sonniferi che conquistano silenziosamente le guerre fredde dei nostri occhi. poi tiepide e poi calde. come la messa. e sembra che pregavo in pulmann a cantare. dove ho pianto il sole che si profumava con il tabacco. con la nave persa e la mano stretta. con l'argento sciolto ogni volta che chiudo gli occhi. le curve sconosciute prese a fari spenti. i sogni avvelenati. e gli sgravi troppo fiscali di certe scuse sbiadite al sole monopolizzato di gennaio. i tagli della luce. con i vicoli stretti al collo. al collaudo dei fiumi in piedi e dei prati imbiancati come la vaniglia esteriore di un mattino di torta. di storta. distorta come la madonna di mattia. hai tentato di accarezzare le mie piume ideali. i pacchetti schiacciati dalla noncuranza. e cerco ostinatamente la sua risposta in un quadro con la malattia del vuoto, che è incomprensibile come un gioco di bambini. riuscendo a credere che le nuvole possano andare in un posto migliore se chiudi solo gli occhi. le confessioni leggere sotto l'ombra dell'aquilone affogato nel tamigi. perso nell'indeterminatezza dei ritorni, mi dispiace per le foglie ancora buone ma cadute nonostante risuoni l'iraq. "afferrato da una vita a lui estranea".  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;niez ue&lt;/span&gt;, con "l'amore che strappa i capelli"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5546342657753780272?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5546342657753780272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5546342657753780272' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5546342657753780272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5546342657753780272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/182727-volte-ancora-senza-la-disumana.html' title='182727 volte ancora senza la disumana debolezza'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-619168681893494661</id><published>2009-01-24T21:54:00.004+01:00</published><updated>2009-01-31T23:23:24.264+01:00</updated><title type='text'>il treno bello in senso politico e la testa di una croce</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;annachiara&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e le carte dei gatti. con i fiocchi. gli elefanti colorati e i castelli neri. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;elena&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che rimane seduta sulla sua enorme sedia. con la testa nuova che si esalta dagli spalti sconfitti. mettersi all'indietro dentro mercoledì. prendere qualcosa dentro il tuo cuore. prendere in prestito l'aria sulla testa. e non rendo più. non mi disarmo nemmeno di domenica. con la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;drum&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; n &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;bass&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; dentro la clessidra e i biscotti. il cielo che è come il tuo. il disegno esplosivo della luna, il nostro giorno preferito. il nostro gioco che arriva subito. il mare delle tue domande non affrontate. e mi presento con un palloncino colorato. anche se dici che non hai bisogno dei coriandoli dentro i tuoi pugni. i momenti alterni con &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;riccardo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sotto il ponte. che non basta più il tempo a luigi, corre ancora via a non morire nell'aria di settembre. voliamo a febbraio come una palla nuova. il topo nero del non amore nell'intestino. le lacrime vergini. e tu che passi ostinata l'aspirapolvere nel deserto delle notti festive, ma ubriache. vomiti in autostrada e ci ridi sopra. il salto del corridoio. il sentimento emostatico che ci piange addosso tutta la vernice candeggiante possibile. il freddo che è un boia mascherato. l'astinenza dal cemento ti ha impedito di credere alle favole dietro casa. le siringhe disincantate piene di aria complessata. complicata dalle rivolte dei centri che tengono il punto. combatti per strada fino all'&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;aeroporto&lt;/span&gt; con l'aereo che salpa dritto dentro la galleria scavata dentro le vene. le sfortune superstiziose che invadono la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; piene di gin. apprezzando il pericolo mi siedo vicino alle tue fotografie silenziose e incantate. e sussurro alla pioggia, stretto al vetro opaco, le tue malinconie alcoliche. ti dimentichi di ridere quando l'aquilone crolla nell'acqua. piangi bene dentro la foglia che è caduta. i prospetti del carattere assuefatto. e la mandi giù facilmente ma non ti ritrovi più come prima. i saluti pleonastici. le tue corone gialle. i fiori secchi ma che non arrotoli. i messaggi dentro le bottiglie piene ma ancora per poco.  le colline superate in un pomeriggio regalano un'età da godere seduti al bar, ridendo. sotto la lanterna fresca a vedere dove non annegano i gabbiani&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;i buchi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Olney&lt;/span&gt; trovati per strada. la posizione delle lettere. tu che mi pettini con le braccia distese. e approvi. gli invisibili fino a chiusura. le stelle decadenti che tornano a cadere sugli spigoli. la paura della testa a metà. le risposte nella giornata della sincerità. la paura della metà unica. e io mi confesso senza gesti né comportamenti. i contratti elettronici. la notte buia e tempestata. appestata dai fiori raccontati senza lacrime di polistirolo. suona male la luna verniciata sul tuo cuore di vetro blu. il colore tiepido. le temperature della radiografia. i capitoli di autori vari che vengono cablati senza strappo. lo strappo emotivo delle lenzuola. sparse dentro le stelle verdi.le cadute nelle onde invisibili, è tardi per morire dentro una cartolina cartonata di un puzzle&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-619168681893494661?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/619168681893494661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=619168681893494661' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/619168681893494661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/619168681893494661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/il-treno-bello-in-senso-politico-e-la.html' title='il treno bello in senso politico e la testa di una croce'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2359521283062517752</id><published>2009-01-23T13:54:00.004+01:00</published><updated>2009-01-23T18:25:50.058+01:00</updated><title type='text'>entrare con il ritardo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ti chiamo da un parcheggio dell'ospedale che è sempre pieno anche se si paga e tanto. tanto chiaro. la raffineria della tua testa che arriva ad inquinare anche il mare di qua. la spessa coltre di fame. le urla bestiali. il freddo che hai preso in affitto da me ti è andato a male dentro un vaso nuovo. e pranziamo fuori dal bar come se non fosse gennaio e come se non fosse invece l'ora di cena. i ritorni violenti. i clandestini esistenziali. e familiari. la pittura calda dei colori freddi. il tempo perso. il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;rigassificatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; in sciopero. la pietà a basso consumo. i tuoi occhi che sembrano vivi quando erano rapiti dalla stazione. il viaggio elettronico, i libri non identificati. gli spazi presi a caso. le "amicizie di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;frontiera&lt;/span&gt;" e quelle alcoliche. le canzoni della pubblicità. le notizie che sappiamo solo in due. cadendo. forse è nuovo o forse no. il numero sempre dispari degli spicchi. e scappavo di casa che dovevi dormire e non potevo urlare in silenzio. le favole distorte sul balcone senza la luce. i viaggi fatti dentro un'idea a km zero. i ricordi seri. il bambino sperduto nel vocabolario. quando prende aria trema tutto e trema il fiato stesso. e si vede da lontano il mare. il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;gassificatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che si suicida.  i detriti emancipati nel piazzale. la luce timida di casa tua che nemmeno di vede. il silenzio planetario. i sentimenti oceanici. le depressioni liturgiche scritte male. il dolore estirpato male. meno bene del solito. il cielo ossigenato. il profumo confezionato che anche l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ikea&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; non ti vende più. tutto è arrivato in ritardo in questa benedetta città. o mai. e ritorni volentieri ad avere il dono della vista grazie ad un paio di forbici. la luce non pagata. l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;autonostop&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; fatto ieri ma dormendo anche in piedi. i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;cd&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; originali che nemmeno sapevi di avere. gli spigoli blu. le notti tiepide conservate nel cuore simpatico. compatire le distanze costruite a mano ma che non sono niente di speciale. la voce piena di sabbia. i capelli rasati? i titoli dispersi in tibet dentro le carceri. l'ossidazione emotiva delle novità. i ricordi, quelli veri sparati dentro i palazzi a coltello. lasciati e lanciati dietro e dentro la schiena. i guanti gialli per ritrovarsi le mani quando le perdo dentro la tua pancia. la pazienza influenzata. sparire senza lividi né domande idiote, non ci dormirei sopra ma lo faccio. con te che aspetti già la primavera alla fermata del bus con i vetri affannati&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2359521283062517752?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2359521283062517752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2359521283062517752' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2359521283062517752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2359521283062517752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/entrare-con-il-ritardo.html' title='entrare con il ritardo'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8677928797449253548</id><published>2009-01-20T10:54:00.002+01:00</published><updated>2009-01-22T10:42:03.701+01:00</updated><title type='text'>"non il vento" per non risponderti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;la fisarmonica stretta alle mura di questa via non mia. i singhiozzi della solitudine fortunata, le mani che attraversano il mare. i capitoli che finiscono quando chiudi gli occhi. con la voce piena di nebbia. di rabbia nebbiosa. i respiri. i sospiri. le sorprese. le riprese. le attese con la luce spenta presa in prestito dalla strada. con due storie sudate raccontate in una mezza notte. in quella notte in cui mi hanno amputato. i polmoni disegnati sulla felpa. la febbre per trovare un senso alla colica. le cartoline mai spedite né digerite. le pretese che non sai di avere disegnate dentro gli occhi. libero dentro la neve normale che ti scalda, pensa un po'. con i film non visti. i capelli stropicciati dentro un'idea. con le scoperte che avanzano anche se hai saltato il pranzo. con le scarpe ritrovate in gola. nella gola buia dei tuoi sogni scalzi. in piazza a gennaio. e non riesci a capire come fai ancora a correre via. dentro questa candela che prima o poi finirà. con la sua confortante e confortevole fiamma che urla di noia. mentre appassisco di gioia rarefatta. le onde sotto le coperte. le onde con le botte. piene di sale e rapsodia. con il cartone usato come conviene. che ci raccolgo i vuoti mentre ancora tutto cade e non si rompe niente. condannata a mettere a posto mentre non hai vissuto. cambia la città e le percezioni. il pavimento gelido del tuo stomaco violentato dall'ipocondria. i crampi che col tempo diventano egoisti. l'apatia onnicomprensiva. come fai a morire in silenzio. come riesci a ridere con le braccia. nude e sempre rilassate. le risposte in carcere. il senso di discolpa. la comodità della cecità caratteriale. confortevole come gli errori. comprensibili vista l'idea. le aiuole strappate dentro le convinzioni. gli scivoli vuoti con cui scendevamo dal letto. gli occhi fratturati dentro le passeggiate. sotto un volantino della radio presa a culo. per caso trovarsi. per caso mi sono tolto le cuffie. lo zucchero con il caffè per tre. ma l'aria che si distingue. dai tuoi occhi pieni di lividi indivisibili. con i tuoi ricordi che fanno l'amore con la speranza. impercettibilmente mi nascondo dentro un appetito nervoso. ingiustificate le serenate mute che non sai di aver avuto mai. le notti inventate dentro il dietro di una finestra aperta. una notte a metà. una vita insonne. una carezza mai scesa. con la guerra disadorna che si dimentica di uscire. il gabbiano dell'arrivederci. la puzza degli accendini che mi cadono in testa. non ti muovere. e si sgonfiano le nuvole come per disincanto. mentre penso alla tua risata stupita. stupida la birra. si confondono i puzzle che ti metti addosso. i pronomi abusati. la schiavitù dei pronomi recisi. genova che ci guarda stupita. con i vestiti puliti che s'abbracciano dentro lo spazio di una sigaretta sacrificata. mi soffochi la mano. le sigarette internazionali che scivolano in ospedale. il silenzio. gli spigoli in bocca che non riesci a masticarti il fegato. bagnato con una birra scaldata al momento sbagliato. le strade dei marinai le ha costruite mio nonno. ti addormenti dentro il riflesso ostinato di un bicchiere. come per magia. una tazzina rotta per i tuoi tesori, dentro i tuoi tesori fotografati. il sudore freddo dell'armadio chiuso. il cervello mangiato. i sospiri senza fiato per scappare. dormi dentro un fiore chiuso. torna a spegnerti. arrivo ad accendermi. la maledetta pena della maledetta penna. piegato con cura dentro il cassetto della roba sporca. della roba della sposa. dormo fermo dentro un cellulare senza maniche. con mille formiche adatte a te ma non a me. dormire sano e secco, spezzato in un ritratto pubblicitario. nella ricetta asettica e chirurgica dei miei freni che non si rompono mai. le urla silenziose della camomilla divisa con la mia nervosa insonnia diurna. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ma il catrame&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. in un attimo lucidato di stupore ammiro la costanza di immergersi dentro una vasca piena di ghiaccio per nascondere la capacità di fotografare il tuo anello perduto nell'orecchio del cuore&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8677928797449253548?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8677928797449253548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8677928797449253548' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8677928797449253548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8677928797449253548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/non-il-vento-per-non-risponderti.html' title='&quot;non il vento&quot; per non risponderti'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4951594047014566632</id><published>2009-01-18T11:52:00.009+01:00</published><updated>2009-01-18T19:49:21.594+01:00</updated><title type='text'>come salpare verso l'incisivo del tetto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;solo per portarti a casa con io che quando &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;guido&lt;/span&gt;, per il mio stato emotivo sembra che in realtà dovrei guidare su un sedile a castello. e ho vestito meno di un litro di birra ma con te diventano sei. e capisco un verso di una canzone. le braccia scoperte che prendono fuoco sotto le stelle. le tue canzoni che non conosco. e c. che mi dice delle cose reali e vicine che mi fanno parlare. e noi che parliamo di televisione che sappiamo solo noi. e tu che sei senza discorsi metafisici. io che non ricordo poco e niente dell'onda anomala. solo il necessario mi respira. dentro le novità. il mio cuore che l'hai incartato dentro la carta stagnola ed è fresco. con la mente che riaffiora nel giorno nuovo che suona. la fronte che diventa bianca con un tic battente. che pompa. il paradiso egoista all'altezza della camicia. il tempo di primavera dentro l'aria della stanza. parlando di libertà bloccando la chiesa. noi che vinciamo insieme contro i muratori in affitto. con un approccio pagato a rate. le speranze dentro un computer &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;difronte&lt;/span&gt; (attaccato per forza) al fuso orario del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;giappone&lt;/span&gt;. la precisione del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;fade&lt;/span&gt;-out. con. la video arte dentro gli occhi. con la possibilità dell'essere cenere dentro il consumare. qualcosa in america ci appartiene e lo prenderemo se provi a fermarmi. dentro uno sciame di insetti diversi profumati con poche differenze. un giorno nuovo che parla nell'ascensore di sopra. l'umidità della lavatrice con la macchina. l'intero armadio di magliette con i buchi della polvere si stelle. scippate con il vetro degli acidi. i paraurti che già c'erano. i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;portarullini&lt;/span&gt; dentro gli astucci etnici. dietro di me ti trovo in tutto quello che faccio. con i poster color cartone delle finestre. i vuoti in regime di carcere duro. quel che sono già. gli alberi. senza fiato nella cucina. il monolocale del tremito. sussurrami via in un fiore. la carta da pareti. con i pacchi aperti del rimanere. e la forma delle nuvole in cucina. il ricominciare a vivere in taxi negli occhi. le incapacità di guardia senza caffè. tre chitarre della vendetta. "è giorno ormai". i funerali di novembre. il fiume in piena. gli sconti sulla personalità. il video brutto e commerciale. il cuscino vuoto. i viaggi in treno immaginati a letto. il flusso di incoscienza senza titolo. un bicchiere della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;nutella&lt;/span&gt; pieno di caffè. la ciminiera in comune. dentro un bicchiere di acqua. il problema degli spazi. le danze delle dighe. benvenuti. per l'ultima volta il peggiore delle diverse comunità. uniche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;scoordinatezze&lt;/span&gt;. di successo. gli smarrimenti dei dottori. le comunicazioni argentine. dentro mamma. gli schemi organizzati delle domande. per ascoltarsi con un codice dimenticato. la password di analisi. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;quarantacinque&lt;/span&gt; giri di tre passi e letti. e non entrano le parole. sempre la questione che "tu puoi ancora consumare, ma io posso continuare ad essere cenere". tre passi sui tetti mentre non dormi, per l'ultima volta&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;e alla mattina non c'é più nulla. le panchine violente. i bambini felici con un coltello israeliano sopra la testa. dentro la testa. la radio con la febbre e l'umidità improbabile. non ci credo. bianco dietro e sopra la febbre in forma di nero. la chimica e la fisica. "i barbiturici nel tè." con le farmacie aperte dentro l'armadio mentre io sono fuori di me&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4951594047014566632?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4951594047014566632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4951594047014566632' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4951594047014566632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4951594047014566632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/come-salpare-verso-lincisivo-del-tetto.html' title='come salpare verso l&apos;incisivo del tetto'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-323907855417291504</id><published>2009-01-15T13:34:00.016+01:00</published><updated>2009-01-15T23:09:46.945+01:00</updated><title type='text'>la buona novella dei palloncini scoppiati ma mezzi vivi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a metà non vedi niente e manca l'aria. alla fine non sai se vincerai tu o la tua testa. i terremontati che sono flessibili. mi allontano dall'occhio e chiudo i miei. i colori che sfumavano dentro la luce spenta. il racconto tremendamente estinto. le risate che tinteggiavano tutto e tutti. le valanghe sotto le scarpe. a metà forse rimango ad aspettare per poi tornare indietro senza aver respirato, mi allontano dal pezzo di seconda mano che mi porto dentro. mi spieghi come fai a non volare? a non volere.&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;[mi faceva male la festa.  dove salta? fiori che lancio in aria e li riprendo al prossimo giro, domani alla stessa ora. le persone incidenti e non semplicemente incisive. un filo di piombo ma fuso per vedere dove cado. con i  fiori che precipitano  e non li assaggiamo. non ti assomigliano. scopri le cose ma non prendi freddo. riusciamo a non morire puntuali per vedere le nuvole rosa di rose che si spacciano per gioia concatenata al tramonto. le rincorse scampate. il formaggio andato a male nelle fotografie di vetro. le buste lasciate a casa per il nervosismo non oggettivo ma nemmeno soggettivo. dormo nei piedi e nei titoli rovesciati. e suonava tutto meglio, sembrava addirittura bello. come una cartolina falsa dei posti che non ho visto e non conosco. che sembrano tutte uguali. le integrazioni. i calcimachicazzocicrede. e io con-fondo tutto quello che non serve. le aspettative nelle frasi fatte. ma non mangiava solo la nonna? l'aria vuota. &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;tu sei dentro il mare&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;io sono dentro la nebbia&lt;/span&gt;. i segni lasciati. ma nemmeno morto scapperei. nemmeno morto riuscirei a credere di poter vivere diversamente. nemmeno morto potrei ancora cedere. a rinunciare. gli aerei che salpano dentro le pagine. non c'è internet ma non scappi per strada. scappi dalla puzza di speranza. della molta andata a male. il mare di niente. il miele sotto il tavolo e farcisi la doccia con tutta la dolcezza di una dose monouso di un monopensiero. come permetterselo. la bellezza della paura dentro una radura senza mappe.  i cuscini sotto il letto per districarsi e non incollarsi più. incastrati e sudati. le uscite di sicurezza chiuse ma tanto buco con i buchi il muro. anche. il parco popolato anche se è vuoto. il silenzio stupido. il silenzio stupito.  come se mi rimontassi ogni mattina. le caricature della p&lt;span style="font-style: italic;"&gt;u&lt;/span&gt;lizia. le cariche e le ricariche per stare sicuri. quello che non ha più nessuno. l'imbarazzo preso in prestito ma nemmeno troppo sul serio. prendersi così da ridere. non finisce mai di scorrere. pazzamente. come faccio? eccomi e vado, ciao. che non torno come i conti. l'essenziale. svenire che c'entra con venire? perplesso di fronte ad una rima oggettivamente fredda, vista così sul muro. graffiato. hai mai fotografato un albero pieno? io mi trovo mezzo vivo a sbadigliare dentro un tronco mai abbattuto. con i vuoti d'ansia dell'irrealtà. vedere persone come i vuoti di bottiglia, dentro i vuoti di famiglia.]&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;riuscire a spezzare le gocce dove rifletto ogni persona. a staccare la voce. staccare la luce. dove mi hanno detto che il mondo dentro, in realtà, è tutto alla rovescia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-323907855417291504?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/323907855417291504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=323907855417291504' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/323907855417291504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/323907855417291504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/la-buona-novella-dei-palloncini.html' title='la buona novella dei palloncini scoppiati ma mezzi vivi'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8047972582863593723</id><published>2009-01-14T15:01:00.008+01:00</published><updated>2009-01-15T23:45:34.931+01:00</updated><title type='text'>prendere appunti per scrivere un diario</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ne "l'estate del mio sorriso" ho scritto con la pioggia e ho costruito tutte le passeggiate dentro la tua vita. e mi sono dimenticato di sentire l'inverno e i suoi angoli blu denso con le emozioni in movimento che divorziavano dai miei occhi. incosciente che anche le fughe e i sogni hanno un peso. perdere giocando a perdersi dentro un profumo. rincorrendosi dentro un ricordo. il mutismo frenetico dentro un abbandono incontrato. mastica la radice. investire. e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;matteo&lt;/span&gt; torna indietro. ha regalato i suoi occhi al figlio. la filosofia che fa divorziare. il sole che rimane in sospeso. le porte spostate e i "comunque". i doppi fondi del fondo e i titoli di un "ciao". le °°° perse rincorrendosi ancora dentro un filo senz'ago. ho sorpreso la primavera. maledettamente necessaria e mi sono perso. le similitudini. le chiavi perse dentro ai libri. le rivoluzioni attaccate alla lampada. quando ti dimentichi tutte le storie per un po' quando c'erano cose di cui non avevi mai parlato con nessuno. le lacrime salate si piegano e conservano fresco un martello e una matita. voltarsi affannosamente per strada solo per aver sentito un profumo. e tanto prima o poi dovevi scoprire il significato ragionato di "compassione". esattamente come un compasso gigantesco, disegna cerchi invalicabili a terra. le lacrime saltate. mistica la radice del tuo sentire amato. armato. cancello intere righe dei miei passi scalzi sulla tua schiena. e benedico i fiori che crescono sui tetti. e costanza, "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;dancing&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;days&lt;/span&gt;". tutto quello che non c'è&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8047972582863593723?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8047972582863593723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8047972582863593723' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8047972582863593723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8047972582863593723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/prendere-appunti-per-scrivere-un.html' title='prendere appunti per scrivere un diario'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5045298806728821210</id><published>2009-01-11T21:14:00.008+01:00</published><updated>2009-01-12T17:29:03.940+01:00</updated><title type='text'>saluti sparsi male, che tornado stando controvento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;con un muro lasciato a metà anche se la vernice non era finita. se avessi le possibilità. un secondo di solitudine e non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cent&lt;/span&gt;'anni con la fantasia. odio il deserto che avanza e il suo vento salato. adoro le sorprese profumate e i giorni freschi. il terremoto perenne con le macerie lucide che mi lascia. l'acne che suona dentro lo stomaco. le carezze &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;kilometriche&lt;/span&gt;. senza perplessità e compiacenze. senza mani. senza la candeggina in regalo. niente è vero. con gli astronauti in bottiglia disegnati al porto. tutto è vero. la camomilla sostituita. i coinvolgimenti epatici. le confluenze ematiche. affacciati su questa cava ormai piena di acqua limpida, come un lago vergine. con l'amplesso affilato dalla cecità. una bottiglia con il numero civico. il freddo addomesticato per una risposta. questa stanza non ha più divieti ma alibi. le distanze che infilo dentro al cuscino per ammorbidirlo ancora un po'. la matrici chimiche. le lenzuola legate per la guerra. si poteva tornare dentro con tutto tranne che con una cosa. una voglia riciclata in una convinzione. le risse linguistiche. conta la marea, contro la marea. dentro pochi passi cammino per ore, dentro poche righe ci salutiamo per una vita intera. strangolo la carta. mi sono perso dentro tre punti. confesso l'inferno monolocale. con la candeggina che sprizza da ogni poro. la vita in dieta. e ha ancora la mani sporche di viola e da ieri non so più scendere. non digerisco i giorni lanciati in bocca. lasciati in bocca. le frasi ossigenate e i cerchi spezzati. gli angoli estinti. microonde sponsorizzati. botte al ferro. le scuse stirate e le macerie delle risate.  le strade abbattute dentro un tempo gentile. i teppisti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;televisivamente&lt;/span&gt; corrotti e non corretti. cerotti sulle orecchie. i bancomat che ricamano le stelle. gli "agenti provocatori" come vicini di casa. i letti fuori dal castello. come se avessi dei conati e dovessi comunque tutto, scrivere. i cerotti in gola che aprono i pacchetti di sigarette come per sortilegio. tornare indietro e non dentro. il tono mesto con cui dico che non c'è più nulla di indolore&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;con la paura &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;inaccessibile&lt;/span&gt; che entri nella stanza. con le sue scienze. con il matrimonio al cinema e il divorzio dietro l'angolo finito. con "il fango della gioia" che era alla gola e ora non arriva nemmeno alle caviglie. con le lettere scartate. con la lingua scartavetrata. con le dita lisce. con tutto un mondo blu dentro un libro bruciato e indiviso. con questi giusti sospiri mi chiudo addormentato dentro la macchina. con l'ansia che ti sveglia di mattina presto e t'abbraccia stretto anche se hai poche sigarette.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5045298806728821210?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5045298806728821210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5045298806728821210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5045298806728821210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5045298806728821210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/saluti-sparsi-male.html' title='saluti sparsi male, che tornado stando controvento'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8595309041549886738</id><published>2009-01-10T17:28:00.014+01:00</published><updated>2009-01-16T18:59:00.869+01:00</updated><title type='text'>manda indietro il mondo con il tuo sonno paradossale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sperduti in una stanza con un flauto lontano e un film acceso. pulito e lucido, con lo stesso imballaggio con cui ce lo hanno svenduto. le carezze dopo i pugni. le solite lacrime dipinte sul vetro. trasparente di un amore. le mie mani superano la pigrizia e svegliano le lenzuola. il concime dentro gli occhi, la lavatrice dentro la testa. dentro la festa orribile. santifico la polvere.  e finirò a mangiare pizza alle feste. gli inviti sussurrati all'orecchio. sorprendentemente ti lego al palloncino di un'idea colorata. coloranti come i tuoi abbracci di sorrisi silenziosi. sollevando le ali spezzate dall'ingordigia d'aria. le valigie spedite. i giornali sul petto. i giochi non giocati, senza pratica. i passi delle lancette che ti scappano sotto gli occhi ed entrano nel naso, spremono ogni crampo fino a distendersi dentro la tua lettera. e pensavo di essere stato trovato, ma in realtà perso. non c'è spazio per bruciarmi qua, dentro questa pellicola di fraternità con il senso opposto. tu che hai il Tempo in senso ampio e in divieto di sosta del termine. avvolto dentro il cioccolato e il tuo yoga. e in paradiso non succede niente. dentro il soggiorno lucidato e pettinato. con le cose che si scambiano di posto tra un giorno ed un altro. gli archi tirati al massimo che poi si spezzano. tu che mi stropicci i capelli. l'arma per non dormire rimasta piegata dentro l'armadio. e non me li ripieghi mai i capelli. le dissolvenze incrociate ma senza le giuste precedenze. le intersezioni prese a caso, ma senza prendersi sul serio. le delusioni e le novità senza recapito. senza aver capito le ricette. e passo lo straccio in maniche corte, con meno venti, in balcone.lo spazio protetto dietro la maschera. lo spazio bombardato da lampadine sotto la maglia. quello che dimentico e non dirò mai. un ciao davvero estorto, andando contro alla pazzia giusta da fare. gli angoli morti e quelli vivi. i paradisi affrescati senza i calci. i baci spazientiti e la paura come sorpresa. e contano, ma non le parole. taglio il tempo ballando sul marciapiede con te. e grazie dell'invito per il dolce, ma ho paura dei miei buchi. della mia buccia incorniciata. e non voglio rovinarmi ripensandoci. mi riattivo tra trenta minuti, ma credo che resterò sveglio per sempre. la s. spasmodica e i postini finti, sempre a leggere lo stesso capitolo ogni giorno. la vetreria in panne di borges sotto i piedi, la polveriera di pier paolo un po' serena e un po' nuvolosa. grazie. e non c'è nessuno. i temporali in texas, con le micidiali piogge di valide scuse. dove ci legheranno ancora? in quale cielo salirà ancora? "un'infinitesima parte di me e di te", con un rif storpiato mi soffi via la schiuma dalla testa. ora che è finito, per una volta non devo rabboccare la spugna. passo lo straccio sul petto, con tutte le bottiglie rotte che annaspano. la nebbia fresca sui miei angeli, le rotte destinate a perdersi. e il tuo rumore mi è simile, con un sorriso asceso. i miei limiti senza cinture. le tue fantastiche ceneri. mi faccio male, mi faccio meno bene. con un cielo sospeso a metà tra ieri e  un brivido. e non mi ha nemmeno sverginato dallo zucchero filato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8595309041549886738?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8595309041549886738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8595309041549886738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8595309041549886738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8595309041549886738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/manda-indietro-il-mondo.html' title='manda indietro il mondo con il tuo sonno paradossale'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7947995080566559969</id><published>2009-01-09T18:02:00.015+01:00</published><updated>2009-01-09T22:49:12.346+01:00</updated><title type='text'>la madre ha curato federico mentre i miei polmoni non guariscono</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;le mele tirate addosso per i capelli. e verso i contributi per non far cedere le mie mura cardiache. tutto il passato è già caduto dentro quel barile che si chiama cuore. tanto è profondo che non riesci più nemmeno a toccarlo con gli occhi. i crampi dei complessi che ditruggono gli altri e non l'unico oggetto che se lo meriterebbe. la musica che non c'è dentro quel colore. lo strazio nero. la solitudine che rende insapore il deserto ignifugo. le fughe dentro un albero rosicchiato alla base. le coperte troppo corte che non coprono l'incapacità. e io che dormo con i pugni chiusi che se  no le dita pesano. marta c'è sempre dentro le canzoni e la loro fluidità. e si fa presto ad esaudire i desideri d'assenza. e ho sempre l'assicurazione per questi incidenti. ma non per i buchi neri i cuori neri gli occhi neri e le tovaglie sporche. e mi sfascio la testa anche se non cadrò di nuovo. sputo sull'olio, bestemmio e forse non rinnego più solo dio. che atmosfera è questa? scavo dentro la mia testa rigirandomi nel letto in cui vivo senza dormire. e forse sento qualcosa che fa rima con nostalgia. come se sul pavimento rimanesse colorata l'ombra della mia amica che mi sfotteva. le risate e le piene di parole. l'acquario perplesso. i punti tirano. la fiducia che è cieca. deglutire lamette e espirarne altre. mi hanno oscurato o curato?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7947995080566559969?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7947995080566559969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7947995080566559969' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7947995080566559969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7947995080566559969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/la-madre-ha-curato-federico-e-i-miei.html' title='la madre ha curato federico mentre i miei polmoni non guariscono'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7859349611849223826</id><published>2009-01-08T20:07:00.002+01:00</published><updated>2009-01-08T20:13:18.834+01:00</updated><title type='text'>cieco, sordo, muto: l'involuzione completa in un oggetto non umano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;dove si sono seccati i fiori di arafat? dove affluirà il sangue? l'importante è il sale, importanti sono le zie. affogati nell'inumanità del maltempo, moriamo senza essere più vivi dalla nascita&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7859349611849223826?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7859349611849223826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7859349611849223826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7859349611849223826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7859349611849223826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/cieco-sordo-muto-un-oggetto-non-umano.html' title='cieco, sordo, muto: l&apos;involuzione completa in un oggetto non umano'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5325866473414185241</id><published>2009-01-06T17:19:00.011+01:00</published><updated>2009-01-14T15:56:45.350+01:00</updated><title type='text'>fuori e dentro le parole, 3412</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;non sarà più stagione, ma le farfalle hanno un profumo speciale. con un fiore nelle costole &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;inesistenti&lt;/span&gt;. con il sale nel pugno e in bocca. le valvole sonore e le curve strappate in curva. i pizzicotti intervocalici, la nostalgia per lo zucchero e le cartine satellitari. i poteri spaziali che sono ancora ingovernabili. sarebbe un sogno anche essere solo una lampadina. conservo l'aria dei giorni speciali dentro le buste della spesa. ma mi fermo a dare in giro, solo per questa volta, cartoline più che satellitari. andarsene con la tremenda nostalgia, sull'orlo dell'iperglicemia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5325866473414185241?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5325866473414185241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5325866473414185241' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5325866473414185241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5325866473414185241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/le-ali-spezzettate.html' title='fuori e dentro le parole, 3412'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6745117287278132288</id><published>2009-01-05T12:24:00.023+01:00</published><updated>2009-01-05T20:56:19.515+01:00</updated><title type='text'>le agenzie immobiliari sono in sciopero e mi escono solo spot pubblicitari anarchici</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e siamo stati ripresi senza saperlo, come una grande radiografia dentro una canzone capovolta. con le note che sembrano storpiate ma non lo sono. la compassione. con il parco attorno che  si ribalta e salgono le foglie come sotto ad un tornado. senti spesso ridere ma non necessariamente respiri felicità. le soluzioni rimbalzano contro le lucide economie dei pensieri. come vai al mare? sorprenditi pure in ubriaca verità. ferisco il colore bianco delle pareti scavandoci parole dei miei colori. la maleducazione sembrava reale e spedita, spesa bene. i colori non si rivoluzionano e sembrano stranamente taglienti. non aggiungo altro vino alla copiosa dittatura della sete. corrode come polvere acida la culla che ti ritrovi a riscrivere, a ricopiare in bella senza macchie di inchiostro. sempre la matita che sfumava in nuvole grigie sul foglio. e le mattine sfumate dove sono rimaste incastrate? e quelle fumate? sussulti in piccole onde nostalgiche fra le lenzuola senza coperte. strepiti nel silenzio sfinito. e cucito con gli occhi chiusi ma pieni di salti. la vita che non ti appartiene smaltisce la pazzia medica che ti doveva aver curato. non si spegne il nostro inceneritore, non sparisce nessuna nave dal porto. nessuna impenna nelle rivoluzioni astronomiche, con le involuzioni nero_opaco dei tuoi occhi, con le carezze ossidate. i pensieri estivi che si scottavano più di me semplicemente stando dentro la mia testa. e poteva essere solo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quel&lt;/span&gt; concerto che ci veniva regalato dal cielo. e io che come un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;rompicoglioni&lt;/span&gt; mi aggrappavo ai suoi pantaloni come per paura del volare, senza sapere poi se fossi stato io o lei a farlo. l'importante era rimanere in piedi.  e poi rimani impiccato per sbaglio in un punto interrogativo che hanno fatto degenerare in un buco nero. le bilance rotte e non riesco a dire nemmeno una parola senza. scrivi meglio, riesci a coprirci una stanza con le tue mattonelle epatiche. sei in perfetto orario per uscire a lavoro esaurito. rompono le barriere elettroniche le frasi, come rave sintetici che spezzano lo stomaco in crampi nervosi. chiedi al cielo delle ruspe che ignorino l'essenza della pietà. i guai dei gatti. e non c'è niente da dire ma volevo bene al silenzio. mi discolpo con le urla dentro la mia gola. e per una volta ha dipinto lei. i letti di ruggine e chissà da dove veniva l'acqua. piangi meno ma vivi peggio. le maschere con i sorrisi, i guanti con le mani piene di vita non ti appartengono più e solo ora regnano davvero le bugie. grazie anche ai telegiornali di pinocchio la vita sembra migliore, ma devono affogare le antenne sul tetto del cuore. la neve sparisce e rimani gelido ad aspettare l'estate, scongelandosi dal passato scappi dentro la tana del coniglio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;cardivoro&lt;/span&gt;. speciali attese di marmo e pelle da tagliare, le mie incapacità corrosive. i libri finiti e i saluti ammazzati con dentro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;onan&lt;/span&gt; ubriaco e  ingrato. un sorriso alla volta, senza deglutire altro d'inutile. la pace mai fatta ha seminato dentro la mia pancia fiori nuovi, nuovi acidi. la vernice che colorerà domani quello che vedrò sarà diversa. forse più stanca di vivere dentro una cabina elettrica&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;ti sei sparato&lt;br /&gt;dentro un'orbita con l'eco assordante di un loop&lt;br /&gt;infinito che divampa in un lampo&lt;br /&gt;infondo ad un paio di occhi&lt;br /&gt;non tuoi&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;e nel mare aperto di certi sospiri mi perdo. divento cieco come una voce rauca. alcuni addii diventano più scanditi e duraturi, impegnati. le possibilità che crollano e non si spiegano. se si spiegano le lacrime per stendersi lo fanno da sole dentro il traffico senza smog della gola. dei crepacci che conserviamo dentro le costole. con l'ombra da perdere dentro il deserto denso e affrescato della debolezza che uno rimpiange, quella tenera che ti rende volubile e solubile al meglio. forse saluti, forse saluti meglio. che cazzo applaude? ti trasformi in una pianta rampicante senza parassiti mentre tutto quello che lega i capelli dentro la testa diventa stellato. e costellato di punti oscuri e generosi da spogliare. e sai che conviene prendere l'ascensore in affitto al minimo prezzo sapendo di voler scappare dal secondo piano di un manicomio. con l'incendio pestilenziale per poi premere quando conviene il pulsante di emergenza. attacchi la febbre alle dita e alla matita ma paradossalmente (ossimoricamente) si sprecano le parsimonie. mi spello le labbra e non sa che mi spellavo le mani fino al sangue. con lo stomaco deframmentato, senza nessun amplesso logico ti accarezzo dentro una bottiglia, nemmeno per giocarci sopra&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6745117287278132288?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6745117287278132288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6745117287278132288' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6745117287278132288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6745117287278132288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/le-agenzie-immobiliari-sono-in-sciopero.html' title='le agenzie immobiliari sono in sciopero e mi escono solo spot pubblicitari anarchici'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5703795145810884978</id><published>2009-01-02T16:34:00.021+01:00</published><updated>2009-01-05T18:32:55.991+01:00</updated><title type='text'>P. A. F. (con la spesa nella soffitta della testa)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;i punti delle debolezze a castello, formano le forze. ingoi il costume, il concerto a servizio, il concerto a cliente. pensi a quelli probabili. ingoi i sorrisi mescolati alle ginocchia. le maratone verso casa non sono mai state dolorose tranne poche volte. balli sulle domande troppo sicure di se. abbandoni i tuoi giudizi sintetici. la pelle liscia e piccola. camilla e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;andrea&lt;/span&gt; per strada alle sei. il freddo apolitico. chiudono i manicomi e te li aprono dentro la testa. le frasi indiscriminate. i sussulti generosi che non piacevano oggettivamente. la musica. i genitori di quella bambina che l'accompagnano a cantare al coro. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;bunny&lt;/span&gt; è felice ma non tornano a casa le citazioni. non torna nulla a casa. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;marta&lt;/span&gt; è cattiva quando è sui tubi, punta i piedi e morde. mi rincorrono i gabbiani per mangiarmi. come succede ai giorni di sparire nell'indeterminatezza. come altri sussulti caldi di notte. la marmellata negli sguardi e stesa nel quaderno. l'acido che corrodeva il cuore intasato. i navigatori satelliti nella pancia. riuscire a spegnersi nel petrolio che non leggi per più di un giorno. le api verdi che profumano. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;anche io un teso ostinato&lt;/span&gt; e finito.  gli anelli colorati senza dire nulla. pretendere almeno le lacrime come risarcimento edilizio. delle tempeste con i numeri a memoria. sorridi? e qua non c'è NULLA ed entrerà ancora meno. il senso di tutto è combattuto dai comportamenti che abbattono anche te. ci pensi anche ma non esci. tutto quello  che ci è appartenuto è stato messo in discarica, appena sotto il sonno. arida era la festa, arida era la testa ma tutto questo non basta ancora. buona musica per stasera. la E 251 nella birra che non abbiamo bevuto. provi ma ancora è troppo caldo questo gioco. ed è stato messo tutto a nudo tranne me. ed è bruttissimo pensare anche per cinque secondi al freddo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;francesca&lt;/span&gt; sul marciapiede di ieri pomeriggio. gli alberi sopra la testa annebbiata. il frullatore sempre acceso. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la spesa&lt;/span&gt; era in corsivo davvero. nascondersi dentro e dietro i punti. amenza ignifuga dentro le guance, forse è tiepido, forse deve comparire, forse ci sono delle fessure partigiane&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5703795145810884978?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5703795145810884978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5703795145810884978' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5703795145810884978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5703795145810884978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/p-f.html' title='P. A. F. (con la spesa nella soffitta della testa)'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5701157036771872137</id><published>2009-01-01T08:06:00.048+01:00</published><updated>2009-01-01T09:42:02.056+01:00</updated><title type='text'>il microclima del contenersi pregiudica senza sapere, la sorpresa della resa allontana meno di prima</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;rinnegare dio alla stazione della benzina. esiste una definizione plausibile del contrario dell'anno luce? le indiscrezioni sobrie che boicottano le braccia sciolte al sole gelido e fucsiacidoelettrico. la più grande leggenda metropoliticana dell'esistenza è la neurogenesi. auguri a los angeles e ai miei demoni. nel giardino incandescente delle perdite mensili suona il vuoto che suona il vento. la corsa dettata dall'ipocondria svuota anche le solitudini interdisciplinari e cospicue. forse il necessario appartiene ad uno stato estero, nazionalista. le nuvole nei bicchieri sussurrano durante la tempesta le loro canzoni inequivocabilmente stanche e rauche, senza che si prospetti un riflesso in fiamme. nemmeno in lontananza metto a fuoco i miei rifiuti. parlo come i due carlo, perso nella convinzione spasmodica (convenzionale) della necessità del vuoto riempito alla cazzo con tutto quello che è inutile. manipolando gli ingranaggi regolo le mie fughe senza poter scappare o reagire a quelle altrui. concrete o invisibili che siano. le assonanze sinestetiche camminano dentro gli occhi esagerati se non addirittura puerili. trovarsi allo specchio ubriaco di risposte necessita di un ampio equilibrio d'argentostellato. come le spalle che reggono e non si muovono dal centro di questo aereo spento. le piume in ascesa dentro le mani anch'esse spente, con le minime impressioni del niente vacante. avere paradossalmente molto da dire, ma solo ora che risponde l'eco sordastronza, quasi leghista. prima di mettermi a leggere mi lavo sempre le mani e gli occhi anche se avanza lo spazio netto. il silenzio desertico, arido di intuizioni espansive. inutilmente parliamo dei fiori spezzati ma non condivisi dentro le domestiche fonti di ice. ibernati dentro l'ipersensibilità condotta per non vedere, per perdersi dentro i caselli ossessivi del soffitto. imbevute nelle tinte porpora le giornate estatiche dell'estate, di questa estate inquadrata come in un autoritratto autolesionista del caldo. si sfogano le ipocondrie delle porte pesanti da chiudere. cazzo apri allora altroancora? i traslochi ribattezzano le vite, riducono le sensazioni sensibili e ostinate. riconducono alla neve antiparassitaria nel buio diurno. come gli occhi sincronizzati al tramontocelestiale con le sue teorie affrettate, come il senso profumato di novità che ti si apre nel cuore quando per un giorno hai il permesso accordato e accorato di vedere il sole. come una vita affrettata nel viversi. aggiornandosi in disparte nella piccola crisi dei condizionali in pessime condizioni post mortem. i secoli indiani che la porteranno sulla luna a recuperare il silenzio coscienzioso della coscienza affannata. vivere nel futuro a prescindere dalla gravità dei ricordi sbagliati. degli sbagli ricordati non ne vuole sapere e li mette dentro altre scatole cinesi che giocano a pacman con le mie. la critica carica del circo arrugginito dentro la pancia. suonavano ancora le campane mentre passeggiavamo dentro i colori acidi delle nostre fotoepifanie, cantando in silenzio delle lucidità cieche o forse sorde ed eterne degli sguardi precoci. senza sapere niente raccontare tutto. senza vedere raccattare tutto. e se iniziano a stancare anche le sigarette siamo oltre il concetto di problema, se rinneghiamo anche se non spiritualmente pure le stelle assassine bisogna mettere in quarantena alcune domande. i consigli artificiali che scoppiano dentro la testa. bestemmi ma tanto è colpa tua. le istruzioni non si reincarnano. le domande emostatiche si perdono nel cielo degli occhi, ma non so se li vedrò mai davvero. attenti alla gioia. cazzo posso dire di più inutile? ma soprattutto&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;io dove sono?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5701157036771872137?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5701157036771872137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5701157036771872137' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5701157036771872137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5701157036771872137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2009/01/il-microclima-del-contenersi-la.html' title='il microclima del contenersi pregiudica senza sapere, la sorpresa della resa allontana meno di prima'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-606103330508174978</id><published>2008-12-28T20:55:00.011+01:00</published><updated>2008-12-30T08:01:53.110+01:00</updated><title type='text'>compassi sul cuore</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;per cercare di fare cerchi precisi e stabili. che conferiscano ordine alla sua periferia. le sigarette che separano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;buddha&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; dal portafoglio. e quando piove si va piano, decisamente. il sudore che si spegne e si mescola alla saliva. la profondità della digestione che dura un anno e ancora non è finita. un anno fa questa notte era freddo. i tè erano due e sembrava impossibile arrivare al mattino. questa mattina all'alba per trenta secondi ha nevicato ma non lo sa nessuno, e io non lo confesserò. non confesserò mai all'aria della sua spudoratezza. non taglierò mai un giorno per allargarlo. consumerò la mia dose di nullafacenza in pericolose cattedrali stanche. succederà stranamente e non si saprà. mi perderò senza tornare a galla e rimanendo attento alle soluzioni. non mi troveranno neanche quelle ascensionali, tutto è convulso. la nebbia dell'india, le mattine tutte uguali così tanto da non ricordarti una parola. non respiri &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt; hai avuto troppo di tutto o non hai avuto niente. le stelle che non vengono collaudate mai a lungo termine, le &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;pericolose&lt;/span&gt; coincidenze mediche. ubriacarsi fino a dimenticare da dove si è piovuti. i giorni che sono impermeabili fin dentro alla violenza contro l'asfalto. &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;fanculo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; le rette, le curiosità e i racconti inutili&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-606103330508174978?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/606103330508174978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=606103330508174978' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/606103330508174978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/606103330508174978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/compassi-sul-cuore.html' title='compassi sul cuore'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-99895779526135681</id><published>2008-12-27T02:08:00.012+01:00</published><updated>2008-12-27T03:10:11.694+01:00</updated><title type='text'>la cosa più difficile da capire si rompe dentro lo specchio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;le strade sono curiosamente più pulite a natale, sarà che si pretende pulizia e gli spazzini diventano più solerti o magari sarà che tutto quello che lasciamo di solito, lo lasciamo dentro casa. i discorsi si pettinano meglio e succede stranamente di parlare lento e bene anche negli angoli puliti. il tempo può essere rubato, è talmente indifeso che nemmeno si riesce a difendere e non succede niente nel tempo che gli permetta di essere migliore e resistere. amo la distanza che può essere colmata fino all'orlo dei suoi spigoli taglienti, che può essere adornata con mille parole pateticamente più inutili della nebbia fresca. altri tipi di nebbia non sono invece poi così inutili. è semplice perdersi in questi giochi artificiali, rinunciare a capire qualcosa di concreto. è semplice parlare per tutto un pranzo e poi tornare nella nebbia fresca. è semplice, sin troppo semplice, coprirsi ogni mattina con la stessa coperta. l'ordine appassisce la curiosa dinamicità dei miei quadri senza disegni. le paure sono difficili da potare per farle crescere meglio. non obbediscono nemmeno lì. sarà come piovessero tutte le promesse con i loro petali complessi. sarà pieno di attese e rinunce precise e producenti, almeno si spera. il pensiero diseredato che approda con un silenzio semplice e onesto, il più difficile da digerire. i discorsi che diventavano operatori ginecologici delle idee malsane. le parole disegnate dentro la testa, le parole che si sposano per divorziare dopo due secondi senza aver nemmeno scopato per finta. in quei magici secondi durante i quali realizzi che la tua testa è come una miniera abbandonata, ti abbandoni di nuovo alla lascività costernata del freddo concreto. i giri semplici da smontare e metterti dentro la bocca contrita dalla coagulazione. la forza divina della coagulazione rinuncia a cadere dentro questa storia stanca di girare. e prima o poi costruirò una casa con tutti questi oggetti disadatti. le corse contro il contrattempo di credere ancora nella possibilità di vivere dentro un albero scavato dentro la sabbia della tua pancia. tutte le lettere che galleggiano infondo a quel santificato tombino. le sigarette decapitate durante la rivoluzione borghese. per coerenza molte cose non dovrebbero essere cercate di nuovo, rianimate e poi lette. la profondità espandibile nonostante tutto quello che poteva capitare dentro una macchina. alla fine mi viene sempre la stessa domanda, ormai stanca. e appena dopo questa fine viene affannata e ubriaca la risposta, così ubriaca che non le credi e rinunci a rispettarti e a rispettare tutto quello che di notevolmente meglio avresti potuto fare in due minuti di merda&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-99895779526135681?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/99895779526135681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=99895779526135681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/99895779526135681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/99895779526135681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/le-strade-sono-curiosamente-pi-pulite.html' title='la cosa più difficile da capire si rompe dentro lo specchio'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2176021043708439714</id><published>2008-12-24T02:46:00.016+01:00</published><updated>2008-12-27T02:36:33.841+01:00</updated><title type='text'>così tanto da essere assuefatti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;non sai nemmeno come si fa proteggersi dal vento. non sai nemmeno a questo punto se il vero problema sia il vento. non sai più da dove venga il freddo. assicuri presenza nella casa terremotata. con quegli occhi invivibili. con lo stomaco disabitato dalle sensazioni. le paure pulite e serie che nemmeno ti permettono di avere il bisogno di scappare. ti tieni il colpo a mente, non devi svenire dentro la pancia. non devi capire dentro la mia scarna inosservanza. disobbedisco all'igienica ipocondria. come posso rimanere in piedi? come si chiamano i colori nuovi? come si asciugano le parole dopo che hanno pianto? scappano anche le nebbie inosservate. accorrono nuove tempeste di familiarità accettata. sorrisi indecorosi che arrotolano i pugni della società. le colpe senza fiducia. i coltelli ammanettati agli schiaffi. non volere andare al lavoro per paura. con la casa che vibra. sorrisi coincidenti e coincisi. i pianti incisi. scolpiti e colpiti. le lacrime che deviano fino alla pancia rossa. le vacanze in vacanza. le vacanze impazienti. le necessità arrugginite che ormai corrodono una domanda. dove finiscono le scale di questa ruota? e c'è chi si ritira nella sua oltranza. gli insetti egoisti che non ti si scolano neanche sotto una doccia di seta. riesci a respirare dentro la tua vita? le macchie ridono delle mie fedeltà&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;°°°&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;mi dispiace per tutti quei tramonti che sottolineano la crudele necessità di molti giorni dissipati a morirti dentro come polvere. riuscire a vivere senza il senso pratico delle circostanze ammaccate. il senso deteriorato che ti manda a scappare dentro una fuga. le fughe di gas che fanno volare le mongolfiere. nemmeno le etichette si guastano dentro questo vocabolario ipnotico. il canto di eleonora al suo soffitto. le pagine strappate a metà. sottolinearsi come facile pretesto per credere davvero. credere davvero che l'assenza renda vivi e liberi. mette a fuoco gli assalti retroattivi. degenerano le malattie delle aiuole sfiancate. le bandiere tossicodipendentiprecarie. la comodità con angolo cottura delle risposte. i tramonti succinti delle tue convinzioni. che si suicidano i contribuenti dei miei contro. che mancano le bozze, e mai gli inutili tentativi abbozzati. le tranquille memorie della sensibilità bilaterale. le mescolanze ingiuriose dei miei pensieri. gli anni come sussidiari, come molecole addormentate. le carezze appassite e passive. le carezze bypassate. il mio tono umiliato dall'arcobaleno si ferma contro le nuvole vere e nere dell'inverno&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;io che non avevo nulla mai da raccontare. le lacrime non arrugginiscono nulla. e non appartiene nulla alle regole trascritte della normalità. e oggi avrei proprio bisogno di qualcosa che mi sai dare farfalla. i coltelli. svegliarsi già paralizzato. svegliarsi già contaminato. il senso che deve essere messo al quadrato per respirare. le lacrime al buio. la rappacificazione detassata. io che non dormo leggero. mi si girano gli occhi per decenza, e sembra che la neve canti davvero in modo silenzioso, se mai ci fosse. come se le perplessità fossero di carta plastificata. e mi taglio profondamente, che le parole perfette e belle le abbiamo lasciate in pace, a dormire gentili dentro gli occhi degli altri. i miei occhi disabitati, invivibili, invasati, invasi. ogni volta che scappo i ponti s'inginocchiano e le bottiglie di birra s'affacciano tutte in riga ad ogni finestra. e le risposte sembrano migliori di quello che uno si aspetta da questa realtà. le televisioni volate in mezzo alla strada. e come per disincanto s'accendono e non credi sia possibile ritrovarsi in questa puzza. non siamo niente se crediamo di volare, se abbiamo pretese accese&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2176021043708439714?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2176021043708439714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2176021043708439714' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2176021043708439714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2176021043708439714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/non-tanto-da-non-essere-assuefatti.html' title='così tanto da essere assuefatti'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4877213737773030282</id><published>2008-12-23T04:41:00.018+01:00</published><updated>2008-12-23T05:18:23.960+01:00</updated><title type='text'>gli appelli arrugginiti dentro le stessa stanza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;nel giorno del giudizio infernale mi sono perso per strada, in autostrada. il freddo era pestilenziale ma faceva meno male del resto. che cercandoci facciamo girare il mondo. che ci sono libri che devono durare venti sigarette. ci sono anonimi sequestrati. ci sono anonimi ritrovati. e c'è chi dava i calci ad angela, e ci sarà. nel deserto delle novità crescono piante acide. nel giardino è passato il passato. non cercandoci non ci sono le stagioni. le parole ottengono forma a seconda della musica. e gli aerei dipingono strane perplessità. e le calamite rimangono incastrate in certi ricordi, in certi discorsi. nel giorno del giudizio infernale c'era la sigla e mi sono messo a parlare con la forma sfiduciata della fortuna. mi sono messo a parlare dentro un megafono, che era un po' una roulette russa. il fatalista abita in cantina. e con il tempo diventiamo sordi e scadiamo. e ci sono racconti appesi ai ponti. i diritti in bianco e nero che suonano. gli ascensori senza musica. e ci sono giorni da decantare. comunque sono sempre storti i miei paragrafi mentali. e quelli reali. ci sono situazioni da claustrofobia. e ho visto piangere sotto le coperte, ho sentito urlare del s. . e ci si dimentica di ridere. e si perdono soprattutto tutte le calamite che hai bisogno di peso. hai sentito davvero piangere p.? distruggersi dal pensare sopportando i tatuaggi invisibili. e sai benissimo che non c'è cura per vivere. alla mattina ti aspetta sempre qualcosa quando sei bravo. e sogni di dormire almeno. e non c'è mai stata candy. capovolgere i giorni disidratando le domande. e sono felice di spegnermi ogni mattina. le mani con il nastro viola che sono ancora viola per i nodi degli occhi, il senso paradossale che è rimasto paralizzato dentro te. e ti metti a chiedere e ti metti a giurare e a chiedere mezze cose, che ad una intera nemmeno ci credi più. concedersi un viaggio per morire dal sonno e non morire di freddo, di sordità e novità in cattività. sempre meglio delle risposte a vista, delle risposte scoperte e ancora non cicatrizzate. il letto che brucia di lacrime non mie. il sabato che diventa senza parole. e le parole che iniziano ad essere senza giorni, senza fili e senza rete. senza me&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4877213737773030282?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4877213737773030282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4877213737773030282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4877213737773030282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4877213737773030282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/gli-appelli-arrugginiti-dentro-le.html' title='gli appelli arrugginiti dentro le stessa stanza'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6123524057548716268</id><published>2008-12-19T03:47:00.015+01:00</published><updated>2009-01-05T18:44:47.341+01:00</updated><title type='text'>esterno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;alla sera ci sono greggi di panchine stanche di aspettare. c'è anche la storia dell'arredamento dell'autunno con tutte le possibilità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;esaudibili&lt;/span&gt;. si sono dimenticati di spegnere la luce. ci sono piccole perplessità che ballano sui ricordi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;belgrado&lt;/span&gt;. ci sono infinite e bellissime passeggiate dove la strada non passa sotto le scarpe ma dentro la bocca. di giorno ci sono anche cenni inutili, specchi forzuti che si spaccano anche se sono convinti di essere migliori. di notte ci sono sonni irrisolti e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;sconfusionati&lt;/span&gt;. pensieri inutili che ti si aggrappano dentro le idee depresse e devi sforzarti di ricordare e non far morire nell'anonimato. ci sono cazzate che non si stancano mai di accadere. ci sono storie mute e monche. ci sono magliette mai messe e possibilità di fuga. c'è la semplice nostalgia dell'essere ancora a galla. i ricordi più piccoli che stringo ancora le mani. dentro il passato ci sono cose che non meritavano di essere dette. ci sono migrazioni e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;neonatalità&lt;/span&gt;. ci sono storpiature inattese e coinvolgenti. c'è sempre il tentativo di non arrendersi alle domande. c'è luigi che saluta in silenzio e muore per protesta. c'è il caso di trovare una poesia bellissima. forse c'era solo il bisogno di dormire. non penso che domani busserà ancora lo spazio che si allarga anche se non lo vedi. forse non c'era nulla da dire&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;l'esperienza fantastica di essere lucidi, mentre le stelle aprivano solo voragini dentro la testa. e dai troppo peso ai pensieri, che invece alla fine pesano un cazzo. preferisci metterti dentro la testa tonnellate di luce, mentre il resto, che conta, te lo lasci doverosamente dietro. come i fazzoletti bagnati per strada. perdi tutto, anche la nostalgia. ti metti dentro le paure e il dolore che è una cosa fantastica. ti si spengono. non so quello che vedo, non so quello che voglio (non sono quello che vedo, non sono quello che voglio). e rimane a galla solo una bambola che è facile da esaurire&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6123524057548716268?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6123524057548716268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6123524057548716268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6123524057548716268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6123524057548716268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/esterno.html' title='esterno'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4953473119669246200</id><published>2008-12-13T02:19:00.006+01:00</published><updated>2008-12-13T02:40:12.081+01:00</updated><title type='text'>tutte le foto non fatte e la macchina in camera</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;moriva lui e morivamo anche noi appena si affacciava novembre. la nebbia solforosa che senti soffiare nelle orecchie. i cazzeggifici con tante foto posate. i sorrisi di plastica dentro le cornici appese che s'infiammano. non arrivo nemmeno a capirmi dentro questa ansia di ordine. le aiuole altrui che disseminano divieti sentimentali. la paradossale frequenza di indirizzi inadatti. prendo la scossa mentre rido e rimango a piedi dentro questa trama sfilacciata. gli infarti attribuiti nonostante non legga niente da molto tempo. il museo della mia stanza e la polvere. le scadenze che si mimetizzano dentro sensazioni confuse e devianti. deviati su una strada morta e allagata da regole e pessime misure di tempo. il sonno che si divincola in questa settimana febbricitata. sognare di poter andare in cile dentro una scatola. chiedersi se poi davvero i bambini siano buoni. le sigarette fumate dentro la febbre ondulatoria. le aspettative in aspettativa. le parole in coordinato a precisi ricordi riconoscibili al solo odore secco, coagulato. i nuovi profumi che svengono e non si riprendono. non cammino e mi siedo dove i contratti sembravano essere reali e concreti. le bolle che esplodono sotto un inverno troppo reale. un mare che non è più mare. un ciddì intero che ad ogni canzone parla e non si secca. le emergenze metereologiche dentro la mia macchina. l'aria spenta. e cade la luna e le favole, cade il ghiaccio e i bambini. animali al pascolo ma sotto il suo vuoto disabile e cieco. non siamo una bugia, ma solo "quasi adatti" a credere a tutte quelle che ci dicono essere possibili&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4953473119669246200?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4953473119669246200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4953473119669246200' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4953473119669246200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4953473119669246200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/moriva-lui-e-morivamo-appenaembre.html' title='tutte le foto non fatte e la macchina in camera'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7143210982244947261</id><published>2008-12-08T12:41:00.020+01:00</published><updated>2009-06-12T00:55:51.725+02:00</updated><title type='text'>staccando le braccia da un romanzo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;le radici nere di alcuni fogli di carta ti mettono paura se le vedi di notte dentro i tuoi occhi. i discorsi vaporizzati dentro bottiglie vuote e rauche. le stelle che hai lanciato dalla finestra cadono tutte quando piove. sentirsi meno male. il condividere apprezzando il male necessario. le divisioni che hanno il resto individuale. le parole che riempono racconti vuoti che si devono inventare per non essere. i tuoi tramonti extrasensoriali che ti si depositano come mosche sugli occhi. guidare o non guidare? frenarsi un po' a pensare. dentro le strade come angoli. dentro una macchina ferma al freddo istantaneo delle ginocchia. le droghe gommose e commosse rimaste di traverso. le stelle da spionaggio. e già stanno vendendo la luna per rilassarsi e prendere pazzia. l'impegno per ricordarti di te che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;se no&lt;/span&gt; esci senza. prati di macchine. i mali estinti dalle ere glaciali e i sopravvissuti amputati dentro reti di soccorso. le occasioni mancate per decenza con radiografie di discorsi inutili appuntate di fretta in sere da collare. da accollarsi. appoggiarsi al muro per non cadere dentro le altre case. ipnotizzato dalla fretta di scappare dalla realtà ti sei accorto che il peso delle delusioni rimane calcificato nelle buie strade delle idee tutte uguali, come un colore nuovo e indelebile che sottolinea la sua impermeabilità sensoriale. e senti ancora ghiaccio nuovo e fresco di posa, o forse ancora in opera. senti il graffio deludente delle dimostrazioni, senti tremare le gambe ad ogni starnuto. senti una voglia di credere che non basta a farti alzare dal letto. senti una necessità che effettivamente inizia a stancare. l'eco delle domande rimbomba dentro il cuscino bacato e bucato, dentro il camino che hai in bocca. dentro le novità vedi riflesse le vecchie speranze scadute. senti l'innocenza come una moda scontata e insensata. senti che il male appartiene alle convinzioni più ferme e stabili, cosa che non avevi mai saputo. senti che per fermarti servirebbe un treno che necessariamente devi avere sotto il culo per andare lontano dalle formule meccaniche. ma sai sempre che rimani ad aspettare di fronte a montagne di paraurti forse usati e forse nuovi ma comunque sicuramente altrui. sassi dentro le nuvole e la neve negli occhi, delucidazioni inutili da digerire. inutili da filtrare dentro la testa di marmo. non leggere "il mestiere di vivere". e c'è un perchè già sbocciato da un po'. gli anniversari senza festa, con la festa scomoda come un cadavere in tasca. auguri m. riscriversi ancora, in versi amputanti e febbrili&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7143210982244947261?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7143210982244947261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7143210982244947261' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7143210982244947261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7143210982244947261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/staccando-le-braccia-da-un-romanzo.html' title='staccando le braccia da un romanzo'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-6820775218259535808</id><published>2008-12-05T23:23:00.003+01:00</published><updated>2008-12-05T23:29:28.005+01:00</updated><title type='text'>giorni che non vorrei svegliarmi e giorni che non vorrei andare a dormire</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;l'impegno per curarsi dalle urla. le urla che si dimenticano e quelle che non si dimenticano. il giusto peso dato alle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;coseindecomposizione&lt;/span&gt; per divincolarsi dalle sabbie immobili che siedono sotto di me. e dalle mie piste non partono viaggi sani. e se le città fossero al buio?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-6820775218259535808?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/6820775218259535808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=6820775218259535808' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6820775218259535808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/6820775218259535808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/giorni-che-non-vorrei-svegliarmi-e.html' title='giorni che non vorrei svegliarmi e giorni che non vorrei andare a dormire'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-7236617009591771072</id><published>2008-12-05T19:11:00.008+01:00</published><updated>2009-01-09T18:23:30.204+01:00</updated><title type='text'>il mare che ci separa dal cielo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sorsate di prima-vera senza apnea. sempre più tardi vedo il letto e poi il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;giornotuttouguale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. le stelle decadenti come non mai ma senza togliere lo stress. rilassarsi per sport. le case con i vuoti d'aria e le scale con il vento. la tosse di questo vento. le risse verbali dei miei monologhi incandescenti. le foto mai fatte ma sempre con gli occhi rossi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;acidosintetico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; della luce che viene da dentro. sentire di aver pestato solo una merda incandescente. sentire che solo in un luogo che conosco avanza il ghiaccio. appesantito dalle mie notevoli capriole dentro discorsi senza sbocco. alla fine ti senti sempre in divieto. il silenzio delle epifanie con gli starnuti secchi. le carezze con i lividi della vergogna che non si arrugginisce. la trascendenza delle convinzioni rimane a galleggiare dentro la mia fede nella possibilità di volare via. ma non vola. imparare tanto sul lento peregrinare delle abitazioni confortevoli di quando senti freddo. camminare contro gli anni. manifestare contro i ricordi migliori del presente. come manifestare contro la chiesa. marciare contro la pioggia fredda. perdersi dentro la metà di un libro messo dietro la cassetta dei miei avanzi. cambiare canale per affogarci meglio. la musica spenta, le persone spente, gli occhi e le pagine. la voce a scaldare l'acqua e non lavarsi i denti per non dimenticare ciò che hai masticato e sputato. non dimenticarsene mai. i sorrisi concettuali. l'argentina a rate. la macchina affogata. il diluvio provinciale dentro la mia testa che poi proprio per questo affonda ancora meglio dentro la città. i segnali. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;orione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; tempestosa e la mia testa da rottamare. le chiamate al lavoro per urlarmi della depressione di m.m. e poi tanto muoio comunque. gli &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;occhi&lt;/span&gt; di fumo e non ricordo altro da strappare al silenzio&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;e poi devo essere conservato che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;se no&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sono invisibile. invivibile. e poi senti la voce che parla e sembra che in realtà stia piangendo, e continua a farlo da mesi. e io non ascolto nemmeno più me stesso figurarsi se ascolto musica ancora rara. figurarsi se mi ricordo di spegnere il vento che trema dentro questa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;stanzasottovuoto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. ma poi ancora le risposte che scioperano, che stronzo. saluta a stento, salute a stento. e vedo prima di dire, e sento prima di parlare. manca sempre un po' di treno e antibiotici a questi occhi disinfettanti. magari lo fossero. e i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;nonfidanzati&lt;/span&gt; sposati. le pazzie senza progetti. le passeggiate carcerarie e non so cosa vuol dire. e senti solo una stella che sciopera e vedi solo immagini. non trovo spazio a questi schemi che poi non lo sono nemmeno. servirebbe altro ma costa troppo essere un eroe. le medicine apolitiche delle storie senza una fine sociale. le strade perdute che vanno conservate per non perdersi, anche se sai che non portano lontano. le sensazioni che non salvano e vedi intorno solo un cimitero di occasioni morte dentro una penna leggera. che se tutto rimane senza didascalia è meglio, che tutto si può cancellare e si sa bene senza camminare. non arriverà mai la prima classe. nello scolapasta nella mia testa rimane solo la malattia più colorata e non tutti i sintomi e io ho bisogno di quelli per non sentirmi meno reale. rimane a malapena la ipertensione di certe frasi dimenticate &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-7236617009591771072?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/7236617009591771072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=7236617009591771072' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7236617009591771072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/7236617009591771072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/12/il-mare-che-ci-separa-dal-cielo.html' title='il mare che ci separa dal cielo'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-299613464396262356</id><published>2008-11-27T17:58:00.003+01:00</published><updated>2009-05-01T01:02:10.789+02:00</updated><title type='text'>una mattina che ti vaccina ed è piena di titoli interscambiabili e violentati per non distendersi dentro un freddo sereno(con l'alternarsi delle</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;stagioni che si contestualizza)(bisogna rettificare l'inverno)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;non serve più la sciarpa, ce l'ha una bambola. fare manovra a berlino. ed è magnifico sapere che esista qualcuno che ti dimostri che un libro non è diviso in capitoli ma in capitolazioni.. constatare che un'areola sia fatta con un fazzoletto ancora rosso. come i capelli di A. . e riuscire ancora a credere al destino che ti fa posteggiare lontano. credere ancora nell'esistenza del cestino. abitare appena dopo lo zoo, meritare niente di più di quello. essere assente ad un esame messo in anticipo. credere ad uno schema senza vederlo. sapere inconsapevolmente senza conoscere. tornare a scrivere in nero. almeno mi è stato possibile godermi un libro senza doverlo mangiare in una notte per regalarlo. che non porta bene chiudere gli occhi. e ti senti sporco come un cesso che conosci molto bene. è sempre aliud. ed era lei. e si perde una penna in una città lontana mentre si sta partendo. e c'è chi in silenzio ti riaggiusta i ricordi con la colla bianca e dura. il nero scandito e candido delle macchie oscurate negli scarabocchi discorsivi. comprendere ciò che è modificato. anche se è muto. e domani, lo ieri di oggi non sarà un cazzo. e rimarrà a casa ma per me. un cazzo di niente e sarà tutto da ridere. l'ipnosi concertistica di alcune passeggiate ci rende migliori anche se non del tutto autentici. e l'illusione preliminare di certi vestiti disonesti. semplici compiti di chiesa. e bestemmiare reiteratamente di fronte ad un fumoso tramonto gelido e periferico. nervoso sembra questo giorno di primavera precoce. che sembra prenderti per il culo come se fosse sincero di non morire. e trovare particolarmente comica l'iridescenza della muffa concettuale che ti tiene caldo dentro, come uno schiaffo promesso. chi non parla non sta meglio. essere maleaccompagnati da se stessi. e i racconti raccolti mai scritti. una cronaca cronica. e quando scopri qualcosa è sempre freddo. e la consustanzazione di un solitario immobile. e il marmo caldo per il vino freddo. i consigli nelle stanze che è meglio siano colme. il conseguente orlo troppo vicino. la "in successione" delle parole. la insuccessione delle parole. un discorso articolato in quattro fazzoletti. ho bisogno di un braccialetto. la mia voce che ha voce in capitolo delle capitolazioni. teso è un arco in questo baleno. in volo su questi muti e mutui pellegrinaggi in giorni scanditi dalla dolcetti. i minuti scanditi come sopra ma seduti a fumare. a mandare in cenere progetti scritti e scaduti. il permesso di soggiorno per il salotto. dolcemente incatenato, dolcemente scatenato, dolcemente incastonato senza un sorriso preliminare. con il mondo che è più profondo che alto solo per un concetto cautelativo. e non dico niente di vero e profumato&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-299613464396262356?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/299613464396262356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=299613464396262356' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/299613464396262356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/299613464396262356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/11/una-mattina-che-ti-vaccina-ed-piena-di.html' title='una mattina che ti vaccina ed è piena di titoli interscambiabili e violentati per non distendersi dentro un freddo sereno(con l&apos;alternarsi delle'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4032619436754295559</id><published>2008-11-25T15:30:00.007+01:00</published><updated>2008-11-25T18:15:27.263+01:00</updated><title type='text'>una bottiglia vuota dentro la mia bocca secca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;la sua rabbia allevata per candeggiare i sensi di colpa. la neve alla fine di un concerto, le tante canzoni che muoiono sulle mie labbra. quelle buttate vie durante le passeggiate fatte dal letto. ritrovarsi ad essere ancora più in discesa di ieri solo perché oggi piove con un tono innocente. e ti senti allora tu più in colpa per le serenate mai dettate ai tuoi giochi rotti. che ti tagli mentre rompi uno dei ricordi più belli che avevi conservato per questa tormenta. per le tormentate mattine disteso sul tavolo. il grido dei colpevoli. ritrovarsi a parlare con tutti delle scuse e delle patetiche innocenze. ritrovarsi a ridere delle storie di quando ti sentivi ancora più del solito te. le poesie trovate per caso dentro a libri rubati per caso dalla testa rotta. che è una festa rotta. come la verità che non le si toglie da dentro ed è inutile parlare. fuggire dalla vita senza scapparla. rimanere a parlare di cose appassite per ore e ore senza temere di vederle decomporsi. tagliar l'acqua. vedere Nicolino che cammina per la tua testa insieme a gente morta. le superstizioni di una bottiglia di birra e la dedica sulla copertina di un libro mai letto. sorridersi dentro come un gioco evitabile. forse è rimasto solo il porno di intentato. o forse è rimasto proprio solo quello senza altre possibilità. evitare di morire. e le parole giocano a rincorrersi e a fare tana al silenzio despotico di certe situazioni. e la mia vita messa in scatola. che rimane solo la liturgica sensazione di necessità che non vuoi nemmeno raccontare. che senti qualcosa in comune con fedor e dimentichi di ricordare. che a volte hanno ragione le cose casuali e io che come al solito potrei farci un ponte fino a pechino. di sola andata. le malattie che mi scoppiano sempre e solo ora. le distinzioni fra le distese di macchine fredde ancora più di me. ancora. e ancora. ridere di nuovo ma seduto sopra quella panchina infernale. cucinarsi senza declinazioni. la morfologia dei miei pomeriggi. le balene di traverso nei traslochi emozionali. i silenzi di bigiotteria perché ci sono lacrime che asciugano il sale delle canzoni sfigurate. i massacri intestini ed embrionali delle mie idee in ogni minuto. i giochi acidi con le persone. è una corsa topofobica. l'umidità dentro un pacchetto di sigarette. un abbraccio come la più simpatica forma di farmacia. gli abbracci ecumenici. rimango sospeso, rimango sorpreso. l'intelligenza botanica delle mie mattineesere. confondendo un profumo per un colore, una risposta per una conferma. e ascolto sempre la stessa musica dentro una vita che ammazza il caffè. dentro il racconto di un suicidio mattutino. o omicidio? io che vado "in culo a morfeo" per un po' avendo imparato solo a dire grazie. io che non rido mai davanti alla tv. io che parlo. che taglio la testa ai toreri per normale equità. la bilancia dei miei pensieri ormai ha solo polvere dentro le sue braccia. i suoi film vietati ai frati minori per l'elusività della fiducia che abita vicino a cattolica. senza fretta, io che non dormo mai, vado al bar. con tutti che cercano il sacro gol. dentro il mio teatro degli errori c'è una realtà astorica. e mi metto seduto( e )sudato a rinunciare al male di certi giorni commossi, commessi della vita che rompe le ossa con i ricordi futuri arrivati in ritardo&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;le parole che mi  si congelano in gola non  sembravano così speciali. le atmosfere atmosferiche  di alcune persone, altre sensazioni  metereopatiche di fedeltà alle proprie riconoscenze. il mare che regala mille colori anche con le nuvole. lei che è una cascata in cui è impossibile specchiarsi. piccole corse della mano. che raccontarsi sembrava ingiusto per tutto il resto del mondo con le parole che arrivano dopo questo autunno stempiato. coreografie con i fazzoletti e io che disseziono persone per cogliere somiglianze. assonanza stonata che rimane di una frase da rileggere. io che mi specchio nel mio sangue ideale di spirito partecipativo a questo circo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4032619436754295559?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4032619436754295559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4032619436754295559' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4032619436754295559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4032619436754295559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/11/una-bottiglia-vuota-dentro-la-mia-bocca.html' title='una bottiglia vuota dentro la mia bocca secca'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2653648900461398162</id><published>2008-11-15T13:13:00.011+01:00</published><updated>2009-01-06T15:28:22.182+01:00</updated><title type='text'>(per questi vestiti che una volta si sentivano felici)     un albero di mandarini</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;sembra essere secco anche se dà tutti i suoi frutti. certe sere, quando appoggi gli occhi sulla pianura industriale è come se tu perdessi ogni manifestazione di vita e tutto il resto, dalle luci spianate, il cemento, le macchine anonime e tutto il silenzio che hai dentro s'animasse sotto le tue lacrime fredde di morto. tu di cemento e tutto che piange al posto tuo. che come una brava mamma mi hai fatto fare spesa legale. che ci sono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cd&lt;/span&gt; da slegare, altri che ancora non ho finito di sciogliere, un libro di traverso e tanti altri &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;cd&lt;/span&gt; che non ci saranno mai. e non riesco ad ascoltare né monaci né mele. vorrei regalarti un caco. "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;roma&lt;/span&gt; era bellissima..ma non abbastanza". e altre mille parole strozzate in gola. sentire cantare e l'eco delle lacrime. e metterei in ogni palo della luce che incontri per tornare a casa un mazzo di fiori, ma tanto è tutto allagato. e mi riesco ad addormentare anche con "tutta la speranza che è andata". e rido piano per non far rumore. e gli omicidi cambiano colore. tutto è scolorito, insipido, freddo, muto e senza odore. non sono passato per casa tua, ma ho sentito comunque la pioggia. che sono finito in nuova &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;zelanda&lt;/span&gt; nel tempo di voltarsi. ho detto quello che avevo da dire, ma nemmeno mi vedo in ombra. e tanto parlano di noi molte cose disadattate. e lo dico di nuovo, ancora più forte che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;roma&lt;/span&gt; non è stata abbastanza. e i tuoi fiori. e le mie mediocrità. il posto vuoto nel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;pulmann&lt;/span&gt; come uno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;tzunami&lt;/span&gt; per compleanno. i libri che arrivano per posta e non arriveranno mai davvero dove dovevano finire. mi metto in posa per questa radiografia. i sorridi stirati e messi in valigia anche se non parti. che in realtà la crisi mondiale e le recessioni varie, tecniche e tattiche, mi appartengono tutte fino al midollo. e anche io ho pianto tanto, ma non te lo avevo detto nemmeno a dicembre scorso. che un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;cd&lt;/span&gt; da solo può essere vero, anche se lento. tesi da circo dentro questa verità che mi devo restaurare, che non c'è niente da ridere e puzza. ed un cielo terso, un terzo ciclo di neve, mi piantano a terra. e non mi sotterrano anche se&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;°°° &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="right"&gt;e le favole come bestemmie intestinali da comprare a rate. una passeggiata al cimitero senza nessuna rinuncia e mi sento rado. un cuore sfitto. e penso con tenerezza alle persone che perdono l'olfatto al lavoro e alle loro docce involontarie di profumo. e penso a tutto quello che non ho avuto e che ho appena sfiorato. ai saluti sfioriti, all'umidità dell'aria e alle viole bagnate per terra anche se non bevono. alla salute sparsa male e ad occhi chiusi, ai &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;sorrisi&lt;/span&gt; rubati. alla vita non vissuta e nemmeno riciclata. a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;sweet&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;light&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;changed porca puttana&lt;/span&gt;. per distrarmi e farmi sorridere davvero, senza pensare. sporca&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2653648900461398162?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2653648900461398162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2653648900461398162' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2653648900461398162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2653648900461398162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/11/un-albero-di-mandarino.html' title='(per questi vestiti che una volta si sentivano felici)     un albero di mandarini'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-1000590763173106748</id><published>2008-11-02T18:13:00.015+01:00</published><updated>2008-11-02T21:18:41.029+01:00</updated><title type='text'>"l'ora è buia"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;e suona bene, avevi ragione. e non ti lascio affogare senza dire niente. non lo sai ma parlo ancora e sempre. ma non lo saprai. mi dimeno seduto a fumare, strenuamente a baciare queste piccole pistole. che nemmeno di quello avrei voglia o bisogno, ma lo faccio per non morire. per non guarire da questa malattia degenerativa che è il mio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;corpovascolarecelebralepolmonare&lt;/span&gt; contaminato da te. e tutti i sensi stanno muti e immobili. non parlo ma parlo. scappi ma rimani. rimango e non potrei nemmeno concepire di scappare, di fare anche solo un passo. dai un senso alla mia non-morte, l'unico che mi sia rimasto, salvo l'indifferenza incondizionata verso tutto e tutti. ma con te lei scappa e se ne va a morire lontana. e non mi lascio morire dentro tutto quello che ti ho dato e concesso. che poi sarei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;iotutto&lt;/span&gt;. rimango nel mio salotto che sembra avere le ricette per tutte le pene capitali. rimango ad assaggiarle tutte. ma rimango, anche ad aspettare che non torni&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;in silenzio(I can feel your love buzz)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-1000590763173106748?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/1000590763173106748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=1000590763173106748' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1000590763173106748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/1000590763173106748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/11/lora-buia.html' title='&quot;l&apos;ora è buia&quot;'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-9048125309853637556</id><published>2008-11-01T23:45:00.005+01:00</published><updated>2008-11-01T23:52:58.375+01:00</updated><title type='text'>e si raccoglieva con il cuore verde</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;che diventano patetiche alcune derisioni. e li coglierai tutti i fiori del tuo giardino. che diventano anche inutili da commentare, e infatti non lo fai. e non è che devo fare finta di niente perché non so nulla. faccio proprio perché non posso non devo sapere. e saranno profumati questi giorni che non sfioriranno, che non era scontato niente. appunto&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-9048125309853637556?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/9048125309853637556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=9048125309853637556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/9048125309853637556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/9048125309853637556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/11/e-si-raccoglieva-con-il-cuore-verde.html' title='e si raccoglieva con il cuore verde'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5463199188317792138</id><published>2008-11-01T14:51:00.005+01:00</published><updated>2009-01-09T18:24:40.472+01:00</updated><title type='text'>voglio abitare a long beach (come ulisse) e fare surf</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;non me ne frega niente del sonno che mi verrà a svegliare domani mattina. dei compromessi della ragione e dei complimenti con i negoziati contrattuali. delle cose scontate ma non da me. e degli aghi che se entrano in vena, poi scorrono dentro, fino a rimanere per traverso. e mi fa male. inevitabilmente "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;off&lt;/span&gt;". e le banane sono ricche di potassio. e rido dell'ipocondria che ti fa amputare le orecchie. e le mie mani rampicanti. le volontà sieropositive che si stendono al sole freddo. le tempeste solari e le aurore boreali in attesa di una risposta. che mi ci gioco il telefono. esco e non rientro nei conti. regalami un libro nuovo, ti canto, ma non le solite storie. produci e cancelli nuvole. intollerabili diventano le aiuole per strada. e mi chiedi se rientro, ma non lo so. e non dormo sotto questo silenzio accecante. che non c'è niente da dire. e ora scrivo sempre, mentre prima mai. e mi porti lontano, ma mica per mano. e le ricette confezionate per stare male. il tuo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;salmodioso&lt;/span&gt; amore per le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;tossicoindipendenze&lt;/span&gt; impronunciabili. percorri e distruggi nuvole. che è passato l'esercito questa mattina dentro le mie orecchie. e uscita dal lavoro mi chiamavi subito e ora magari col pulmino sei andata in guerra a scioperare. che io non ho fatto nemmeno il militare e non un cazzo da dire a riguardo a tavola. e non so nemmeno come si torna a casa, che hanno cambiato tutte le strade in due settimane. mi dirottano. tienimi stretto. e magari qualcuno nemmeno piscia. e non posso nemmeno arrivare a capirmi da solo, non provarci tu. che dovevano transennarmi da piccolo, o forse non lo hanno fatto abbastanza. e non ci torno a casa. esco di nuovo come mia abitudine. sai dove andavamo a guardare gli aeroplani? mi troverai lì. non puoi dire quello che non sai. e non posso nemmeno immaginare alcuni momenti senza diventare cemento disarmato. e inevitabilmente tornerò a parlare, dopo vent'anni, solo per dirti cosa significa il tuo nome. che se fossi qui non starei mai zitto. e alzo ancora la testa, ma non so se succederà di nuovo. e inevitabilmente non ci sono, o almeno non dovrei esserci. dovrei ma non posso [ .............. ]&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ed ero bravo a dimenticare gli orrori di una canzone a metà. e tienimi stretto che senno mi nascondo in fretta dentro un buco nero. e rilassarti convenzionalmente ti riesce opaco. e odio pensarti opaca anche se non dovrei. e i disegni che ci coprono. e i colori per colorarci, che sono conquiste infinite. che sono tuo. e poi non pagherei l'affitto, e non posso non voglio svegliarti. ma vorrei dovrei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;vorreivorrei&lt;/span&gt; sentirti. e tienimi a bada come conviene fare per non morire dal ridere. o dal non ridere. e ricetto buoni sentimenti. e aiutami a sopravvivere senza una casa. e dammi quella costellazione quei battiti di ciglia. e conserva del tempo anche per odiarmi. e conservami del tempo per parlare. come vedi, non vado lontano di un secondo con la tua ricetta &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;postpunk&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;postromantica&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;postpsichedelica&lt;/span&gt; postdatata posticipata, di un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;luogocomune&lt;/span&gt;, ma disabitato, che nemmeno ci appartiene, affittami nei giorni liberi. che non te lo spieghi, e nemmeno io ogni volta che apro il cellulare la sua atomica batteria, sorridono come minimo. come minimo. e apri presto domani. e nemmeno mi ricordo come si fa a disinibire la pazzia, a staccare il motore della mia vertigine compressa. dalla mia ragione, dalla mia regione, senza la mia religione. sento solo voci stanche e casematte davvero. e cambio cenno per ubriacarmi, e cambio modo per non morire di freddo. e dovrei potei vorrei continuare fino a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;domaninotte&lt;/span&gt; che lavorerò a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;long&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;beach&lt;/span&gt;. e mi si ritorcono contro i miei capelli lasciati allo stato brado, che sono bravo a scherzare. e figurati se chiamo i soccorsi fittizi. subaffittami da questa vita errata. con il codice a sbarre. con un codice personale troppo fiscale. e rinuncia a prendermi secondo la gravità dei fatti. la gravità dei momenti troppo fatti per crescere come conviene. le credenze popolari buone per i tarli. e sbagli se pensi che si risolva tutto con il prezzo di questa bolletta, per un rapporto a basso consumo. e i tuoi sorrisi crittografati ad arte. la mia arte stradale, da statale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;convenzionato&lt;/span&gt; a questi abusi telematici. che siamo tutti diversi, come risultati di problemi di matematica quantistica. le matematiche leggi antartiche di un silenzio abusato. con i buoni sconto dei giorni a fare strade mai viste dall'abitudine pedonale dei nostri progetti di vita. che vorrei portarti a casa il sabato sera e i giorni feriali. di ferie, intendo. e le piogge salmastre al porto mi sembrano come lava. come lavate via dalla mia macchina. e questa bolletta scaduta. e una notte vivisezionata. tirata su un foglio di carta da lucido e poi presentata a lezione di psichiatria, idolatrata. e proteggimi da me. e le tende che s'intossicano con questa aria consumistica stretta da questa giungla di mattonelle. che sento che a volte mi perseguitano e mi perquisiscono. e sento che sequestrano le mie razionali calamite. calamite che mi allontanano da queste irrazionali calamità. e mi sento all'ospedale. e mi sento un osservato qualunque. che passo inosservato da tutti, ma è meglio per tutti, anche per i non credenti, soprattutto per loro. e per questo lato sul palco si prestano molte interpretazioni, con chilometri di interrogazioni da non volontario. con tutto il programma da rifare di fretta. che sbagliare capita, ma non si paga con i saggi estivi. e piangi ancora dentro le mie tasche imbottite. e mi cadono come fossero da un rubinetto queste parole inosservate &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;anch&lt;/span&gt;'esse. e poi percosse come per magia da questa città sconfinata, da questa realtà sconfitta dalla  razionalità. che la vita non abita sotto una coperta, e la verità non sorride per fare una foto, e i bambini  non cantano per guarirsi. e figurati se non piango per ricordarmi che abito in questa strana strada vuota e appassita, apparecchiata. che le cose sono scontate, svendute, mi fanno venire i brividi. che le cose false mi lasciano indifferente. e non dico bugie come da bambino per dare sfogo alla mia voglia di colorare. che ho sempre odiato disegnare, forse perché non lo so fare. coloro e uccido nuvole, io. ci sentiamo quando cadrà la luna almeno ci sembrerà così per questa vita. che a volte penso che le mura di alcune case siano stanche di sopravvivere con certi silenzi e con certe &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;protosfere&lt;/span&gt; domestiche, e di notte pregano che vengano ad esportare un po' di democrazia anche per la loro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;mentalesanitàedilizia&lt;/span&gt;. e le sento addirittura piangere questa notte riciclata e sputata qua (naturalmente qua abitano gli scarti non riciclabili)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;°°°&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;e sceglierò in un pomeriggio solo le mie malattie tra quelle più iridescenti, tra quelle più evanescenti e irriverenti. molto prosaico sembra questo tuono nero. e molto solido sembra questo tono vero. lasciami stare sulla mia luna e non portarmi via. e sembra un alveare ma pieno di mosche questa stanza. che sentono bene le mie canzoni stonate. ed un sorriso spento di un sonno fiero di esistere. è orgoglioso di me il mio sonno. e mi vesto per non dormire e non mangio per non morire. che potrebbe essere cancellato tutto qua e tu lo puoi fare, puoi cancellare anche quello che non ho scritto né vissuto né voluto. sorridi meno peggio del solito se non mi senti. e le irrispettose telefonate che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;cementificano&lt;/span&gt; momenti spenti e poco attenti. e sorride ancora quella panchina che piangeva contro il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;danubio&lt;/span&gt;. e le ispezioni rilanciate. e il mio percorso univoco e le chiacchiere più grandi. e tutto quello che toccavo era già made in china. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;soridi&lt;/span&gt; che ancora è presto, come in un gioco senza &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;pinzettatrice&lt;/span&gt;. con i fiori di montagna disegnati sui vetri appannati, sui vetri affannati dai nostri discorsi che tremano ancora da freddo. che sono come un'ancora che mi tiene. e mangio dolci scaduti con questa nuova immensa verità. coloro di nero i miei bisogni per non morire di'invidia. "vivo, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;cos'altro&lt;/span&gt; devo fare?". mi sveglio a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;beirut&lt;/span&gt; con un identikit sfocato dal bucato notturno di un amico impersonale. mi fa male la testa se non dormo, con i crimini di pace. che il ritratto della prima uscita in mare sembra essere lussurioso dalle porte girevoli di questa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;città&lt;/span&gt; invivibile, insensibile, insensata, indissolubile, indifferente, impertinente, impiccata, soffocata dalla coppa del mondo, benvenuto presidente. che serve come supporto per un altro fine questo piano. le disintegrazioni comunitarie, accumulate in pentole di vetro. che avevo giurato su un telecomando di non toccarlo più questo pianto, ma ci sono ricaduto in questo centro asociale. con le mie mani sporche. il decentramento a fondo sperduto dei miei pensieri fa diventare questo cielo univoco uno scolapasta. e la mia operosità misurata con i nodi e la sua rotta, la sua rottura inefficace. forse non mi fermo a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;nondormire&lt;/span&gt; sul ponte, durante il ponte inesistente, non firmato, non fermato per contratto andato al mare. e le sirene che suonano da questo mare pastorizzato e tagliato. ho posteggiato male, che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;tanto la&lt;/span&gt; multa l'ho già presa secoli fa, in un'altra vita. smemorata per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;paola&lt;/span&gt; e giuliano. e il sole stanca come antidoto, guido mentre scrivo con gli occhi, in curva. e la velocità parassitaria di certe battute con il consumismo platonico di certe complessità ipocondriache.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sto così insomma&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5463199188317792138?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5463199188317792138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5463199188317792138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5463199188317792138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5463199188317792138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/11/voglio-abitare-long-beach-come-ulisse.html' title='voglio abitare a long beach (come ulisse) e fare surf'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8980849091747406652</id><published>2008-10-31T16:20:00.004+01:00</published><updated>2008-10-31T16:44:29.977+01:00</updated><title type='text'>perdiamo il pulmann ti prego</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;una settimana &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;tutt&lt;/span&gt;'altro che apatica. sotto dense nuvole di rabbia boicottata dalla ragione. che alla fine ci troviamo attorno ad un piatto rotto, anzi, pensarci bene due. uno però credo che sia di nuovo buono, accettabile. che cado sempre di botto, e rido sempre di botto. dammi da bere. e volevi darmi da mangiare che io non avevo voglia. le favole che non vengono a caso e abitano dentro questa bottiglia qua. dammi il tuo pomeriggio. che avevo paura di rubartelo a venirti a farti cadere dal letto, di botto. e non mi credi se ti dico che piove attraverso il vento. arrivava da lontano come il freddo di un libro in piazza. e io che ne scrivevo un altro dentro lo zaino poco prima ma non si poteva nemmeno vedere, né sentire. dammi da bere e regalami il mio regalo. che finiremo come "de &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;fonseca&lt;/span&gt;" degli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;offlaga&lt;/span&gt;. ma con meno spirito di iniziativa da bruciare. dammi la tua valigia senza ruote. che basta un po' di aria ingoiata a farti ridere. e riderebbero tutti di più se sapessero cosa sia. dammi il sacco dei rifiuti che mi ci chiudo dentro. e dimmi dove trovo le parole che mi portano lontano, che non sono io ma sei tu. e ancora non sai niente di me. non sai cosa sei. e scheletri che ballano e cantano dentro la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;scatolativu&lt;/span&gt;. e ogni volta penso a stare fisso davanti allo stesso modo, ma davanti alla lavatrice. e amo proprio la cucina di casa tua. e le pubblicità del paradiso che deridono tutti, ma sembrano anche avere un particolare gusto a farlo con noi che urlavamo in silenzio e io che bussavo verso l'aria del balcone. e mi portano via dentro il sacco. e tu che mi dici tutto e anche di più mentre arriva la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;corrierachetirapisce&lt;/span&gt;, ma la prossima volta la perdiamo, che almeno parliamo. e queste capriole qua non mi portano lontano, al massimo mi aiutano ad uscire dal sacco. ma sto meglio e mi deprimo meno, che le depressioni della mia faccia fanno ridere solo gli altri. e il prossimo giorno delle streghe ci spareremo?&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_5"&gt; finché&lt;/span&gt; noia non ci sorrida e ci spazzi via. ma in realtà ci farà capire altro e resteremo vivi ancora. e spazzeremo via con le lenzuola le nuvole ogni mattina senza impiccare nessuno (almeno volontariamente)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8980849091747406652?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8980849091747406652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8980849091747406652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8980849091747406652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8980849091747406652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/perdiamo-il-pulmann-ti-prego.html' title='perdiamo il pulmann ti prego'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2201562447871296058</id><published>2008-10-30T09:59:00.003+01:00</published><updated>2008-10-30T10:12:25.096+01:00</updated><title type='text'>ieri i nostri discorsi su trasmissioni intercontinentali ci hanno ferito come frecce facendoci precipitare in un interruttore che esiste solo per noi</title><content type='html'>e non per il resto delle nostre vite. i giorni sembrano imbalsamati, plastificati per non farli stropicciare. le parole sembrano circostanziali a non essere muti. ma alla fine aspetto, solo per te che mi fai diventare cieco, come sul libro di carlo. e sento che "sono il peggiore in quello che faccio meglio" e tutto sembra coprirmi come in una tempesta di neve cancerogena, acida. ma mi scaldo con questi silenzi. non riesco mai ad andare oltre questa torbida superficialità cutanea delle cose, e scioperano tutto e tutti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2201562447871296058?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2201562447871296058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2201562447871296058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2201562447871296058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2201562447871296058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/ieri-i-nostri-discorsi-su-trasmissioni.html' title='ieri i nostri discorsi su trasmissioni intercontinentali ci hanno ferito come frecce facendoci precipitare in un interruttore che esiste solo per noi'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4587142347534441220</id><published>2008-10-26T18:56:00.004+01:00</published><updated>2008-10-26T19:37:59.074+01:00</updated><title type='text'>come se avessi ucciso qualcuno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;effettivamente. che non respirava più secondo l'opinione comune. che sorrideva male e distorto, per noia reciproca con la gente non comune, secondo tutti. tuoni e saette nei suoi occhi sempre chiusi. e mi riprendo gli avanzi delle sue valigie fatte di fretta prima di dipartire. vietato fumare nei suoi occhi, e nelle loro orecchie. e sorridono tutti di tutto all'odore del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;formaggioposato&lt;/span&gt;, festa mesta che marcia dentro casa. come se fosse stato in realtà un suicida ad essere defraudato dalla propria vita&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4587142347534441220?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4587142347534441220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4587142347534441220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4587142347534441220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4587142347534441220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/come-se-avessi-ucciso-qualcuno.html' title='come se avessi ucciso qualcuno'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5588139650300598473</id><published>2008-10-25T16:40:00.006+02:00</published><updated>2008-10-26T18:00:46.150+01:00</updated><title type='text'>e una maratona di biciclette portate a mano</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: right"&gt;tu che riesci a fare meno del mondo quando riesci a saperlo sul serio. tu che corri su strada proibite e rimani accovacciata in perenne tensione dentro una bottiglia. tu che ridi mentre piangi. e io che mi arrampico sul soffitto per una notte sola una sola senza elastico. tu che piangi mentre ridi. e poi continui a correre nelle tue circumnavigazioni attorno ai tuoi silenzi di plastica riciclata. che ti ho vista ridere ma mai per me. io che cerco di vedere tutto, anche fino a dove non respiri. e senti freddo da ridere. che non ti ho mai vista piangere per me. che fanno male, che respirano a stento. e diventiamo di crema come le pagine strappate. e mi sento strano, piccolo e inorridente. respingimi se puoi. e ti perdi dentro la mia voce che fa diventare la faccia viola. a volte mi devo ibernare dentro i miei incubi per farmi odiare un po'. che non fa parte di me. mandami via. e ho fame anche se non dovrei. le mie occhiaie petrolchimiche riverse su questa faccia derisa dalla benzina. cercami dentro un vaso. che si diventa santi laici per un nonnulla. prendimi per un occhio. e incollami dentro il tuo diario. a parlare di sfighe, ma non per consolarci. a confrontare ritratti di notte. e non mi vedi, e non mi vedi mai. che sentiamo la mancanza di azioni veramente irrimediabili. e irraggiungibili della loro irrazionalità. che i bisogni di ognuno piangono e puzzano. parto in direzione est a piedi, torno fra un paio di tragedie inventate, nudo e depresso, al solito insomma . le pagine bianche di malinconia. che la canzone del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ciddi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; per &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;svegliarsi&lt;/span&gt; con la luce della luna è bellissima, non come la base elettronica dei miei sorrisi pieni di virus. posso vivere?&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: right" align="left"&gt;°°°&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: right" align="left"&gt;e non sono più vietati certi siti. e io che vorrei ribaltare tutto il tuo senso della vita, che vorrei smantellare tutti i tuoi sensi in un'oasi rilassata. le domeniche che scorrono nel porto. e io che non parlo mai di meno. che non sorrido del male che fa meno male. e depongo le armi nel &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;wikkkend&lt;/span&gt;. che ribalto anche i miei occhi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;rappacificati&lt;/span&gt; dentro oasi denuclearizzate. e rido dei miei pomeriggi appassiti. la nebbia di questa notte franca era davvero troppa. carico di alberi dentro la testa, ma non si può. e rido di me, deriso da me. che combattono le oasi stanche dentro le mie mani. e le mini-idee che sorridono a farti tenere i giochi. e piangono le mie mani se penso a te che stai volando giù dentro questa domenica. in picchiata dentro la mia testa vuota. che vorrei andare a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;bologna&lt;/span&gt; venerdì, giusto per il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;mercatosempreuguale&lt;/span&gt;. che sto male anche io, nella cattività spasmodica di certe oasi inscatolate. e poi davvero i consigli tornano a casa più tardi di me&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5588139650300598473?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5588139650300598473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5588139650300598473' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5588139650300598473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5588139650300598473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/e-una-maratona-di-biciclette-portate.html' title='e una maratona di biciclette portate a mano'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-8182267825658283761</id><published>2008-10-24T19:56:00.006+02:00</published><updated>2008-10-25T17:32:47.358+02:00</updated><title type='text'>un ergastolo confidenziale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;until&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;tomorrow&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; con te che riuscirai a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;disincantare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; gioia dal suo cappello magico. sono da cremare le mie considerazioni saccenti, lo so solo ora. e poi ridere strafatti della bontà dell'opera. che la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;tv&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; parla. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;ridammi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; i miei buchi buoni per divaricare giorni, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ridammeli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; per dormire senza reti e vuoti. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;ridammi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; questi miei occhi rapiti sempre da annoiate riletture. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ridammi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; le miei mani perniciose e sporche. le case tutte uguali e divelte per strada. naturalmente accese le case. che dovrebbero riscrivere le leggi astronomiche con te, tutte da dimenticare. corriamo a cantare e ad ipnotizzare. le mie radici in cucina. corriamo a cadere meglio di come potrebbe andare sotto questo temporale. andiamo a perderci in lavatrici affittate, a sporcarci di nuovo. tutte le case disabitate che incontro per andare a casa, sembrano appartenermi. sento vicina la mia crisi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;economica&lt;/span&gt;. quattordici &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;coraggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. e ancora lui con il suo minuscolo cane che riaccompagna la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;puca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; a casa dopo che lei è andata a trovarlo. caricami nel portabagagli. sotto la sedia libera. gli occhiali di vetro e i plettri regalati. e c'è sempre un po' di alluminio dentro alla pietra di carbone, per andare a lavorare di notte. come carezze offese per razzismo sentimentale. che la pena &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;sarebbe&lt;/span&gt; dolcissima. e abbandonerei la lingua conosciuta per volare "senza citazioni". via da questa paranormale libertà. - delegittimiamo la nostra gioventù, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;deresponsabilizziamoci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; le giornate. inciampiamo contro la nostra verginità mentale. che comodo giocare con questi drammi, e il caos fa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;auditel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; col passamontagna. terrorismo a capodanno. e là saluta anche. mille ombre svendute a rate. - cancellami le canzoni dissennate dall'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;mptre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, cancellami le lacrime dissestate dalle frasi. cancellami il terrorismo mediatico dalla testa. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;mediterraneamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sto oggi dentro la mia testa vuota. come se abitassi con il permesso di soggiorno questo corpo. gli attacchi dal panico, che si deve difendere da me. cercasi albero da piantare. e la danza che mi fai ascoltare mi fa impazzire. e compro plastica e non legno. e abiterò a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;saigon&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; fino alla fine, e bucherò il pavimento e mi scotterò un minuto prima. prima di cedere, cadere e morire di asfissia. e poi inaugurano le industrie manifatturiere di lana dentro questo contatore. e una sigaretta lasciata a metà sembra perdersi dentro me. e tu che ti specchi in balcone e non chiudi mai. e scrivi in senso antiorario come me ma al contrario di me te ne vai correndo da una sponda vascolare all'altra. chiamami quando esci, che mi faccio sparare nello spazio. dentro il silenzio spaziale dei miei incontri. discorsi anastomizzati e silenzio atmosferico. che quell'enzima suicida lo vorrei pronunciare. ritardo astigmatico, lo so. la mia igiene fotografica cade sotto una posa. e rido da solo, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;imbarazzato&lt;/span&gt;, svenuto e vegeto sul letto. grazie del panino regalato e del sorriso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;ebetizio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; concessomi. che i fondi perduti ritorneranno a galla e si vendicheranno. fino al titolo del prossimo film solo un po' passato. le illusioni scadono, sempre e comunque. ebbene si, pragmatico. che quello che siamo è altro e per questo me lo concedo. mi riconoscerai dalla catena al collo anche se non ho mai combattuto con una divisa che non fossero i miei vestiti comuni&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;°°°&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;che riesci a vedere la luna in uno dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;millenovecentosessantotto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; pezzi di vetro differenti della facciata della chiesa. bagnata da me a testa bassa dopo un po' di tempo. e mi ci fermo ogni volta a pensare. riesci a prendere e riempirmi la vita. i miei sensi da non perdere mai me li porto al braccio, tutti. quelli sani e di impossibile sostituzione mi occupano anche altro. e ogni volta che cerco di chiuderti in una parte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;strabordi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. invadi anche quello che non è nemmeno mio. ogni volta che sorrido &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;davverosinceromicredidaicheèvero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sento come un brivido, non vi distinguo. il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;ronzioamoroso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che piove dai mie &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;librimailetti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; non fa dormire che diventa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;estemporaneamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;narcolettico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; per non morire di noia, stupefacente carità parassitaria devota ad una notte stregata e persa nei tuoi occhi chiusi. non riesco nemmeno a dirti di non perderti e camuffo le mie pozioni con trombe e danze, carri acidi. e le aggiunte fanno sempre rimanere come statue. fanno cagare insomma. e copio. e assomiglio. e diventano illegali di notte questi pensieri. e la tessitura sembrava semplice. che la strada per me, in realtà, non porta da nessuna parte&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-8182267825658283761?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/8182267825658283761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=8182267825658283761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8182267825658283761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/8182267825658283761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/un-ergastolo-confidenziale.html' title='un ergastolo confidenziale'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-2813729167759316006</id><published>2008-10-18T17:40:00.003+02:00</published><updated>2008-10-18T17:54:53.648+02:00</updated><title type='text'>asteroidi in subaffitto dalla mia seconda persona</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;che bruciano interi giorni. e non so niente di quello che succederà stasera, di come sarà la musica. e innocentemente ora piango. solo ora. mentre prima trasformo parole in fuoco. brucia anche casa mia e niente dentro. bruciano tutte le carte con niente dentro. niente dentro la mia testa che galleggia. ho sognato il mare, un suo quadrato, e ci galleggiavano tanti ritratti di gente che non conoscevo e affannosamente cercavo, dovevo cercare il mio, e niente. nemmeno mi ritrovo dopo un naufragio. riesco davvero a mettere nebbia. in realtà sono io e non tu. la gravità delle parole che cadono dalle mie mani di sabbia. enormi case di carta, enormi fuochi privati. puniti come conviene. e mescolo carte di mazzi diversi. che a me fa meno male. che io ricordo. che non mi bastano mai. e nemmeno poco. la scaltrezza delle mie stronzate sta nel continuare a galleggiare e cercare di confondersi per un po'. come il resto intorno. tutto quello che precipita dalla mia bocca seppellisce domani. e vorrei essere muto per non farti del male. che la maturità me la sono fumata. e dovrebbero essere incorniciate le mie malattie. non riesco a non essere vivo se mi dimeno meno. e si sentono le casse. e la coscienza di me l'ho persa anche ieri sera. perché sto male. perché credo di essere inefficace e insufficiente. che sorridono le strade, ma perché non mi conoscono. vado a feste che non mi appartengono. e rinnovo la richiesta di ferie. che magari mi prendono al circo e divento schiavo di una vacanza. divento schiavo della vita. che già sono schivo. e mi rintracciano anche sotto terra e poi sfottono. che si sentivano le risate nervose da sopra dicono. e così mi beccano. i solchi nel mio viso, dentro la bocca, dietro la lingua. tutto pronto a colate di cemento che rilasserebbe un po' tutti. chiudimi fuori stasera, che forse staremo meglio tutti. che non merito altro che di stare per strada, ti lascio anche le chiavi della macchina. che scappiamo al parco e dovresti odiarmi, che scappo al parco da solo e vorrei odiarmi da solo. che scappiamo in australia e ci odieranno anche le piante di là&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-2813729167759316006?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/2813729167759316006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=2813729167759316006' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2813729167759316006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/2813729167759316006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/asteroidi-in-subaffitto-dalla-mia.html' title='asteroidi in subaffitto dalla mia seconda persona'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-5218830232027301542</id><published>2008-10-10T19:42:00.003+02:00</published><updated>2008-10-25T01:49:39.876+02:00</updated><title type='text'>regalo i tuoi occhi ad un giorno migliore (und auch was wir atmen)</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;e impacchetto pure queste parole prese da altre mie braccia. le parole consumate &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;perché&lt;/span&gt; a farsi del male diventiamo tutti ciechi. le nostre penombre quotidiane. le miserie tirate a lucido e messe alla messa dei nostri pomeriggi. che non ricordo come era salpata la mia mano quel giorno al caso. le nutrienti promesse prestate alle pagine dei miei libri vuoti. il libero arbitrio di perdersi dentro nuvole spente con il telecomando, ti regalo parti acide dei miei sguardi messi a bollire sui tuoi vestiti. le finestre aperte sulla nebbia troppo fitta regalano pensieri decorosi e da decorare per non piangere troppo facilmente. le nostre salite pesano per la detenzione dei nostri ricordi altrove. gli inverni non spaventano le migrazioni e rosicchiamo briciole, strappandoci le ali di cera a vicenda. le mie dita incollate, i bambini che piangono per quella stessa via da corsa, evidentemente. le feste indipendenti dalla gravità mentale, la sanità civile e cardiaca. le sagome delle mie locandine e le tende spesse. corro dove non so nemmeno camminare. relego invece me, in notti disperse&lt;br /&gt;°°°&lt;br /&gt;e bisogna sempre cadere per piangere un po'. prima nemmeno mi &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accorgevo&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;della&lt;/span&gt; polvere che lasciavo cadere sui nostri pomeriggi. polvere acida che corrodeva fino all'osso la tua voglia di passare meno tempo nel mondo reale con me. e vorrei, in certi tratti nemmeno troppo profondi, che fossero mie le ossa nell'altitudine. ti dico che è una bella giornata mentre sono davanti ad un cimitero. e scorre il primo freddo non atmosferico. e la doccia psicologica di colpa alla mattina. che potevo dare anche una ripassata a tutti quelli che conoscevo. un tempo cercavo risse mentali chiuse dentro bozze di gravità ordinata. ora galleggio in indeterminate oasi di fiato corto e cenere andata anche quella al mare. e non a male. che gli inferni esistono nelle nostre passerelle. mentre sfilano i miei giochi di mutismo mediocre e cancerogeno. che non sarebbe male crescere appesi alle proprie mediocrità. vivendo a vicenda. che la poesia riempe di fuliggine i miei errori, dissimula &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-5218830232027301542?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/5218830232027301542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=5218830232027301542' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5218830232027301542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/5218830232027301542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/regalo-i-tuoi-occhi-ad-un-giorno.html' title='regalo i tuoi occhi ad un giorno migliore (und auch was wir atmen)'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-3816243199650045479</id><published>2008-10-03T16:05:00.005+02:00</published><updated>2008-10-05T19:17:17.507+02:00</updated><title type='text'>fammi andare dove crescono piante nuove</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;arriva quando nemmeno lo sapevo, nemmeno immaginavo che esistesse l'autunno. noi che vivremo sopra i confini internazionali. non toccheremo mai terra. io non ho tempo libero, il mio tempo è solo morto. abitiamo qua dove non c'è nemmeno aria vera, ma postdatata. cerchiamo essenze dove sono solo generalizzazioni. e mi dimentico di ridere alle sue parole, mi scusi. io che ti parlo dei miei giochi e del mio pallone mai caduto. vorrei vivere per dormire e leggere quello che voglio. ma è troppo caldo per crederci. dormiamo sopra i camion per vedere le autostrade da un'altra prospettiva. e i manichini cantano meglio di chi non ci crede davvero. i campi sembrano tutti bruciati e davvero il molo ancora canta. io che scrivo canzoni per te e le canti meglio della mia testa. il mio zoo mentale spaventa anche me. e sogno di parlare come te, e riesco anche nel sogno a correggermi da solo se sbaglio. devo giocare meglio. e dormo storto e dormo senza dormire davvero. la mia personale orchestra non va mai via da queste mani. avere il pollice nero. i titoli che compaiono sempre, di continuo. ha piovuto tutta l'estate sopra di me, ma ero a tenuta stagna. arrivi tu e della pioggia fresca mi allaga l'anima. mi si sono allungati i capelli com del resto il senso di te, in ogni cosa. le cartucce scariche e le cazzate. ci sono ma non mi riconoscerai. vorrei portare gli occhiali e tornare indietro fin quando so io. vorrei avere il coraggio di mettermi nel giardino che non ho durante "la testa libera" che non ho. i supereroi non credono e non cedono ai fantasmi. e i nostri fumetti dilatano al sole. fortuna i controlli automatici. ho abitato luoghi che nemmeno ho visto riposare ma solo passare. non voglio una sveglia vicino al letto e non riesco ad accettare certe cose stupide. le sedie sono là ad aspettare il tramonto. le case non parlano ma piangono. e si che si sente bene. ritornare a spendere fede nell'altare. che certi luoghi diventano templi in onore della crescita, dell'amore e della morte. ma nessuno è veramente laico fino a tal punto. e forse già mi ci hai portato, solo che sono stordito &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-3816243199650045479?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/3816243199650045479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=3816243199650045479' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3816243199650045479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/3816243199650045479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/10/fammi-andare-dove-crescono-piante-nuove.html' title='fammi andare dove crescono piante nuove'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7901383219851011506.post-4016248109419209988</id><published>2008-09-29T16:01:00.005+02:00</published><updated>2008-09-29T17:36:28.907+02:00</updated><title type='text'>alcun riscatto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;per il viaggio di ritorno. che correremo a casa senza nemmeno respirare. lo so. gli scudi che si arrugginiscono. e non è che moriremo tutti, siamo già morti. e poi odio quando i miei bicchieri d'acqua diventano pozzi senza fondo dove cadono parole, pensieri e voglia di parlare ancora. ho tremendamente paura che cada dentro anche io. e mi hanno insegnato a fare i nodi ieri notte. che poi a letto galleggiava tutto, anche le noie. ho paura di me, di come sono. delle mie idolatrie dovrebbero restituirne la tracciabilità. che cada dentro anche tu. e poi mi distraggo facilmente con racconti stupidi, pellicole che poi ti inseguono in parte, in momenti diversi. sarebbe troppo facile senza nessuna paura o paranoia. il contratto di casa e affittare la luna o il mare in tempesta. la musica che distrae senza dire nulla. forse la città è un qualcosa di oltre, forse tutti i fantasmi sono caricati positivamente, forse davvero esiste la pioggia e gli ombrelli e i discorsi che potevo risparmiarmi. mi riconosco sempre, riconosco sempre la mia parte in ostaggio dallo sfasciacarrozze, che non vale appunto -titolo- . e già ora mi inizia il raffreddore da una settimana che è autunno e servono martelli. le parole che stridono sul vetro troppo pulito e che non rendono più. prima pulivano. ora scorrono, come barche vuote, anonimamente nella corrente. e ti ascolto anche quando non parli&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7901383219851011506-4016248109419209988?l=sintomo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sintomo.blogspot.com/feeds/4016248109419209988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7901383219851011506&amp;postID=4016248109419209988' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4016248109419209988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7901383219851011506/posts/default/4016248109419209988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sintomo.blogspot.com/2008/09/alcun-riscatto.html' title='alcun riscatto'/><author><name>occasione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04654816747531926020</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_uw0Ik-kZfiI/SR7voS29-JI/AAAAAAAAAAc/h5FvWbW3k18/S220/albero.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
